Recensione: Vitae

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I Set Before Us sono nati nel 2012 in Svezia, suonando Alternative Metalcore nei locali di Stoccolma. Hanno presto raggiunto una discreta fama e pubblicato il primo singolo ‘Wildfire’, nel 2014, al quale è seguito, nello stesso anno, l’EP ‘Voyagers’. Le recensioni positive, l’aumento di un proprio seguito, ma soprattutto del materiale da suonare, hanno portato i Set Before Us ad allargare la loro attività live ed a dare alle stampe due nuovi singoil’: ‘Highborn’ nel 2015 e ‘Enigmas’ nel 2016.

Come un serpente che si mangia la coda, più scrivi e più suoni: il combo, quindi, ha cominciato a muoversi fuori dal proprio paese e suonare in Germania, Belgio, Inghilterra, Ucraina e Russia, attirando così l’attenzione dell’Eclipse Records, l’etichetta di Chris Poland, che lo ricordiamo come chitarrista della prima formazione dei Megadeth, con cui hanno stipulato un contratto per la pubblicazione dell’album di debutto: ‘Vitae’, prevista per il 31 agosto 2018.

Parlare di ‘Alternative Metalcore’ per ‘Vitae’, a parere del sottoscritto, è un po’ riduttivo, nel senso che di Hardcore punk, base del Metalcore, se ne sente poco.

Lasciando stare il confronto con i primi gruppi di metà anni ‘80, come Agnostic Front e Suicidal Tendencies, molto più Punk che Metal, i Set Before Us non assomigliano neanche ai Bullet For My Valentine od agli Avenged Sevenfold di metà anni ’90, essendo il loro suond più feroce e molto energico, anche durante le sezioni melodiche, che sono ridotte al minimo.

In pratica le loro composizioni hanno dentro molto Thrash e Death ed, in alcuni casi, anche una punta di Power, ma di Hardore se ne ascolta giusto un poco qua e là e la definizione di Melodic Metalcore Band ci può stare per l’uso della ritmica delle chitarre, che non è sempre suonata con il massimo della distorsione.

Il cantato è affidato ad una voce principale in growl e ad una secondaria (per modo di dire, perché largamente usata) in scream ma anche in clean, a seconda dell’intensità che il gruppo vuole raggiungere.

La sezione ritmica forma un buon muro sonoro ed è l’elemento che ben amalgama i vari stili ai quali il combo attinge per il proprio songwriting.

Il Thrash viene fuori quando i Set Before Us vogliono comunicare rabbia, il Death nei momenti di disperazione, ma sono tanti anche i momenti melodici, pur sempre carichi di energia.

L’album è composto da undici pezzi: l’inizio delle danze è affidata a ‘Untainted’, che proprio ballabile non è. La partenza è immediata, con la rabbia che esplode all’interno di un tempo medio groove e continua fino ad un refrain disperato. La canzone è carica di un’energia tale da inchiodare come un maglio. 

Segue ‘Avalanche’, dinamica per mezzo di chitarre articolate che sostengono strofe in growl feroci ma, al tempo stesso, disperate. Aumenta l’energia lo scream che rincorre il growl.

Identity’ inizia con un arpeggio melodico che anticipa un cantato, sia in scream che in growl, lento ma potente. Molto valido è l’assolo e l’alternanza di voci violente ad altre melodiche.

Harbor’ è una ballata cantata in clean, con un assolo lento accompagnato dalla chitarra acustica che crea un momento molto intenso. Il brano ad un certo punto accelera senza però perdere la melodia.

The Eternal Fight’ parte immediata e si divide in sezioni accelerate ed altre rallentate. Il pezzo è un po’ confusionario, ma è anche questo a renderlo forte.

Superata la metà dell’opera inizia ‘Everest’. Il pezzo è più portato alla melodia, pur non perdendo la rabbia emanata dall’intero lavoro.

Ignite’ è pestata ed arrabbiata, al limite del Death.

Segue ‘Haven’, guidata dalle tre voci in contrapposizione è tutta un gioco di accelerazioni e rallentamenti.

Fountain of Youth’ ha un momento quasi epico ed un assolo in stile power. Rimane comunque un pezzo molto pestato.

Siamo quasi alla fine: ‘Oblivion’ è il pezzo che più s’ispira al metalcore americano, con una buona sezione lenta con arpeggio.

Chiude l’album ‘Charon’, con un pianoforte iniziale molto romantico seguito da strofe in clean. Poi ritorna la potenza pur se il brano è lento e non perde la melodia. Chiude l’atmosfera del pianoforte.

Concludendo, un buon debutto quello dei Set Before Us. Nel futuro preferiranno seguire lo stile Metalcore, oppure attingere dalle sonorità più tipiche della loro terra e virare verso il Thrash od il Death? Staremo a vedere. Per ora bravi.

 
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