Recensione: Yesterday Is A Friend

Di Silvia Graziola - 6 Giugno 2008 - 0:00
Yesterday Is A Friend
Band: Believe
Etichetta:
Genere:
Anno: 2008
Nazione:
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78

I Believe sono uno di quei gruppi che mostrano che la Polonia non è solo la madre patria di Vader e Behemoth e di un filone a sé stante di metal aggressivo e violento. Lo hanno già dimostrato i Riverside e questo interessante quintetto non fa che ripercorrere, a modo tutto suo, queste stesse orme.
Il principale fautore di questo progetto porta il nome del chitarrista Mirek Gil, già noto per aver fatto parte del gruppo neo progessive dei Satellite ed essere il fondatore di un’altra importante band dello stesso genere, i Collage, attivi negli anni Novanta. Accanto a lui, due ex membri di questi ultimi: Tomek Rózycki alla voce e Przemas Zawadzki al basso, affiancati da Vlodi Tafel alla batteria e dal violinista Satomi.
Dopo un apprezzato disco di esordio nel 2006 intitolato Hope To See Another Day, i Believe sono pronti per tornare a far parlare di sé a due anni di distanza con Yesterday Is A Friend, un album difficile da definire e dalle varie sfaccettature, sia dal punto di vista compositivo, sia per quanto riguarda dei testi, opera di Robert Sieradnzki e di Rózycki, impegnati a toccare i più svariati argomenti della quotidianeità di ognuno.

La musica che il quintetto polacco propone è un rock progressivo delicato, elegante dalle sonorità aperte e melodiche che può essere inserito nel filone neo prog, con un grande uso di strumenti acustici e soluzioni melodiche piuttosto lineari ed orecchiabili. Le sonorità della band ricordano per lo più quelle di gruppi come gli Opeth acustici di Damnation, i Porcupine Tree e i Riverside, sebbene si differenzino da questi ultimi per le atmosfere decisamente meno cupe e oppressive. Gran parte di questo merito va sicuramente alla presenza delle linee di violino, uno dei punti di forza di questo album: grazie a queste ultime Yesterday Is A Friend si tinge anche di tinte folk che, come accade con la opener Time, strizzano l’occhio alle sonorità di gruppi prog-folk à la East Of Eden. Il risultato è una fusione tra nuovo e vecchio che lascia l’ascoltatore quasi sospeso nel tempo.
Le chitarre classiche e acustiche sono sicuramente gli strumenti che appaiono maggiormente ad accompagnare la voce di Rózycki, accompagnate dal violino e dalle tastiere di uno degli ospiti del disco Adam Milosz. Questo avviene in modo particolare nella prima metà dell’album, dove sono meno presenti le linee degli strumenti elettrici. Ed è così che ad una ad una scorrono le prime tracce: Time, un brano che parla di amore, seppur con rammarico, con una melodia piacevole e immediata che, nel suo ripetersi, riesce a registrarsi nella mente di chi la ascolta; Tumor, con le sue tematiche decisamente soffocanti e senza via di uscita, in grado però di alleviare l’atmosfera opprimente dei testi con la musica, che riesce a trasmettere una speranza inaspettata e confortante.
Con la successiva What They Want (Is My Life), dall’incipit con una voce quasi cantilenante, sorretta dalle linee di chitarre acustiche e violini, ci si addentra in un pezzo in cui si alternano e si intrecciano vari momenti sonori, ora cullanti e ora energici, impreziositi dall’assolo centrale di chitarra ad opera di Winicjusz Chóst, ospite del disco. Se il lento susseguirsi dei brani, spesso dalla durata media impegnativa, porta prima Mystery Closer, una canzone dal ritornello sin da subito accattivante e quasi impossibile da non ricordare, e You & Me poi, dalle atmosfere rarefatte e sognanti, fatta di pianoforti, archi e corde di chitarra appena sfiorate, la seconda parte dell’album mette in mostra un’altra faccia dei Believe.
Con Danny Had A Neighbour appaiono in modo sempre più evidente gli strumenti elettrici, convivono, anzi, entrano in simbiosi con quelli acustici, pronti a ricoprire gli uni gli spazi lasciati vuoti dagli altri, senza però appesantire eccessivamente o rendere più cupe le atmosfere. Questa tendenza prosegue prima con Memories, forse il pezzo più grintoso dell’album, in cui è più che piacevole l’effetto degli strumenti ad arco suonati sulle linee di chitarra distorte, e poi con Unfaithful, brano che parla di bugie e di tradimenti. Si ritorna agli strumenti acustici con la conclusiva Together, una breve considerazione sull’amore, pulita e fiduciosa nel suo modo di trasformare le cose vissute negli altri brani in un messaggio positivo.

Yesterday Is A Friend è quindi un lavoro decisamente interessante, sia per gli inserti folk che gli donano delle tinte particolari che li differenziano dagli altri gruppi, sia per il loro modo di comporre musica, ricco di freschezza e di dinamicità all’interno degli stessi brani. Orecchiabili ma ricercati nei suoni, malinconici ma senza essere cupi, abbattuti senza mai perdere la speranza. Grinta e delicatezza, ecco qui i Believe.

Silvia “VentoGrigio” Graziola

Tracklist:

1. Time (6:18)
2. Tumor (6:03)
3. What they Want (Is my Life) (8:01)
4. Mystery is Closer (6:00)
5. You & Me (4:51)
6. Danny had a Neighbour (5:17)
7. Memories (7:22)
8. Unfaithful (6:14)
9. Together (2:35)

Lineup:

Tomek Rózycki: voce
Satomi: violino
Mirek Gil: chitarra
Przemas Zawadzki: basso
Vlodi Tafel: batteria

Robert Sierdadzki: testi

musicisti ospiti:

Adam Milosz: tastiera
Winek Chróst: solo di chitarra nel brano What They Want (Is My Life)
Krol Wróblewski: flauto

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