Recensione: Ways of Descention

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Molte cose si possono dire degli Ecnephias, ma non che siano un gruppo che stia con le mani in mano. Dopo l'esordio nel 2007 e un EP edito solo l'anno scorso, eccoli tornare per il loro secondo full-lenght intitolato "Ways of Descention" (crasi di Descension e Ascention). Rispetto al recente passato c'è stato qualche ulteriore cambio di line-up e un restyle piuttosto marcato. Le loro ultime due produzioni presentavano un sound notevolmente diverso tra loro e questa nuova uscita non poteva che segnare una ulteriore evoluzione della loro musica.

Come si diceva in apertura, il titolo dell'album si rifà alla crasi delle parole "descension" e "ascention". A ispirarle è il personaggio al centro del concept su cui verte il disco. Protagonista è tale Benedetto, forse frate, forse no, forse santo, forse occultista, che compare in alcune leggende riguardanti l'abazia di Sant'Ippolito nel Vulture. Dal 1456, dopo un terremoto che costrinse i frati ad abbandonare la struttura, il luogo divenne teatro di strane cerimonie, di rituali esoterici e probabilmente satanici, officiati da tale Benedetto, secondo alcuni monaco proprio dell'abazia.
Il "Monsignore", come veniva chiamato nel vicino borgo per gli atteggiamenti religiosi uniti ad una presenza fisica imponente che incuteva deferenza, nella vicenda narrata nel disco (che unisce fantasia a ricostruzione storica), sempre in equilibrio precario tra occultismo e santità (da cui, appunto, i termini "descension" e "ascention"), finirà per cedere alle lusinghe del maligno. In cambio otterrà follia e morte.

Gli Ecnephias han sempre prediletto la fusione di sound, influenze e, soprattutto, lingue diverse. Nel narrare una simile vicenda l'uso del latino e dell'italiano, oltre al classico inglese, diventa una scelta ovvia. Mancan, come già in precedenza, è autore di una prova variegata e piuttosto eclettica, passando dal growl (questa volta, però, forse non al suo meglio), al sussurrato, al recitato, fino a un clean molto profondo e impostato.
Sotto il profilo musicale, per "Ways of Descention", i potentini prediligono un black sinfonico più oscuro e  pesante che in passato. L'uso frequente dell'organo, unito ad alcuni passaggi più lenti e atmosferici, creano una sensazione opprimente, quasi doom dal punto di vista emotivo.
Il songwriting risulta più simile all'ultimo EP che all'esordio, pur mantenendo diversi punti di distacco e d'innovazione. Le strutture dei brani non sono mai semplici, prediligendo, piuttosto, architetture composte da diversi cambi di tempo e con svolte anche repentine nello stile.
Pur essendo fatto tutto molto bene, essendo scritto e suonato con maturità e precisione, a "Ways of Descention" alla fine sembra mancare ancora qualcosina per essere davvero un grande album. Un po' della freschezza degli inizi è sicuramente persa, per quanto, ora, il sound sia decisamente più personale e meno derivativo. Forse anche la produzione non rende del tutto merito ai pezzi, che avrebbero probabilmente potuto suonare ancora più potenti e oscuri. Però rimane il sospetto, quasi la percezione, appena al di là della sfera del traducibile in parole, che questi ragazzi avrebbero potuto fare qualcosa di più, ma che si siano, in un qualche modo, trattenuti.

In conclusione "Ways of Descention" è un album da ascoltare che presenta, per l'ennesima volta in ottima forma, una band tra le più promettenti del panorama black dello stivale. Questi ragazzi di Potenza, finora, sembrano aver sbagliato poco o nulla e quanto han fatto sentire finora ci porta a pensare che difficilmente commetteranno errori in futuro. Pur ripetendo come "Ways of Descention" sia un bel disco, la sensazione, però, è che gli Ecnephias possano fare ancora meglio e che siano davvero vicini al definitivo salto di qualità che li possa far davvero notare ovunque.

Tracklist:
01 Secrets of a Black Priest
02 Twist of Personality
03 Beyond Suspicion
04 Empty Cold Veins
05 A Strange Painting
06 Il Martirio di San Lucifero
07 Marilene's Lustful Whims
08 Eternally Bound
09 Il Nostro Patto

Alex "Engash-Krul" Calvi

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