Recensione: Voodoo Circle

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Sinner, Primal Fear e Silent Force sono referenze di tutto rispetto che danno vita a quei curriculum da esibire con orgoglio ogni qualvolta si decida d'organizzare un nuovo progetto musicale. In questo caso colui che sfoggia è Alex Beyrodt, coloro che vi hanno riposto fiducia sono quelli della AFM Records e il progetto concepito si chiama Voodoo Circle.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Beyrodt è un noto chitarrista dalle distinte doti tecniche e capace di dar vita a canzoni di rimarchevole variabilità e spessore artistico. Se a tale contributo si accostano musicisti del calibro di David Readman (Pink Cream 69), Mat Sinner (Primal Fear, Goddess Shiva, Sinner) piuttosto che Mel Gaynor (Gary Moore, Brian May), allora il gioco è praticamente fatto. Senza contare la partecipazione, in veste di guest, di un certo Rudy Sarzo, già al lavoro con mostri sacri come Ozzy Osbourne, Whitesnake, Dio e Quiet Riot.

Nasce così l'omonimo debutto discografico di questa nuova band: undici brani di buon gusto, suonati con una perizia tecnica brillante, figlia dell'unione di un'esperienza consolidata negli anni con la perfetta intesa che lega il valore artistico dei nomi in gioco. Le canzoni, feconde di gustosa melodia, sono strutturate attraverso l'uso di tutte quelle sonorità che hanno reso vincenti i grandi masterpiece del periodo più florido dell'heavy metal/rock anni ottanta, ovvero quelle che identificavano in realtà come Alcatrazz, Dokken e, perchè no, anche Malmsteeen e primi Impellitteri, i principali esecutori. Il songwriting inquadra coordinate stilistiche di forme rockeggianti e d'heavy metal classico, passando di fatto attraverso tutte quelle levigate spigolature che identificano il passaggio del morbido ma corposo AOR, qui collimate nelle melodie che caratterizzano i brani.

L'approccio chitarristico è molto espressivo. L'axeman sviluppa trame più o meno ordite, indirizzando sapientemente l'attenzione dell'ascoltatore tra momenti shred (“White Lady Requiem” su tutte) e attimi in cui è il gusto rock a prevalere. Il tutto è leggibile come la sintesi delle evidenti abilità di un artista che non necessita di ostentare l'accertata potenzialià, bensì rivela la tenacia di dover descrivere, attraverso le sei corde, quello che l'anima stessa vuol narrare. Alex Beyrodt si attesta a difensore della memoria di ciò che la storia identifica nelle produzioni di venti anni or sono e l'esito è decisamente positivo.
La voce di David Readman è esemplare e garantisce ancora una volta la comprovata qualità testata nei primi due full length dei Pink Cream 69, "Change" e "Food For Thought". Un connubio di vocalizzi sinuosi, corposi ed espressivi caratterizza l'intera opera e celebra di fatto la coinvolgente interpretazione dei trionfanti refrain concepiti in sede di songwriting.

Il missaggio è stato in grado di equalizzare perfettamente tutti i suoni e di ottenere, da un lato quel corposo sound necessario a evidenziare il gusto melodico che permea l'opera, dall'altro di non venir meno all'impatto necessario che tutela l'anima heavy accompagnatrice lo scorrere delle undici canzoni. In definitiva, "Voodoo Circle" è un gran bel disco che si colloca a cavallo tra il rock melodico e l'heavy 80's reso famoso dalle band precedentemente citate. Non resterete delusi: il songwriting è spontaneo, tutt'altro che banalizzato o anacronistico, e i suoni appaiono belli corposi e veraci. Nel complesso questo omonimo debutto non propone nulla di nuovo, ma attesta un'ora di canzoni di grande godibilità.

Un disco che renderà felice la vecchia guardia e che potrebbe costituire un momento di efficace comprensione musicale per i giovani ascoltatori che ancora non hanno avuto la fortuna di entrare in contatto con un modo di comporre, ancor'oggi, in grado di deliziare l'ascolto più esigente.




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Tracklist:

01 Spewing Lies
02 Desperate Heart
03 Kingdom Of The Blind
04 Man And Machine
05 Master Of Illusion
06 We'll Never Learn
07 Dream Of Eden
08 Heaven Can Wait
09 Angels Will Cry
10 Enter My World Of Darkness
11 White Lady Requiem

Line Up:

David Readman: Voce
Alex Beyrodt: Chitarra
Mel Gaynor: Batteria
Mat Sinner: Basso
Jimmy Kresic: Tastiere
 
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