2003, Music For Nations
Prog
Pubblicata in data: 30/04/2003
Eccoci qui, a pochi mesi di distanza dal precedente Deliverance a parlare della nuova fatica degli Opeth, cioè l'album intitolato Damnation.
Un disco che ancora prima che uscisse aveva già fatto molto parlare di se e fatto fare molte supposizioni, alcune rivelatisi esatte, altre del tutto fuorvianti. Per mettere subito le cose in chiaro forse è meglio dir subito che questo album ha ben poco di metal al contrario dei suoi precedenti.
I particolari che colpiscono maggiormente e a un primo ascolto sono fondamentalmente due, il primo è che l'album è cantato interamente in voce pulita, il caratteristico growl di Akerfeld non compare proprio nel disco neanche in passaggi minimi. L'altro particolare è che si tratta di un disco che potremmo definire acustico, i brani sono tutti pezzi lenti in cui le chitarre distorte sono bandite, per chi avesse tutti gli album della band o anche solo il precedente Deliverance, questo disco presenta 8 tracce che paiono come una evoluzione di quegli stacchi lenti con chitarra acustica che già si era imparato ad apprezzare nei lavori degli Opeth. Un altra caratteristica di questo album è che i brani sono mediamente più corti rispetto alle composizioni di anche più di 10 minuti un po' classiche della band, in questo disco i brani di aggirano tutti in media sui 5 minuti con le dovute eccezzioni come la prima traccia di 7.43 minuti e la sesta di tre minuti e mezzo. A un ascolto poi più approfondito si notano molte altre cose, sicuramente che la fonte d'ispirazione principale per questo album non possono che essere stati i Pink Floyd, da sempre uno dei gruppi preferiti di Akerfeld che sembra quasi con questo album abbia voluto tributargli il suo ringraziamento. Ovviamente questo disco è tutta farina del sacco degli Opeth, come non ci si può aspettare altrimenti da una band che da anni sforna capolavori uno dietro l'altro senza seosta e senza mostrare mai la corda. Alcune citazioni sono nettamente riscontrabili lungo tutta la durata dal cd, in primis nel suono della chitarra "alla Gilmour", ma sicuramente l'atmosfera che si respira ascoltandolo non è certo quella di un album dei Pink Floyd, in questo album è la tristezza a farla da padrone e un'aria di oppressione e cupezza. Temi questi che non erano del tutto congeniali alla band inglese che prediligeva atmosfere lisergiche e suite più ariose, caratteristiche queste che l'hanno portata a divenire l'ideale colonna sonora degli acidi di più di una generazione. Un'altra piccola sorpresa la riserva la settima traccia "Ending Credits", con questo brano si può notare a mio avviso la variegata ampiezza delle ispirazioni della band perchè ci restituisce lo stesso gusto dei migliori Santana dei tempi di Abraxas.
In conclusione sicuramente un disco da avere, come secondo me probabilmente tutti gli album di questa band eccezzionale, ma che potrebbe far sorgere a qualcuno qualche dubbio in più. Si tratta di un cd nè più complesso nè meno degli altri che l'hanno preceduto, ma che è sicuramente diverso. Damnation è praticamente un album di prog anni '70 che risulta sempre vivo e attuale, che non suona vecchio alle nostre orecchie di oggi e che forse non aggiunge nulla a quanto detto in questi anni, ma che sicuramente si fa sentire e che lascerà un segno in tutti gli ascoltatori.
Tracklist: 01 Windowpane 02 In My Time of Need 03 Death Whispered a Lullaby 04 Closure 05 Hope Leaves 06 To Rid the Disease 07 Ending Credits 08 Weakness
Giusto oggi stavo riascoltando "Damnation", una mosca bianca nella discografia degli Opeth per la sua natura acustica. Qui il geniale Steven Wilson ha il compito di sobbaccarsi tutta la produzione ma per fortuna al tutto non vengono affiancate marcate influenze dell' Albero del Porcospino, quanto la musica di quest' ultimi è romantica ma anche esplosiva e passionale quanto la musica dei nordici è più una danza delle ombre tipicamente svedese. Nessun rumore assordante, nessuna
violenta e ustoria pillola Death Metal ma una rassegna di liquide melodie dolce amare, giri malinocnici e narcotiche atmosfere.Mike Åkerfeldt abbandona gli elettroshock precedenti per cullarci con il suo soffuso pulito.
Tutte le composizioni sono dei classici, come la cinematografica "Ending Credits", le impressioni di novembre di "Death Whispered A Lullaby" anche se lo zenith si raggiunge con le dissolventi inuizioni di "Closure"
QUESTI SONO I VERI ARTISTI,questa è la creatività,lo sperimentare sempre qualcosa di nuovo.Gli opeth sono uno di quei gruppi che si sono dimostrati SUPERIORI al genere di musica che ne fanno parte,hanno dimostrato anche di saper fare altra musica,e di non sapersi mai riciclare come i conquilini
Quello che hanno fatto gli Opeth con DamnationDeliverance mi ricorda pero' cio' che fecero anni addietro gli Ulver con KveldssangerNattens Madrigal: scindere l'anima acustica da quella aggressiva e di impatto.
Affascinante album acustico per gli extreme-metallers Opeth.Ma non bisogna perdere la testa,si tratta di un buon album,non certo di un capolavoro.E poi detto francamente,in questo disco io sento Steven Wilson,non certo Mikael Akerfeldt;le sue tipiche atmosfere malinconiche e coinvolgenti,il suo sapiente uso tipicamente sixties del mellotron e dei synth..insomma,se amate quest'album e non conoscete i Porcupine Tree(o gli altri progetti di Mr.Wilson)potrei appena avervi fulminato(spero davvero siate in pochi)
Ma perché ogni volta che esce un disco un minimo differente dagli standard classici tocca per forza imbattersi in commenti come "non è metal, non c'è il growl, non c'è la distorsione"? Poi dicono che i metallari sono ottusi. Non c'è la distorsione, non c'è il growl, ma sono sempre gli Opeth. Si riconosce lontano un miglio che sono gli stessi che sugli altri dischi suonavano "incazzati". E' una questione di personalità, che va oltre questi dettagli. Ne esistessero di band così, che suonano in questo modo dimostrando di non avere limiti espressivi di sorta. Disco favoloso.
Ho ascoltato praticamente il disco grazie al dvd Lamentations.. sono a favore degli sperimentalismi o degli album-tributo alle proprie influenze, comunque penso che in Damnation Akerfeldt e soci potevano sperimentare/jammare/jazzare a piacimento un po' di più. La forma-canzone classica non si addice ad un gruppo come gli Opeth, forse potevano conservare anche questo marchio di fabbrica nel disco con tracce meno omogenee. La batteria avrebbe potuto osare qualche divagazione in più, così con la quantità di assoli o di suoni nuovi i due chitarristi. Peccato, si è persa un'ottima occasione.
è un disco che mi convince per metà perchè per l'appunto metà delle caratteristiche del gruppo come la voce gutturale, le chitarre pesanti, l'alternanza di momenti rilassati e altri pesanti qui viene drasticamente sacrificata in favore dell'esperimento forse fine a se stesso di separare le 2 nature del gruppo: romantica e glaciale. Intendiamoci che il disco non suonerebbe neanche malaccio se sulla copertina non cappeggiasse il nome Opeth verso cui si hanno delle aspettative ben definite che in questo caso vengono tradite. Io un suono così acustico lo apprezzo tantissimo in gruppi come i Marillion (Brave) ma in questo contesto emergono tutte le lacune compositive di un gruppo che si priva di metà della propria espressività e il più delle volte fallisce nel tentativo di mantenere per l'intero arco del disco l'attenzione dello spettatore stimolata. Le composizioni sono belle ma dispersive e a volte, quel che è peggio, sembrano rincorrersi all'ombra della ripetitività. Non sconsiglio col mio giudizio l'ascolto del suddetto però un buon termine di paragone per dare un'idea del potenziale qui inespresso della band è il successivo affascinante Ghost reveries. Ciao a tutti
gran disco...commovente,ben fatto,ben suonato...ulteriore dimostrazione che gli opeth sono attualmente il miglior gruppo in circolazione...stronzate tipo non è metal fa cagare etc...lasciano assolutamente il tempo che trovano
Non mi piace per niente.. Fa davvero cagare. Sapete perchè do 70? Solo perchè quando prima di andare a letto metto su il cd e mi sdraio sul letto mi addormento in 10 secondi. Sarà l'effetto del cd? BOH?!
Vi dirò...ho ascoltato blackwater park,e questo damnation mi è piaciuto di più.
Forse perché (secondo me) gli opeth non sono granché dal punto di vista metal,mentre sono bravissimi nelle parti acustiche,e qui lo si può comprendere appieno.
Bellissime Windowpane,In my time of need e Hope leaves,buone anche perché non durano troppo.
Meglio un disco così,calmo e acustico,di un disco pieno di chitarre elettriche ma troppo lento e noioso per i miei gusti.
Secondo me dovrebbero approfondire di più il discorso iniziato con questo album.
una band che non ha paura di rallentare e regalare qualche momento di calma e respiro al pubblco con la rinuncia dei distorsori, ritmi devastanti e soprattutto il growl.
Mi piace molto questo Damnation perche' e ' diverso da tutti gli altri lavori, appartiene al lato buono della forza e alcune canzoni fanno veramente sognare...cioe' Windowpane, veramente sublime, una delle mie canzoni preferite, in my time of need e la quinta, di cui nn ricordo il titolo...
Malinconici al momento giusto...
Rispetto agli altri album degli Opeth mi fa un pochetto addormentare. Uno dei loro punti di forza maggiore era il growl perfetto di Akerfeldt e l'hanno levato... poi non si sente un riff di chitarra elettrica.
E' comunque un buonissimo album
in risposta a vedder: avendo pure io ghost reveries da un po' (me lo comprero', non vi preoccupate, e' un'altra piccola perla) secondo me non e' un ritorno indietro a deliverance, ma un'ulteriore evoluzione: se ascolti bene il sound e' molto ... come dire... orientaleggiante, alla damnation, anche se si e' tornati al distorsore e al growl... ha molto a che fare con damnation che con ogni altro album direi...
Una piccola considerazione che forse c'entra poco: sono in possesso dal 3 agosto di "Ghost Reveries" (in store il 30 agosto) e se posso darvi un' anticipazione direi che gli Opeth hanno fatto retromarcia e sono tornati su un sound a loro piu' congeniale (anche se "Damnation", su loro stessa ammissione, sarebbe stato il proseguimento acustico di "Deliverance" e inizialmente era stato concepito come un unico CD ma, chiaramente, per clausole contrattuali dovute alla lunghezza stessa dell' album, la cosa non è andata a buon fine... almeno così si narra)... cmq i denigratori di "Damnation" possono dormire sonni tranquilli, "Ghost Reveries" è una bomba atomica, un pelo al di sotto di "Deliverance", il capolavoro di Akerfeld e soci... in my humble opinion chiaramente...
Inizialmente quest'album mi ha spiazzato ma dopo poco mi ha subito conquistato, con le sue atmosfere cupe, malinconiche e dannatamente dolci.
Il pregio di una band, secondo me, sta anche nel saper variare la propria proposta musicale per non diventare col tempo noiosa o ripetitiva. Anche in questo gli Opeth non mi hanno deluso.
Molto bello, soprattutto dolce. Forse e' la mancanza di picchi emotivi carichi di pathos (vedi i groove incazzosi di Deliverance intercalati con parti piu' morbide) che non mi permette di essere meno avaro nel giudizio complessivo. Almeno hanno eliminato il growling... e questo e' gia' un grosso passo avanti...
la prima vlta che ho ascoltato sto disco non mi è piaciuto, mi aspettavo un disco death o qualcosa del geere, ma poi l'ho riascoltato e riascoltato e ora lo adoro! grandi opeth, non mi interessa se continueranno su questa strada e su quelladi sempre, io li seguirò ugualente!
un sound molto delicato e ovattato conferisce una luce particolare a questa piccola grande gemma degli opeth, anke se a poco a poco, canzone dopo canzone, l'ascolto diventa sempre più difficoltoso.
Difficilmente potrei dare un voto minore ad un album degli Opeth, e questo non perché sia un fan sfegatato, ma ogni disco da loro sfornato rappresenta per me un capolavoro, visto da diverse ottiche. In Damnation si è voluto prediligere un'atmosfera dolce e triste, l'uso delle chitarre acustiche e della voce pulita, a discapito del sound che la band ci aveva prevalentemente abituato a sentire fin ora. Ad ogni modo, è stata una scelta vincente. Ogni canzone di Damnation mi ha coinvolto profondamente. Davvero un ottimo disco.
a me non me ne frega un cazzo se questo non è metal...tutte le canzoni di damnation sono delle perle.....un'autentico capolavoro!!!anke se continuassero su questa scia io gli amerei lo stesso!!!..un consiglo:l'ascolto ideale di questo album è in inverno o fine autunno...ma penso che anke in spiaggia a rimini potrete rilassarvi e farvi cullare dalle melodie oscure di questo gioiello!
un'album che si lascia ascoltare con molta facilita,canzoni belle e molto di atmosfera che ti trasportano in un vortice di desolazione e di rassegnazione ascoltato al buio sotto delle calde coperte vi posso assicurare che fa un'affetto davvero da brividi!!!da ascoltare,anche se di metal ha davvero poco!comunque gli opeth riescono a cambiare rotta sempre e riuscendoci
Ho ascoltato quest'album grazie al DVD "lamentation"...che dire ragazzi, gli opeth riescono sempre a stupire, come non rimanere incantati da questa bellezza, Akerfeldt tira fuori una prova divina sia alla voce che alla chitarra e lopez è veramente un grande dietro alle pelli.
Che dire, a parte l'ultima canzone che non apprezzo al massimo, le altre sono tutte perle che meritano un'ascolto veramente approfondito per capire tutte le sfumature.
gli opeth non si smentiscono e sfornano una nuova concezione del metal oltre il metal stesso.. voci rarefatte che si disperdono nella fitta nebbia di un bosco, chitarre che intarsiano l' aria di carezzevoli e sognanti melodie, ninna nanne soffuse dense di pathos, suoni, echi e sibili che ci accompagnano durante il giorno fino alla notte..le creature della notte, quale dolce musica sanno emettere...
Un bel 90 per l'atmosfera non lo toglie nessuno, Damnation è un album che cambia l'aria che si respira nella stanza. Se avete la fortuna di averlo con voi mentre fuori nevica, ascoltatelo... io ci ho provato ed è stato qualcosa di eccezionale.
Unico difetto, conoscendo gli Opeth dopo un po' il growl e le distorsioni quasi mancano... ma per questo c'è Deliverance.
La prima volta che ho ascoltato questo disco quasi mi veniva da piangere un pò per la bellezza,la tristezza e la cupezza che emana, ma ora ogni volta che lo ascolto mi domando se gli Opeth sono di questo pianeta o vengono da un altra galassia.
Ennesima dimostrazione della loro grandezza.
Embè il voto si mette in base all'incazzatura?
Ecco la gente che fa considerare il metal un genere di Merda a molti jazzisti e classicisti...Se vi piace solo la roba tosta ascoltate il NU.
Cd eccezionale per una band eccezionale poi per me ke adoro il prog anni 70 è ankora più bello!
Nn capisco la gente che lo critica gli opeth sn anke questo.
Grazie di esistere!
Mi inchino alla pura espressione di questo gruppo.
Incontaminata musica: emozioni fatte materia...
Credo sia profondamente sbagliato esser per forza legati ad un determinato sound... credo sia una particolare forma d'esser commerciali...
Le nostre esperienze, i nostri pensieri.. sono in continuo mutamento... sarebbe sbagliato esprimere sempre le stesse sensazioni... non sarebbero più vere... pure.
Impossibile dar di meno, stupido dar di meno, questa è una bibbia a livello musicale, il più bel lavoro che la dark-fusion abbia mai concepito, immortale la partitura ritmica; delle evoluzioni geniali e profondissime che uniscono la sapienza di un andamento jazz alla genialità di un prog. nero come la nostalgia.
Grazie Opeth.
20000 leghe sopra il Metal.
A distanza di qualche mese alzo il mio voto, ragazzi qui si parla di musica fatta da dio, niente è fuori posto, tutto fasto troppo bene, poche parole per descriverlo ma tanti pensieri per immaginarlo...(che frase del cazzo)
Buon cd..dimostrazione ke sanno suonare benissimo anke senza distorsioni e growl vari..questo damnation sembra un' unica canzone divisa in 8 parti..molto atmosferico come cd..cmq io li preferirò sempre in stile Blackwater..Deliverance..ecc..
Non sono un fan degli Opeth, essendo un progster, ma questo disco è: geniale, al limite della depressione, romantico (il Romanticismo come male di vivere), suonato ottimamente (nonostante il batterista mi sembri un pò "rozzo"... anche se, probabilmente, è una scelta voluta, su cui non ho intenzione di discernere nonostante abbia delle supposizioni). Capolavoro del Romanticismo musicale, se mi passate la locuzione.
E' sicuramente un ottimo disco ma NON è assolutamente prog.E' più vicino alle atmosfere rarefatte e intimiste dei Promethean che al prog in generale...come classificazione in questo caso ci starebbe meglio il classico "altro"...
Concordo con Ildanish, qui sotto: c'è poco da annoiarsi! Un disco insolito, d'atmosfera, ma molto molto bello. Semplicemente stupendi alcuni brani, come Windowpane, In my time of need, Closure e To rid the disease.
Disco eccezionale, onestamente non capisco chi si annoia...
Forse se non ci sono riff distorti e batterie a tripla cassa diventa tutto noioso?
Bah...
Comunque concordo con chi ha detto che si sente molto l'influenza di Wilson (che non e' solo il leader dei porcupine, ha tirato fuori piu' musica lui che 10 band normali...), ma si sente soprattutto nella produzione direi, la voce pulita di Akerfeldt non e' mai stata cosi' perfetta come il suono delle chitarre pulite non e' mai stato cosi' dolce e d'atmosfera.
L'ennesimo capolavoro di questo gruppo che non finisce mai di stupirmi.
Forse sarò parziale perchè per me gli Opeth sono qualcosa di miracoloso, ogni album una sorpresa, ogni album un centro al bersaglio, ma questo Damnation è dannazione per chi non lo ascolta o per chi lo ascolta prevenuto, per chi vuole a tutti costi chiudere gli occhi davanti ad un esperimento (o a un rinnovamento) dopo tanti e tanti capolavori.
Cambiamento di rotta che ha dell'incredibile soprattutto se si valuta che questa rotta sembra essere stata percorsa da sempre tanto il gruppo è oliato alla perfezione. Ma chi sono visitors??
Come si fa a parlarne meno che benissimo????
Davvero bello, un esperimento riuscito alla grande. Closure è un brano strabiliante, ma il resto è quasi allo stesso livello. Da un gruppo come gli Opeth non si poteva aspettarsi altro che un Capolavoro.
Questo album conferma la grande versatilita' della Band e la grande creativita' che sembra nn finire mai.Pero' stavolta mi aspettavo qualcosina di piu';Mi riferisco allo stile targato OPETH.WINDOWPANE e IN MY TIME OF NEED sono le uniche eccezioni,ovvero le canzoni in stile O maiuscolo,mentre il resto dell'album e' molto influenzato dalla presenza di Steven Wilson(cantante dei Porcupine Tree).Nelle altre opere nn e' stato affatto cosi',mentre per Damnation sembra proprio che le canzoni siano state dedicate ai gruppi PROG anni 70'.Mi aspettavo canzoni acustiche da pelle d'oca come quelle di Still Life o come gli stacchetti acustici di MORNINGRISE,vabbe' forse saro' io a pretendere troppo???
Ragazzi, chiamatela come cazzo volete, ma questa è roba di altissimo livello. E io sono uno che odia i trends e le mode in generale, quindi non parlo x partito preso. Leggo in molti commenti che questo cd è noioso. Beh, pensate che paradossalmente secondo me alcune altre cose di questi Opeth sono un pò pallose, ma non Damnation! Non mi spingerei fino al punto da definirli geni, ma i brani sono uno bello dell'altro e pieni di atmosfera. Si sente pesantemente l'influenza di Steve Wilson, certe volte sospetto che abbia addirittura calcato un pò troppo la mano, alcuni brani potrebbero sembrare usciti direttamente da un cd dei Porcupine Tree. Cmq non scervellatevi a scomodare accostamenti ed etichettaggini varie (progressive, etc.), godetevi il disco e basta!
una noia mortale...
esperimento MAL riuscito...
PROG ROCK? ma stiamo scherzando?
questo disco non prende mai il volo!!!
ha solo una atmosfera dolce e sporifera...
Beh, beh...novanta secondo me è il vto più azzeccato, più giusto,più esatto, più....non mi vengono altri termini. Cmq gli opeth sono gli Opeth, certo si sono un po allontanati dal loro stile, ma Damnation è stupendo. Un consiglio? Vi piacciono gli Opeth, beh allora compratelo a occhi chiusi
Mah, ho capito che siete tutti un po' di parte a favore degli Opeth, anche se il nuovo cd di Madonna fosse sotto il Monicker Opeth, dareste comunque un voto altissimo...
Io non voglio dire che questo cd è brutto, ma dire che è un capolavoro proprio no!
Cazzo è una noia mortale...
Beh, de gustibus giusto???
Preferivo gli Opeth con distorsioni spaventose e a sprazzi "acustici", cantato in growl alternato a quello pulito...ma è comunque un ottimo disco. Da avere per chi ama Akerfeldt e compagni!
Un ottimo disco di prog rock, gli do "solamente" 80, xchè negli anni'70 sono usciti capolavori da bands come King Crimson, EL&P, ecc. Francamente mi sembra una ottima riproposizione di quello che accadeva 30 anni fa (in senso musicale ovviamente), ma gli manca quel quid che avevano le succitate bands che hanno fatto la storia.
Gli opeth hanno fatto la scelta giusta... tra canzoni belle come queste non si poteva soltanto sceglierne qualcuna per accompagnare un album inkazzato come Deliverance. Se avevano da parte tutto questo materiale, ben venga un disco con il freno tirato, piuttosto che un disco "misto" ma in cui i brani si susseguono senza un filo conduttore.
Comunque un consiglio a tutti: se ancora non l'avete fatto, andatevi a sentire come suonano questi dal vivo... sono stato al loro show al Transilvania Live di Milano, è stato un concerto MEMORABILE!!! Grandi Opeth!
Ho tutti i cd degli Opeth, è un grande album che emana prog da tutti i pori (merito anche di Steve Wilson mente dei purcopine tree), purtroppo però è propio questa svolta che mi ha un pò deluso, (scusate se sto dicendo delle castronerie), ma se avessero fatto uscire "Damnation" insieme a "Deliverance" forse sarebbe risultato un lavoro al limite della perfezione, in questo modo hanno scritto un intero album del lato più intimista e acustico del gruppo , ma manca un po' quella fantasia, quei cambi di tempo distinti fra parti pesanti e parti più delicate e ariose che hanno caratterizzato Morning rise o meglio Still life.
Insomma questo album è solo un grande album prog e susate se è poco, ma niente di più.
Comprai questo disco la mattina stessa della sua uscita nei negozi e ricordo ancora tutta la pioggia che ho preso...ma Damnation ma ha fatto dimenticare tutto, il freddo, la pioggia, il vento...
Quando sono salito sul treno e ho premuto play credevo di sognare, estasi allo stato puro, classe, tecnica, assoli di chitarra da far accaponare la pelle anche agli ascoltatori più sensibili. Dopo pochi secondi ho capito subito che questo era un disco strepitoso.Un album da avere.Questa è la dimostrazione che anche chi suona metal riesce ad emozionare con la dolcezza e la purezza di suoni e ritmi decadenti. Opeth grazie di esistere!!!
Pienamente d'accordo con la recensione. Ottimo album, maturazione artistica di questo grandioso gruppo. Il cd è particolarmente coinvolgente e triste, ma ascoltarlo vi riempirà cmq di gioia. Da avere
Voglio sperare che non continuino con questo tipo di musica....nel senso che se guardate i miei voti per gli opeth,noterete che li adoro e non do mai meno di 90.Questo disco è molto bello ma tutte le tracce lente dopo un pò stancano.avrei dato 90 anche a questo "damnation" ma penso che ci sia uno squilibrio tra le varie song,non sono tutte all'altezza(windowpane e in my time of need sono galattiche)
E' un cd veramente meraviglioso musicalmente così come lo è a livello tecnico. La tecnica al servizio della buona musica. Un drumming eccelso, pieno di finezze, che "mette la "nota" giusta al posto giusto" . Veramente superlativo.
E' piu lento...è acustico...mancano le chitarre distorte ed il riffing potente...manca la voce growl...
Tutto vero! Ma, signori, quest'album suona più oscuro, decadente, malinconico e ..."metal" di quelli proposti dalla stragrande maggioranza dei gruppi death o doom in circolazione!
Marchio di fabbrica inconfondibile...ennesima dimostrazione di superiorità!
Windowpane è già leggenda!
Scusate. Torno a godere!
Altra perla degli Opeth, fatico quasi a definirlo Metal, ma all' ascolto è veramente l'apoteosi per le orecchie, suoni pulitissimi, melodie fantastiche. Questi Opeth mi piacciono sempre di più...
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