Recensione: With Serpents Scourge

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Gente forte, questi francesi.

Fautori di una forma di metal estremo che ormai il tempo sembra aver dimenticato, vale a dire quel death pesantemente tinto di venature black e melodia che un tempo era appannaggio di realtà come i sublimi Necrophobic, ora quel suono rivive tra le note prodotte da questo combo proveniente dal Paese che ha regalato al Mondo la Tour Eiffel, la baguette e tanti (dis)gustosi formaggi...

L’unica differenza tra i Necrowretch e la band sopra citata risiede unicamente nell’anno di uscita di questo “With Serpents Scourge” poiché tutto sembra essersi fermato a metà anni ‘90. Persino la produzione a suo modo ricalca quanto espresso dalle band simbolo di quelli anni: ogni singolo aspetto è eseguito in maniera maniacale, dagli assoli di chitarra fino alle parti di batteria furiose che lasciano poco tempo per prender fiato da parte chi di ascolta.

“Black Death Communion” è l’opener perfetta in tal senso e non solo per il nome (vera dichiarazione d’intenti), bensì per il suo contenuto musicale che è il perfetto biglietto da visita per chiunque osi avvicinarsi al suono dei transalpini: un suono grezzo, dove la produzione è potente quanto basta ma mai ritoccata all’eccesso come spesso e purtroppo oggi succede. A tratti sembra davvero di avere a che fare con un album uscito a metà anni ‘90 e a tal punto un dubbio sorgerà spontaneo nella mente di molti: poca originalità?

Probabilmente loro stessi diranno «e chi se ne frega!», dato che tutto il platter rivive di quei suoni e di quelle sensazioni, riproposte meticolosamente, con fare scrupoloso, senza però risultare una blanda copia impersonale del tempo che fu. Non abbiamo a che fare con miseri nostalgici quindi, quanto di gente che tiene davvero a cuore quelle sonorità grezze e quell’attitudine che oggi, non può far che bene (e personalmente parlando, dovremmo pur ricordare a tutti ‘sti ‘fighetti’ del metalcore che il vero metal è altro, vero?), almeno per far capire al popolo del metal che c’è ancora gente convinta: dietro tutto questo, il suono serpentino e viscerale della band vanta una patina decisamente personale, fatta di melodie sinistre e di un tiro decisamente più accelerato e assai più grezzo rispetto alle già stra-citate sonorità old school.

Dietro tutto questo però, dobbiamo pur considerare che il platter ha comunque i suoi bei difetti. Aldilà di tutto, c’è da dire che l’album attrae decisamente sulle prime battute d’ascolto ma poi cala vertiginosamente in termini d’interesse, o almeno nel mio caso è successo così: non sarò certo un dio e la mia opinione è pur sempre personale, ma dovendo recensire il disco dovrei pure dir la mia e secondo me c’è qualcosa all’interno di questi solchi che conferisce all’insieme ben poca longevità.

Non so se è per via della sensazione di ‘già sentito’ e francamente non so neanche se sia per merito di una produzione a tratti eccessivamente derivativa, fatto sta che dopo la prima decina di ascolti il disco per me è calato decisamente quanto a coinvolgimento. L’attitudine resta là, il suono ferale e assassino pure.

Però devo ammettere che nel breve lasso di tempo in cui questo “With Serpents Scourge” mi ha preso, mi sono divertito come un pazzo. Quindi, aldilà di tutto, onore a chi porta con coscienza avanti negli anni questo suono oggi primordiale e per alcuni fuori tempo massimo.

Cercate qualcosa di assassino e fuori dal tempo? In tal caso I Necrowretch saranno pane per i vostri denti! Un nome di spicco che la vince di gran lunga rispetto a ben pochi validi concorrenti in ambito europeo.

Giuseppe “Maelstrom” Casafina

 
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