Recensione: Worldwide Hypnotize

Di Daniele D'Adamo - 31 Gennaio 2012 - 0:00
Worldwide Hypnotize
Band: Re-Armed
Etichetta:
Genere:
Anno: 2012
Nazione:
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68

Caratterizzati dalla presenza nelle loro fila del bassista Kärtsy Hatakka, fondatore della storica metal band finnica Waltari, i Re-Armed – dopo ben dieci anni di attività e sei demo alle spalle – giungono finalmente a stampare il loro debut album. E lo fanno in grande, con la Massacre Records.  

“Worldwide Hypnotize” è un lavoro complesso seppur breve. Rappresenta, difatti, una moderna combinazione fra technical e melodic death metal, thrash, groove metal e grindcore. Non sono quindi poche le influenze che segnano il sound del combo finlandese anche se, giusto o sbagliato che sia, lo stesso accumuna più semplicemente la propria idea musicale al famigerato ‘Göteborg metal’.

I Re-Armed picchiano duro innalzando una spessa muraglia costruita, blocco dopo blocco, dai possenti riff della coppia d’ascia Helkalahti/Salo. Riff segaossa di scuola thrash, dal tipico sound stoppato e compresso, che formano una base ideale per varie divagazioni soliste, rapide, dissonanti e ricche di tecnica. Al basso e alla batteria il compito di rendere caldo e avvolgente un impatto altrimenti arido e spinoso. Con che si può dire abbastanza riuscita la messa a punto di un suono contenente le varie peculiarità dei generi più sopra elencati: un sound non proprio originale ma comunque perfettamente personalizzato dall’evidente esperienza del quintetto di Kerava, abile a disegnare e poi fissare in modo indelebile il proprio marchio di fabbrica.  
A sospendere i Re-Armed in questo stato di non-originalità, come peraltro accade per molte altre band, è il singer: Jouni Matilainen. Se dal punto di vista tecnico non sono poi molte le critiche negative che gli si possono muovere, la commistione (esagerata?) fra growling, screaming, harsh e clean vocals non aiuta chi ascolta a fissare con precisione lo stile dei vari brani; dando anzi una sgradevole impressione di frammentazione dovuta, appunto, ai tanti modi di cantare.  
Buona, invece, l’idea di accostare le secche sonorità di estrazione grindcore e/o hardcore, probabilmente derivanti dalla passione per il punk posseduta da Hatakka, a quelle più morbide frutto di un approccio vagamente melodico all’aggressività del death metal. Aggressività che, pur mantenendosi sempre consistente, non raggiunge mai – così come la velocità del ritmo – picchi di estremismo sonoro.      

Appena poco più che sufficiente la qualità artistica delle composizioni. “Worldwide Hypnotize” si lascia ascoltare con piacere in virtù della bontà del suo sound ma non regala grandi spunti, se si fissa l’attenzione sui singoli pezzi. L’apertura è affidata a “Natural Backlash”,  che non è per niente male: la rapidità delle battute sale e scende d’intensità con efficace linearità, la potenza in gioco è tanta e ben distribuita, le chitarre sferzano l’atmosfera con i loro riffoni thrash i quali fanno anche da incipit per la successiva “Save Yourself”. Fra le altre song si possono segnalare l’hardcoreggiante “Worldwide Hypnotize”, l’arzigogolata “Deathtrap” e gli schiaffoni in piena faccia di “Trance”. Niente di eccezionale, sia chiaro: sono episodi che lasciano un po’ l’amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere e quello che, invece, è.

Seppur capaci di aver tipizzato la propria forma mentis musicale, i Re-Armed sono incompiuti nella loro apparente indecisione di suonare o death o thrash. Non perché mischiare questi generi sia biasimevole a priori, ma perché “Worldwide Hypnotize” non riesce a decidere da che parte stare. Anche in quella di mezzo, eventualmente: alcune tracce sono spiccatamente dirette verso i Vader, altre più spostate vicino agli Slayer. Si tratta, in definitiva, di una difficoltà esclusivamente concettuale di inventare qualcosa che, come sequenza di accordi e quindi di canzoni compiute, sia direttamente riconducibile ai… Re-Armed.

Daniele “dani66” D’Adamo

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Tracce:
1. Natural Backlash 3:38
2. Save Yourself 3:17
3. Feardrops 3:40
4. Hoax 3:44
5. Worldwide Hypnotize 3:23
6. Deathtrap 4:10
7. The Bridge That Leads Nowhere 3:30
8. King Authority (Honour To Serve) 3:53
9. Trance 4:11

Durata 33 min.

Formazione:
Jouni Matilainen – Voce
Tommi Helkalahti – Chitarra
Markus Salo – Chitarra
Kärtsy Hatakka – Basso
Mart Mardisalu – Batteria
 

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