Recensione: We Are Rockin’ You

Di Alessandro Cardinale - 27 Gennaio 2012 - 0:00
We Are Rockin’ You
Band: Rude Boys
Etichetta:
Genere:
Anno: 1990
Nazione:
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70

La storia dei Rude Boys rappresenta una delle vicende più sfortunate dell’intera scena metallica italiana degli anni Ottanta. La band cagliaritana sfiorò con un dito la possibilità di riuscire a infrangere le barriere dell’underground nazionale per conquistare il mercato straniero, ma non andò così. La Sardegna ha dato alla scena tricolore ottime realtà nel presente e nel passato della musica che amiamo, formazioni come Skull e Rod Sacred lo dimostrarono, ma le difficoltà logistiche e la lontananza dal continente hanno rappresentato uno scoglio impossibile da superare per tanti ottimi musicisti isolani.

I Rude Boys incominciarono a farsi strada nei primi anni ‘80 con tantissima passione e facendo sacrifici notevoli. Riuscirono a suonare all’estero e a farsi conoscere lentamente dai discografici europei in seguito alla produzione del loro primo singolo promozionale “I Will Let You Go / Going Away” nel 1987. Il prodotto non ebbe una distribuzione ufficiale e ancora oggi rappresenta un pungolo per molti collezionisti. Lo stile della band era ispirato a un Hard & Heavy dal forte appeal melodico ma senza dimenticare una decisa componente elettrica. Nella musica dei Rude Boys erano forti le contaminazioni della Nwobhm di mostri sacri quali Tygers Of Pan Tang e Jaguar.

I Nostri sembrarono imboccare la strada verso il successo vero: si susseguirono concerti sempre più importanti e con l’arrivo a Londra le possibilità del quintetto si moltiplicarono. L’esperienza inglese fruttò ai Rude Boys la registrazione di alcuni brani molto professionali che nel 1990 andarono a comporre il sospirato Ep d’esordio “We Are Rockin’ You”. Il disco venne mixato ai prestigiosi studi svizzeri Ebony famosi per altre produzioni di successo in campo Hard Rock in quel periodo.

Già dalla title-track, posta in apertura, si comprendeva la bravura di questi ragazzi. Il sound dei sardi era stabilmente ancorato a un solido Hard Rock dalle melodie accattivanti e ispirate, condito con una produzione professionale e impeccabile. La radiofonica “You Gotta Be My Love” poteva rivelarsi una hit di sicuro successo con il suo incedere coinvolgente e immediato. Accostabili a nomi del panorama tricolore come X-Hero, Babylon, Bad Sign e Pat Heaven i Rude Boys possedevano una loro personalità musicale definita e riconoscibile.

Influenze d’oltreoceano si percepivano in “76 Pepy’s Road” con le tastiere AoR in bella evidenza e un refrain indimenticabile fin dal primo ascolto. La conclusiva “Baby Let Me Go” non avrebbe sfigurato in un album dei Triumph di quel periodo, ancora grande melodia e una produzione cromata e vincente facevano la fortuna del gruppo cagliaritano.

E poi? Bella domanda; In breve si persero le tracce della Fireball Records, che aveva patrocinato l’uscita di “We Are Rockin’ You”. Così anche i Rude Boys e le Loro speranze di farcela si spensero silenziosamente nel raggio di qualche anno. Rimane questo Ep a dimostrare quanto potenziale avessero i cinque musicisti sardi, un pezzo ormai da collezione che andrebbe riscoperto e ristampato, magari con l’aggiunta dei due brani del singolo del 1987. Se vi capita di trovare questo disco negli scaffali di qualche fiera e il prezzo non vi provoca un rapido arresto cardiaco credo possiate puntare su un acquisto sicuro di un vero pezzo di valore artistico.

Alessandro Cardinale
 


Tracklist:
1 – We Are Rockin’ You
2 – You Gotta Be My Love
3 – 76 Pepy’s Road
4 – Baby Let Me Go
    
Line-up:     
Maurice Cois – voce
Tony Lamanna – chitarra
Omar Serra – basso
Roby Scaramuccia – batteria
Efisio Manconi – tastiere
 

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