Recensione: Who’s Gonna Burn

Di Alessandro Di Clemente - 14 Settembre 2002 - 0:00
Who’s Gonna Burn
Band: Carnal Forge
Etichetta:
Genere:
Anno: 1998
Nazione:
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70

E’ il 1997 quando Jonas Kjellgren (ex Dellamorte e screamer dei Centinex), i chitarristi Jari Kuusisto e Johan Magnusson, il bassista Dennis Vestman e il batterista Stefan Westerberg (Kuusisto e Westberg provengono entrambi dagli In Thy Dreams) decidono di formare una band thrash-death metal seguendo l’ondata che in questo periodo sta invadendo l’intera Svezia.
Come nella migliore tradizione scandinava i 5 propongono un sano e violento thrash metal (molto simile ai vari The Crown, Darkane, e poi gruppi a venire quali Terror 2000, Dimension Zero) con influenze death ben accentuate… e come nella migliore tradizione scandinava il tutto risulta sì potente ma anche carente di originalità. L’album in questione è composto di dieci songs per neanche mezz’ora di musica: si parte sparati con la titletrack che rallenta in stacchi cadenzati che possono essere considerati una sorta di ritornello; Sweet Bride ripete un po’ il discorso fatto con Who’s Gonna Burn con ritmiche serrate, accelerazioni improvvise e stoppate secche; Twister parte cadenzata e pesante e si assesta su ritmi meno da infarto risultando quindi molto heavy e forse un po’ più sopra le righe (se si considera l’atmosfera, perchè i riffs sono cmq abbastanza scontati); Godzilla is coming Thru prosegue con lo stesso discorso: i soliti stop and go, ma presenta un buon intermezzo in cui le chitarre sfornano riffs lenti e la batteria a contornare e riempire… con lo stesso riffs in fade out si conclude la song; l’album prosegue con The Other Side che si apre con il solito riff stile At The Gates (che sarà poi il trademark dei The Haunted); Part Animal… Part Machine ergo la solita serie di riffs al fulmicotone con stacchi rallentati; la song pero’ risulta una delle meno tediose presentando una dose massiccia di violenza e potenza; Born to Hate è un vero concentrato di violenza e velocità fin’ora mai raggiunti (ovviamente all’interno dell’album) con un intermezzo in cui i nostri si cimentano in un facile, ma gradevole all’orecchio, tempo dispari che spezza un po’ la monotonia del 4/4 sparato; finalmente arriviamo ad Evilizer che parte come se fosse una canzone dei Metallica vecchio stampo ascoltata a velocità aumentata, all’interno uno stacco notevole di death melodico (stile in flames); Maggotman non aggiunge nulla più a quanto già espresso; si arriva così alla conclusiva Confuzzed la song più originale del lotto: sembra di ascoltare i Meshuggah più accessibili, meno cervellotici, ma sempre ossessivi e in qualche modo influenzati dall’ industrial e dal noise.
Un album tutto sommato ben fatto, se cercate violenza, velocità e pesantezza qui le trovate… se invece siete alla ricerca di originalità… beh avete sbagliato album, ma si sà il thrash made in sweden non è mai, o quasi, geniale. Un buon lavoro di partenza per questi Carnal Forge, che dai Carcass (oltre ovviamente al nome) hanno appreso a macinare riffs taglienti e nocivi ma non hanno appreso la lezione più importante: il songwriting.

Tracklist:

1. Who’s Gonna Burn
2. Sweet Bride
3. Twister
4. Godzilla Is Coming Thru
5. The Other Side
6. Part Animal…Part Machine
7. Born to Hate
8. Evilizer
9. Maggotman
10. Confuzzed

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