Recensione: Zemsta Za Zdrade

Di Leonardo Arci - 29 Aprile 2006 - 0:00
Zemsta Za Zdrade
Band: Battlefield
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
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60

Devo ammetterlo, il CD che mi appresto a recensire mi ha lasciato qualche perplessità, non tanto dal punto di vista della proposta musicale, inquadrabile come heavy metal piuttosto classico e canonico, quanto per le liriche decisamente ostili per le mie orecchie. E non mi riferisco certamente al fatto che questi ragazzi provenienti dalla Polonia cantino in lingua madre (la mia conoscenza del polacco rimane ancora sufficiente nonostante non pratichi molto la lingua). Il filone tematico nel quale si inserisce questo CD è il cosiddetto unwhite heavy metal, chiaramente ispirato all’ideologia del nazionalsocialismo e portatrice di messaggi anticristiani e razzisti che mi lasciano piuttosto spiazzato.

I Battlefield si formano nel 2002 per volere di Olaf, cantante e chitarrista degli Honor, storica white power metal band dell’underground polacco, accompagnato in questa release da 3 membri dei connazionali Infernal War e da una singer femminile di nome Ania.
Dopo questi brevi cenni biografici (scarni anche perché la band sembra trincerarsi dietro un alone di mistero impenetrabile, come dimostrano i volti sbiaditi ed irriconoscibili nel booklet interno) passiamo ad analizzare la musica. Come detto i Battlefield ci propongono un heavy metal canonico e standardizzato con qualche spruzzata di hard rock ottantiano, incentrato su una sezione ritmica lineare, serrata e martellante nella quale la fa da padrone la batteria sempre precisa che detta i tempi come un orologio svizzero, e sui quali si innesta la chitarra ritmica sempre in primo piano, grezza e robusta come da tradizione, sulla scia di certi lavori targati Motorhead. La prova vocale del duo Olaf-Ania non convince appieno: anche qui si gioca sulla contrapposizione tipica del genere gothic, qui riproposta con il binomio voce maschile grezza e rude e quella femminile eterea e suadente. Tuttavia, sebbene l’intento possa anche essere visto con favore, i risultati non appaiono soddisfacenti. Ed il demerito è da attribuire proprio alla voce femminile, poco incisiva nelle parti in cui condivide la scena con Olaf, con una timbrica a volte impalpabile ed insipida, in alcuni frangenti addirittura fuori tempo.
Passando alle canzoni, da apprezzare sono i primi tre episodi (Cena Zdrady, Wyrok Przeciw Sobie, Skazany Na Walke), lineari nella loro struttura incentrata su ritmiche cadenzate e mai eccessive, costruita senza lasciare molto spazio alle improvvisazioni (se si esclude l’intro con canti gregoriani della seconda traccia), dove gli assoli sono ridotti al minimo indispensabile per lasciare spazio ad una compattezza sonora che definirei granitica e possente. Qualcosa cambia nella prima parte della quarta traccia, all’interno della quale si percepiscono influenze punk nel riffing della chitarra ritmica, non sviluppate poiché si ritorna sulle coordinate heavy delle canzoni iniziali. Particolarmente interessante è la sesta traccia dove i ritmi sono leggermente più lenti rispetto agli episodi: qui sembra di rintracciare influenze dei primi Manowar, per cui la canzone trasuda epicità, sofferenza, feeling, pathos. Cito infine l’ultima song del lotto, che esordisce con un arpeggio di chitarra accompagnato dalla voce femminile, qui a suo agio e finalmente convincente, per poi svilupparsi lungo le coordinate dell’heavy metal classico come del resto in tutto il CD.

La band dimostra una sintonia ed una compattezza sorprendente nonostante sia composta da musicisti che militano (o hanno militato) in formazioni diverse. Se si escludono certe pecche della voce femminile, complessivamente le capacità tecniche del gruppo sono apprezzabili. Tuttavia il voto risente delle tematiche trattate: non voglio lanciarmi in considerazioni moralistiche, ma certi messaggi sono ridicoli oltre che anacronistici. Basta leggere quanto segue: “Walczysz o rase i przodków swych krew / Lotti per la razza ed il sangue dei tuoi antenati”, “Bez woli walki stlumiles swój gniew / Hai represso la tua rabbia senza la volontà di lotta”, “By watykañskiej bandzie sprzedac swa krew / Per vendere il tuo sangue alla banda del vaticano”.

Leonardo Arci

Tracklist: 1. Cena Zdrady / Il prezzo del tradimento
2. Wyrok Przeciw Sobie / Sentenza contro di noi
3. Skazany Na Walke / Condanna per combattimento
4. Droga Do Ruiny / Via dalla distruzione
5. Bezpowrotnie Stracony / Perso senza ritornov 6. Obiecania Ziemia / Una terra promessa
7. Najezdzcy / Invasore
8. Zatruta Krew / Sangue avvelenato
9. Gdy Wzywa Krew / Quando chiama il sangue
10. Nim Zgaszie We Mnie Zar / Prima di spegnere nel mio ardore

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Anno: 2003
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