Recensione: Yikon

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Ottimo biglietto da visita questo cd, per i torinesi Yikon: splendida copertina, ottimo logo, foto professionali, produzione decisamente azzeccata.
Un prodotto pronto per essere distribuito e divorato dagli amanti della buona musica rock e non solo, ma…rallentiamo, entriamo nel dettaglio di questo self-titled album.
I ragazzi piemontesi, sono autori di nove brani inediti, palesi e vigorosi manifesti di sonorità metallicamente stoner.

Gli Yikon, ci colpiscono sin dal primo pezzo, “Riding On Fire Strings”, con una miscela esplosiva di Kyuss e Metallica, in cui la voce di Federico Rankin, quando canta sulle tonalità a lui maggiormente consone (medio-alte) si modula in modo da ricordarci una sorta di John Garcia imbastardito con il timbro maggiormente aggressivo di Janne JB Christoffersson, ex-Spiritual Beggars.
Seconda traccia e potenziale singolo (con virtuale video della band nel deserto…ovviamente) per i nostri rockers di razza, che con “Murder Plan”, sciorinano un riff memorizzabile ma non scontato, un ottima linea vocale, fraseggi chitarristici armonizzati di terza ed un buon solo ad opera di Jekil Ale Fiore.
Stesso standard qualitativo per il terzo brano, “Dead Crow Machine”, con quel “corvo” nel titolo ad evocarci i Down ("Stone The Crow") ed inizio definitivamente “nero-settantiano”.
Piccola caduta e neo presente in tutto il pur ottimo cd: la prestazione di Federico sulle note basse, dove, nel tentativo di ispessire e rendere maggiormente aggressiva la propria voce, si pecca nell’intonazione, invero abbastanza precisa per quanto riguarda le tonalità più alte.

Con “Music, She Rocks!” (bellissimo titolo!), gli Yikon tributano definitivamente la band di Amott (non gli ArchEnemy, ovviamente!), con un sound granitico e positivamente datato: il gruppo piemontese ci delizia con un brano che, con un solo centrale di hammond, sarebbe stato un piccolo capolavoro.
Presenti anche in questa traccia armonizzazioni di chitarra decisamente efficaci e degne di nota, che mi fanno sperare nella possibilità che il gruppo contempli l’utilizzo di un secondo chitarrista per i propri live (o una splendida tastiera vintage?).
In “Hero Queen”, l’ombra di “Load” e “Reload” si fa incombente, con riff, suoni ed approccio mutuati dai quattro cavalieri di Frisco, nel loro periodo maggiormente sperimentale e rock.
“King Nothing” e “Bleeding Me”, sono due brani che i nostri Yikon devono aver sentito fino alla nausea, per nulla spaventanti, evidentemente, da quella svolta tanto criticata che i Metallica “tentarono” diversi anni fa.
A riprova della forte influenza che i quattro autori di “St. Anger” (altro disco non citato a caso) esercitano sui piemontesi, abbiamo dei vocalizzi e delle “strane pronunce”, tipicamente “Hetfieldiane”.
“Hellish Smell”, non ci lascia tregua, con un assalto frontale che vede assoluta protagonista la sezione ritmica costituita dai precisissimi ed efficaci Valerio e Fabrizio, nonché “Jekil”, che con i suoi armonici artificiali, omaggia Zakk Wylde e la sua “Società dell’Etichetta Nera”.
“In The Sand”, si apre nel migliore dei modi: un riff sulfureo e totalmente stoner doom, figlio degli Electric Wizard e nipote dei Black Sabbath, ci coinvolge sino alla repentina accelerazione, piacevole parentesi prima di un solo ben riuscito che sfocia nel riff iniziale, riproposto per la chiusura di uno dei migliori brani del lotto.
In “Circle Of Stones”, Federico ci grazia con la sua prestazione migliore, palesando enormi margini e capacità di miglioramento, per un cantante che in futuro, ce ne farà vedere e sentire (sopratutto) delle belle!
Finale in doppia cassa per l’ennesimo ottimo brano, che va a rimpolpare il nostro bottino costituito da splendida musica.
A chiudere il cd, un atto d’amore per i Metallica, un brano che cita tanto “Fuel” quanto “I Disappear”, con tanto di stacco e pattern di batteria “che più Ulrich non si può” e prestazione vocale ai limiti del plagio.

Concludendo: le potenzialità ci sono, l’atteggiamento professionale anche, il talento non manca.
Con un pizzico d’attenzione in più per la pronuncia e l’intonazione, l’aggiunta di qualche caratteristica distintiva (vedi una tastiera od una chitarra) ed il coraggio di osare soluzioni più ardite (ergo: cercare di non fossilizzarsi su di una certa monoliticità propria di gruppi come Down o BLS), i nostri amici piemontesi faranno parlare di loro in futuro.

Personalmente, se fossi un discografico, li metterei sotto contratto.
A buon intenditor…

Per Contatti:

jekil_raw@hotmail.com

valdean@hotmail.it


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Tracklist:

01.    Riding On The Fire Strings
02.    Murder Plan
03.    Dead Crow Machine
04.    Music, She Rocks!
05.    Hero Queen
06.    Hellish Smell
07.    In The Sand
08.    Circle Of Stone
09.    Empty Minds

Line Up:

Jekil Ale Fiore - Chitarra
Valerio Possetto - Basso
Federico Rankin - Voce
Fabrizio Fornero - Batteria
 

 
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