Vista l'imminente presenza da headliner al Gods Of Metal, ho pensato bene di recensire uno dei dischi-cardine della storia dell'hard rock melodico, e dare così luce ad una band - più che altro ad un artista - che secondo me dovrebbe scatenare una caccia al biglietto allucinante per il prossimo 8 giugno.
Uscito nel mondo con tre titoli diversi ("Whitesnake" negli States, "Serpens Albus" in Giappone e "1987" in Europa) e con differenti tracklist, si tratta per molti del miglior disco del Serpente Bianco, con cui il leader David Coverdale ha dimostrato di essere uno dei più carismatici e idolatrati singer della storia del rock. Al suo fianco c'è l'ex Thin Lizzy John Sykes, a dare un importante contributo su tutto il CD, piu' che altro una lezione di chitarra. La compattezza della sezione ritmica è affidata al bassista Neil Murray e al batterista Ansley Dunbar, mentre delle tastiere si occupa l'ospite di lusso Don Airey (Rainbow, Ozzy). Il risultato è un tipico sound di fine anni '80, molto bluesy e con molte influenze classiche, nel vero senso della parola. Sembra palese, infatti, l'ammirazione per i classici da parte del singer, non solo per il titolo giapponese dell'album (Serpens Albus), ribadito due anni dopo con "Annuit Coeptis" (alias "Slip Of The Tongue"): "Straight For The Heart" ha la struttura tipica dell'elegia amorosa latina, derivata dal paraclausithyron greco (il canto davanti alla porta dell’innamorato); infatti la scena "standard" prevede un attacco, fisico o verbale, sulla porta di casa della donna, accusata di infedeltà, la quale risponde di essere trattata in maniera sleale, il tutto condito con l'alternanza tra l'ossequiosità rispettosa del sesso debole e l'inclinazione aggressiva del maschio. Leggere il testo per credere. Su ogni song si potrebbe fare il medesimo discorso, dato che parliamo di 11 highlights: dalla potente ed epica opener "Cryin' in the Rain" alla rockeggiante, in perfetto Scorpions-style (a dispetto delle liriche smielate) "Bad Boys", da "Still Of The Night", con gli squisiti violini che si intrecciano alle chitarre nell'interludio, alla famosa "Here I Go Again", da "Give Me All Your Love", velatamente oscura, al soft rock à la Foreigner di "Is This Love", fino a "Children Of The Night", che con il suo incedere tambureggiante è secondo chi scrive il miglior esempio del manierismo coverdeliano.
Sebbene l'originalià non sembra essere una virtù essenziale nell' heavy-metal circus, poche sono le band ad aver sviluppato qualcosa di così sfrontatamente derivativo come i Whitesnake, a partire dalla straripante personalità espressa dall'ugola di David. Camaleonte, altro che serpente.
Tracklist:
01. Still of the night 02. Bad boys 03. Give me all your love 04. Looking for love 05. Crying in the rain 06. Is this love 07. Straight for the heart 08. Don't turn away 09. Children of the night 10. Here I go again 11. You're gonna break my heart again
Uno dei primi 10 album di sempre, con un Coverdale e soprattutto con un John "God of Thunder" Sykes in grande spolvero, per me uno dei migliori chitarristi di quella decade. 100 è poco per un album così.
Album epocale!Semplicemente straordinario...Quest'album ha lasciato davvero un segno profondo nella mia esistenza...Occupa un posto fondamentale nella storia della mia vita!Ma,tralasciando l'affetto ke nutro x questo disco xkè potrei parlarne x ore,obiettivamente si tratta di un lavoro impeccabile...grandi pezzi,grandi musicisti...sopratutto lui...JOHN...JOHN SYKES!grazie x averci regalato(gran parte dell'album lo si deve a lui)cascate di emozioni!Ke Dio ti benedica JOHN...
Album stratosferico. Hard 'n' heavy di classe, eleganza e coinvolgente. 'Still Of The Night', 'Crying In The Rain', 'Is This Love', 'Here I Go Again'...capolavoro !
il disco inizia alla grande con john sykes che ci delizia con la sua chitarra e coverdale grande come sempre,poi dopo il secondo brano l'album perde progressivamente potenza in favore di soluzioni piu' melodiche
01. Still of the night........................................10
02. Bad boys..................................................9,5
03. Give me all your love.................................8
04. Looking for love........................................7,5
05. Crying in the rain.......................................8
06. Is this love................................................10
07. Straight for the heart..................................9
08. Don't turn away..........................................7
09. Children of the night...................................9
10. Here I go again..........................................9,5
11. You're gonna break my heart again..............8
al di là del discorso sul cambiamento dall'hard rock blues degli esordi, a quello più patinato ed elegante (anche se molto potente) presente in questo disco e in quelli successivi, ciò che conta è la qualità delle canzoni, che in questo caso è altissima, così come è alta la prteparazione dei musicisti.
Dopo 20 anni le canzoni di questo "1987" funzionano ancora alla grande!!!
disco di ottima fattura e con un buon tiro(nn riscontrabile minimamente negli altri lavori di chiara matrice hard rock)...bellissime crying in the rain e bad boys
La mai più raggiunta qualità del rock espresso nel 1987 (DIO,Def Leppard,Guns'n'roses,Motley crue,Maiden,Aerosmith,Quiet Riot,White lion,Helloween,Slayer,Anthrax,Whitesnake ecc.ecc.)dà l'ennesima prova con questo platter. Tantissime buone uscite di quell'anno sono state oscurate da una montagna di capolavori.Un'annata che se fosse stata di vino avrebbe portato il costo di una bottiglia a livelli mostruosi. Per nostra fortuna un cd così lo si trova a 10€ e li vale tutti. Per la cronaca il solo di Here I go again è di Vandenbergh.
Va di moda il metal USA anni 80? E il furbo David Coverdale te lo fa', rinnegando il proprio passato e fregandosene di un minimo di integrità. Grande produzione com'era richiesta ai tempi, look da lampadati tamarri californiani, riff clonati dai Led Zeppelin e fighe ovunque. Con questo disco il buon David circondato dai vari turnisti si rifà il conto in banca e diventa miliardario alla faccia del hard rock blues degli anni precedenti. Furbo, ma la qualità è veramente bassa ed anche il pubblico dimentica in fretta (vedi il flop del disco-copia successivo).
Un disco che é lo specchio dei tempi in cui vide la luce. Pezzi orecciabili ma suonati e interpretati all grande, poco da dire.
Uniche pecche: i riff di Sykes (si somigliano un pò tutte le intro dei pezzi) e la produzione che, almeno su cd, é davvero scarsa.
Per il resto, i pezzi ci sono tutti, e di pregiata qualità.
Gli Whitesnake sfornano un album veramente strepitoso! Non ci si annoia mai ad ascolatare la voce calda ed evocatrice del vocalist, frontman e non chè unico depositario del magico suono del "Serpente bianco" David Coverdale.... ogni canzone ti tiene inchiodato alla sedia... ti ammalia... ti stupisce.... t'infonde energia, ti rigenera nel corpo e nello spirito.... purtroppo il successivo "Slip Of The Tongue" non sarà all'altezza.... perchè Coverdale sarà pure un genio ma deve avere un pessimo carattere se cambia formazione anche all'interno di uno stesso album ("Slide it in" docet!!).... per chi ama un hard Rock granitico venato di blues e di melodia il consiglio è solo di averlo in qualsiasi maniera!!!
MAX
Still of the night - 7
Bad boys - 7
Give me all your love - 8
Looking for love - 7,5
Crying in the rain - 7,5
Is this love - 8
Straight for the heart - 6,5
Don't turn away - 6,5
Children of the night - 7
Here I go again - 8
You're gonna break my heart again - 7,5
Un grandissimo album, compatto, senza picchi negativi. Canzoni tutte sullo stesso livello. Magari alcune si assomigliano un pò, ma è positivo visto che sono ottime.
della discografia degli 'Snake ho solo qest'album che è però un vero e proprio gioiellinohard rock
precisando, alla chitarra c'era un certo Jhon Sykes che per quanto melodico e "venduto" al dio del music business e dell'easy listening tira fuori moltissimi conigli dal suo cilindro,una les paul,perfetti nel combinare melodia e tecnica sopraffina
è lui ,tralasciando la prestazione superlativa come sempre di sua maestà Coverdale,a dare la marcia in più a questo disco
Disco di livello assoluto che potrebbe tranquillamente essere scambiato per un "best of" (beh, in buona parte lo è già :D). Lasciatemi poi dire che preferisco questi 'Snakes più "commerciali" (??), più metallici e originali rispetto alle (in qualche modo) inflazionate composizioni "bluesy" delle origini (Anche se è vero che la versione originale di "Here I go again" guadagna punti rispetto a questa grazie al "pathos" conferito dall'ausilio dei cori e dell'organo:P)
Che si siano messi d'accordo? Mah... sta di fatto che quell'anno l'hard rock calò sul piatto uno strepitoso poker d'assi: dopo "Hysterya", "Appetite" e il ritorno dei redivivi Aerosmith con "Permanent" completa il quadro questo milionario, per copie vendute, "1987" (solo 9milioni negli USA). Coverale, da vecchia volpe quale è, aveva capito tutto. In primis dove tirava il vento in quegli anni: suoni puliti e cromati, look tirato a lucido e permanenti ben curate. Attenzione però nessun tentativo pseudo glam almeno non nel senso più stretto del termine. Perchè il serpente bianco sfoderava in questo platter e in molti altri tutto il suo talento in musica con all'ascia Mr. Vanderberger (da molti additato come il "vero" "genio" e mente creativa del gruppo). Il disco trasuda qualità da ogni solco restituendoci
perle del calibro di "Looking for love" alla ruffiana "Give me all your love" sino all'immensa e a tratti, nella parte iniziale, commovente "Here I go again" dove l'efficace trasposizione video con la bella bella ex moglie ( "la figa vende bene" parole sante Dave...) rendono ancora più convicente e ammaliante suoni della song e dove il carisma di Mr. Coverdale emerge in tutto il suo vigore. Che tempi. Uscivano capolavori un giorno si e l'altro pure... Ai posteri.
Spettacolare!A parte un paio di song non esaltanti,il nostro David ha saputo sfornare il miglior album di hard rock "mericano"degli eighties.Può risultare sconvolgente e disprezzabile per i vecchi fansma song come still of the night,bad boys,la versione metal di crying in the rain e power ballad del calibro di is this love e looking for love sono assolutamente straordinarie.Gran parte del merito va al funambolico john sykes,che ha reso magico quest'album grazie all'uso sapiente della sua gibson,prima di abbandonare la band per incidere l'ottimo blue murder da solista.Assolutamente da avere x ogni coverdaliano che si rispetti!
ma quanto è fresco dopo venti anni questo album!?! album fantastico, e per chi dice che è commerciale... sarà pure così, ma a me non mi interessa. E' bello e basta.
:P
Disco strepitoso, da comprare a scatola chiusa.
In tutta la discografia degli Whitesnake non c'e' un solo album che si avvicina a questo capolavoro. Da ascoltare per anni ed anni.
Concordo con StevenRich, grande album, soprattutto per la produzione di livello eccelso. I "sospiri" di mr. Coverdale sono unici (quante volte l'abbiamo imitato, e giù risate) e la chitarra di Sykes è tremendamente efficacie. "Still of the night" e la magnifica gnocca del video sono il top di quegli anni (in cui mr. Coverdale venne anche eletto l'uomo più sexy d'America!), e anche se il disco lascia il solito e rassicurante stile hard blues, che fino ad allora aveva contraddistinto le composizione del Serpente Bianco, per gettarsi in una torrida miscela di heavy rock sensuale, il risultato è semplicemente ottimo. Mr. Coverdale, pur lasciando la via maestra vende milioni di copie e raccoglie un Oscar alla carriera. Più che meritato.
p.s.: alla faccia di mr. Plant, che tanto criticò Coverdale, reo, a suo dire, di averne copiato lo stile e le movenze: ma si faccia gli affari suoi, invidiosone!
L'opener Cryin' in the rain? L'opener è Still of the night O_o'
Comunque l'ho appena comprato e me ne sono innamorata...STUPENDO. E' ancora presto però per dargli un voto, ce l'ho solo da pochi giorni :P
...sara' pure commerciale, ma questi musicisti hanno una tecnica e una classe invidiabili!
se al giorno d'oggi questa musica fosse commerciale, io camperei di MTV!
Ehi ragazzi,mai sentito parlare del concetto di "album commerciale"? No? Beh,questo è un tipico esempio!!! Come svendersi al successo e ai soldi tradendo le proprie radici!!! Poi dai, su 11 titoli di canzoni in 5 c'è la parola love o heart!! Ma non sa parlare d'altro??
Il miglior disco di Coverdale in assoluto. Produzione cristallina ( si sente il sospiro della voce in HERE I GO AGAIN , fateci caso ! ). Secondo me è anche la miglior prova di JOHN SYKES , che sempre secondo il mio parere è il chitarrista con piu' feeling per l'HM esistente al mondo.
Coverdale non raggiungerà mai piu' queste vette.
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