Recensione: Word To The Wise

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Fa sempre piacere constatare che alcune cover band consolidate abbiano l'ardire di scrivere dei pezzi propri, mettendosi in gioco. I comaschi Clairvoyants l'hanno fatto. Word To The Wise è il loro primo disco ufficiale, nonostante siano in pista dal 2000 a proporre la musica degli Iron Maiden. Dall'esordio su di un palco di tempo ne è passato davvero molto, e i Nostri si sono cavati delle grandi soddisfazioni, suonando e in taluni casi collaborando insieme con personaggi di spicco a livello di Timo Kotipelto, Helloween, Avantasia, André Matos, Blaze Bayley, Dennis Stratton, Virgin Steele, Tore Moren e Jorn Lande. Tributare il gruppo di Steve Harris paga, in termini di riscontro, senza dubbio, bisogna però sbattersi sempre e comunque macinando chilometri su chilometri e i Chiaroveggenti lombardi non si sono di certo risparmiati: Badia Rocks, Tradate, Adro Rock e Rockin' Field, solo per citare le presenze più significative.

Word To The Wise inizia più che bene con Journey Through The Stars, un bel pezzo di HM classico figlio della Iron Maiden scuola che fa del bridge, molto accattivante, la propria forza. Quindi intrecci di chitarra articolati, melodia quanto basta e stacchi all'inglese. Rimane alta la tensione nel brano successivo, The Lone, dove il singer arringa le chitarre a proprio piacimento, dure il giusto. Choose The Truth passa senza lasciare traccia, i Nostri si ricompongono nell'armonizzata The Pain Of Sight, aggiungendo al Clairvoyants-sound una verve Dark interessante, tanto da richiamare i Savatage più eroici. Nell'occasione Gabriele Bernasconi interpreta il pezzo “di pancia”, avvicinandosi a un grande come Zak Stevens. Sheer Hate suona a metà fra “Irons” e Stratovarius, la suadente Back To My Dreams e il mid tempo Step Aside colgono sufficientemente nel segno grazie a cori azzeccati, oltre al solito, pregevole lavoro delle due asce.

Closure, composta da tale Oliver Palotai in simbiosi con il duo Bernasconi/Princiotta, si erge nettamente sul resto: grande traccia d'atmosfera, diretta figlia di un gusto per la melodia adulto, con il componente dei Kamelot sugli scudi, a destreggiarsi fra un tasto e l'altro. Per chi scrive l'highlight indiscusso di Word To The Wise. Cambio di registro nell'alpinesca – quantomeno all'inizio - title track, tipica blanda cavalcata marchiata Nwobhm, nella fattispecie modernizzata a livello di arrangiamenti. Possente il lavoro martellante della sezione ritmica ben intrecciato con le chitarre a metà song. Chiude, alla grande, la cover di un pezzo per niente facile come Hallowed Be Thy Name della Vergine Di Ferro londinese. Dietro al microfono un inedito Andrè Matos (Angra) autentico mattatore di turno, abile nell'interpretazione, così come i Nostri cinque Chiaroveggenti nella chirurgica esecuzione.          

Word To The Wise è la dimostrazione vivente e pulsante dell'esperienza accumulata in quasi dieci anni di sangue e sudore sui palchi del nord Italia, dove la perizia tecnica del combo lariano esce imperitura. Non a caso il guitarist Luca Princiotta vanta militanze in band come i Blaze di Blaze Bayley e i Doro dell'istituzione tedesca Dorothy Pesch. Il risultato è soddisfacente, senza dubbio, tenendo conto che sempre di un esordio si tratta. Certo, un pizzico di personalità in più nel songwriting non avrebbe guastato, così come talvolta una sana dose di violenza fine a se stessa, comunque caratterizzante, che fa sempre tanto HM.


Stefano “Steven Rich” Ricetti


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Tracklist:
01. Journey Through The Stars
02. The Lone
03. Choose The Truth
04. The Pain of Sight
05. Sheer Hate
06. Back to my Dreams
07. Step Aside
08. Closure
09. Word to the Wise
10. Hallowed be thy Name (Iron Maiden Cover)    

Line-up:
Gabriele Bernasconi - Vocals
Luca Princiotta - Guitar
Marco Demartini - Guitar
Paolo Turcatti - Bass
Manuel Pisano – Drums

 

 



 

 
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