1999, Peaceville Records
Death
Pubblicata in data: 06/01/2002
"Still Life", quarto capitolo nella storia degli Opeth, quarta conferma della loro infinita creatività. Ricordo piuttosto chiaramente le mie primissime impressioni derivate dal suo ascolto, la mia incuriosita perplessità: nonostante sia immediatamente evidente la sua enorme complessità e bellezza, è comunque a mio parere l'album con cui gli Opeth hanno preso una via più sperimentale. Effettivamente durante un'intervista hanno dichiarato che questo "Still Life" è stato una sorta di esperimento ma, ragazzi, se questo è un solo un esperimento allora c'è da preoccuparsi sul serio...
Il song-writing è senza ombra di dubbio nella migliore tradizione degli Opeth: canzoni lunghe e dalle strutture complesse, intrecci chitarristici e alternanza tra clean-vocals e growl sono gli ingredienti che in maniera forse troppo riduttiva possono ben riassumere il tutto. Ma se ci fermassimo a questo sminuiremmo eccessivamente la bellezza delle loro produzioni. Non credo che sia un caso infatti che al mondo gli Opeth siano gli unici sovrani incontrastati nel loro genere: nessuno è riuscito a imitarli, e probabilmente nessuno ce la farà.
In "Still Life" potrete sentire degli incroci di chitarre acustiche da far accapponare la pelle anche al più insensibile degli ascoltatori: ricercatezza e raffinatezza sono i due aggettivi che caratterizzano gran parte dell'album, nonchè una spiccata propensione per melodie elaborate e mai banali. Basti ascoltare la prima traccia, "The Moor", per avere l'esatta idea di ciò che volevo dire. Pur essendo ancorato fortemente al Death metal, si capisce come allo stesso tempo il gruppo svedese voglia prendere le distanze dai luoghi comuni di questo genere, di come voglia emergere con una propria personalità e con idee originali.
Come in tutti i loro lavori, è la spontaneità a far da vera padrona. L'album scorre dal primo minuto all'ultimo senza alcun intoppo, senza indecisioni o parti forzate. Veramente interessanti gli arrangiamenti che credo che qui come non mai diventino importanti e completino l'album: piccoli tocchi di classe, che dopo un paio di ascolti rimangono indelebilmente impressi nella mente dell'ascoltatore, e che vi ritroverete a canticchiare tra di voi più di quanto pensiate... E' incredibile come abbiano saputo coniugare bene complessità ed allo stesso tempo immediatezza.
Mi ha stupito per la sua particolare bellezza "Benighted", terza traccia del Cd, la quale è costruita interamente su un solido intreccio di chitarre acustiche: niente growl, ma un cantato tanto semplice quanto toccante. Una canzone che veramente ha la capacità di rilassarvi nonchè di farvi capire in cosa sta la differenza fondamentale tra gli Opeth e la maggior parte dei gruppi metal: la melodia non è uno strumento di facile approccio all'ascoltatore, quanto piuttosto uno strumento per rendere la propria musica unica, particolare e completa!
Pezzo decisamente fuori dai comuni standard è "Face of Melinda": questa è storia, signori! Siamo davanti ad un gruppo metal che ha dimostrato pienamente come violenza, velocità e grezzume siano talvolta secondari. Ascoltate quanta delicatezza si cela dietro a queste note, lasciatevi accarezzare da questa canzone, perchè è questo quello che vi succederà se saprete abbandonarvi senza pregiudizi all'ascolto! Con "Serenity Painted Death" si ritorna invece agli standard, o almeno, qui ho ritrovato la maggior parte degli elementi presenti anche negli altri album (compreso l'immancabile "UH!" del cantante... eheh...).
Alcune parti di questo album sembrano quasi voler richiamare sonorità simil-fusion, o comunque qualcosa di molto simile; una piccola sfumatura, insomma, che mi pare abbia influenzato il suono di questa produzione. Devo ammettere che per un certo periodo ho considerato "Still Life" come il peggior album degli Opeth, ma è stato più per "cafoneria" del sottoscritto che per la reale proposta: dopo alcuni ascolti più attenti e ricercati ho realmente riscoperto la freschezza e l'immensa bellezza di questo Cd, convincendomi che se un domani dovesse uscire un ibrido tra "Still Life" e "Morningrise", gli Opeth potrebbero senza dubbi affermare di aver prodotto un capolavoro ineguagliabile, una perla di perfezione. Matteo Bovio
Tracklist 01. The Moor 02. Godhead's Lament 03. Benighted 04. Moonlapse Vertigo 05. Face of Melinda 06. Serenity Painted Death 07. White Cluster
Riascoltare questo disco a distanza di tanto tempo ti aiuta a riscoprirlo in tutta la sua pienezza. Un album che avevo troppo sottovalutato, finalmente ne colgo l' intera essenza. A metà strada tra Morningrise e Blackwater Park come sonorità, secondo me.
Bellissima la copertina anche per me, come è già stato detto da qualcuno.
Oggi 18/7/09 è il secondo giorno che ascolto, nella mia vita gli Opeth, questa volta con la canzone: "Godhead's Lament".
E' stupenda, mi vien da piangere: meravigliosa! Passaggi rabbiosi susseguiti da intercci di chitarra, in un crescendo corale di potenza e sprono dell'animo. Brividi!
Perchè non mi son accorto prima della loro esistenza? Ora c'è una sola cosa da fare: recuperare il debito.
Molto bello, The Moor la migliore dell' album, Benighted e Face Of Melinda carine...però non sò, le trovo troppo simili....Le altre rimanenti sono tutte rigorosamente in Opeth style, alcune con "stacchi" veramente originali...
Consigliato.
All'epoca mi emozionò tantissimo. Col senno di poi rimane comunque un disco piacevole nel complesso. Sezione ritmica notevole per essere una band "death".
Anche a me suonano noiosi,sarà che io sono abituato a sentire death piuttosto veloce e incavolato nero,mentre loro sono moooolto più tranquilli e prog...soprattutto qui...cercherò comunque di capirlo e mi sforzerò di ascoltarlo di nuovo,ma non penso che riuscirà a scucirmi più di quello che do ora.
E comunque l'odio dov'é? Sicuramente non negli opeth.Posso capire che sono belli,malinconici,e via dicendo,però bisogna ammetterlo,la loro musica è relativamente blanda.Non bastano due growl ogni tanto e un giro un pò più distorto per fare l'odio;e allora black cos'e in confronto?
Gli opeth mi risultano noiosi,i riff si trascinano avanti per troppo tempo,ma questi still life è diverso,ha poco a che fare con la classica discografia opethiana (ripeti un riff venti volte e poi altre venti se nn ne hai abbastanza)...The Moor è semplicemente indescrivibile e finalmente sui riff (mai ripetuti ossessivamente) s'inserisce il growl del grande Mike...a differenza degli altri album,dove invece uno si deve sorbire un riff cento volte prima di trovare la parte cantanta su quello stesso riff...Face of Melinda è semplicemente sublime,le altre song sono ottime,tutte varie e moooolto progressive.Non amo particolarmente gli opeth,ma questi still life,che,a quanto mi pare di capire,è l'album più sottovalutato dai fan,è bello
MI procurerò anche questo,ma già so di andare incontro al solito discone madornale...Gli opeth mi stanno rompendo le palle cmq,non sbagliano un colpo e questo me li fa sentire molto distanti dalla mia insulsa "umanità"...Fanculo agli opeth
Questo è probabilmente il disco più bello che abbia mai ascoltato!!! E' perfetto, ma è talmente tanto emotivo che mi sono imposto di non ascoltarlo in certi momenti della giorno, altrimenti, con la sua malinconia, mi rovinerebbe le giornate!! Paradossale, ma nessuna musica era mai riuscita a plagiare la mia mente in tal modo!!! E' dolce e violento nello stesso momento, ti fa sentire innamorato e subito dopo pieno d'odio...
Il capolavoro della band. Unisce il discorso folk intrapreso in Orchid e sviluppato in Morningrise unendolo a quello più personale, profondamente radicato nel prog-rock settantiano, in una maniera sublime.
Una storia del tutto particolare, romantica, rabbiosa, decadente, insomma IL disco degli Opeth. Essenziale per chi voglia davvero capire dove può arrivare la sperimentazione in ambito metal.
Essenziale.
album assurdo, secondo solo a morningrise, probabilmente alla pari con blackwater park!!
ma raghi NESSUNO HA NOMINATO IL SEMI-CONCEPT presente in questo album, che secondo me gli dona un fascino ancora maggiore!!
Lui, bandito dal suo paese per fasulli dogmi (Outcast with dogmas forged below) che gli si contrapponevano decide di tornare per ritrvare la sua amata (Melinda is the reason why I've come) che poi scoprirà aver promesso la sua mano ad un altro uomo nonostante ancora lo ami (My promise is made but my heart is thine).
Fino a qui sono che sicuro
Inizia poi la parte che non capisco benissimo (le ultime 2 canzoni, sopratutto White cluster)
Gli abitanti del villaggio scoprono il suo ritorno e gli tendono un'imboscata in cui lo uccidono. Al funerale il villaggio è uno sciame bianco (White cluster) (qui sono davvero poco sicuro) lu viene sottratto alla morte per infestare i sogni (incubi) dei suoi carnefici (I forge myself into your dreams / And here I am your life)!
p.s. copiato da un altro forum! cmq i testi sono bellissimi!
Il massimo...insieme a Blackwater Park. Qua dentro c'è di tutto: perfezione, melodia, potenza. Sono gli Opeth! E questi Opeth hanno raggiunto la maturità...
No,no,questo proprio no.
La prima non è malaccio,così pure la terza,ma per il resto non sono riuscito ad ascoltare più di un paio di minuti di ogni canzone,causa l'eccessiva lentezza e carenza di ogni cosa che cerco nel metal.
Face of Melinda sarà pure storica e delicata,ma a me fa dormire,nient'altro.
Di questo disco non mi è rimasto nulla in mente,neanche i titoli dei brani,infatti mi sembrano scadenti pure quelli.
Pessimo.
Normalmente ascolto prog, power, hm, hard rock, ma non posso che unirmi alle lodi per una band che ogni appassionato di musica come forma d'arte dovrebbe provare ad ascoltare: la raffinatezza presente in questo Still life è davvero sorprendente.
Considero gli Opeth grandissimi musicisti e ogni volta che ascolto un loro album non posso fare a meno di constatare la loro genialita'...Still Life secondo me e'addirittura migliore di Blackwater Parck e come scrive il caro Matteo un incrocio tra Morningrise e l'album in questione sarebbe la perfezione ma diciamo che ci accontentiamo ....brani come The Moon,Face Of Melinda(la migliore dell'album azzarderei)e la conclusiva White Cluster sono i brani che spiccano insieme ai fantastici intrecci di chitarra acustica (in questo album davvero grandiosa)-elettrica e al grandioso e impareggiabile growl di Akerfeldt.Un gruppo fuori da qualsiasi catalogazione e irraggiungibile da chiunque tenti di imitarlo!
per me questo è il primo grande capolavoro degli opeth(mi riservo sul terzo che è l'unico che nn ho mai sentito) i primi 2 sono imho ancora troppo acerbi e impersonali per poter essere definiti capolavori di opeth-sound.
Il riff di face of melinda è da antologia
Stupendo senza ombra di dubbio ma...Strano che nessuno abbia notato una cosa...
Benighted somiglia terribilmente all'intro di anthems degli emperor Alsvart...Probabilmente un caso ma chissà:). Cmq The moor è di un altro pianeta Come face of melinda... Questo disco è un classico per me.
Inumano la prima kosa ke penso riguardo agli Opeth e a questo Still Life.The Moor è tra le più belle canzoni di tutti i tempi anche moonlapse vertigo, benighted, e face of melinda!Non esiste nessun gruppo dotato della stessa genialità e profondità degli Opeth!sono immensi...
p.s.:mi sempbra strano ke tra di voi nessuno ha nominato una graqndissima canzone di questo album Godhead's Lament!
dico solo che the moor è tra le venti canzoni di sempre. irripetibile una roba del genere. disumana, disumana, feroce, abissale, ma anche dolce, inquietante, spietata. quella canzone è tutto.
Splendido. Nient'altro da aggiungere. Pensate, ragazzi, che io sono un'amante del power metal più happy, quello cioè dei Sonata Arctica o dei Rhapsody per intenderci. E se quindi perfino io affermo che Still Life è un capolavoro a tutti gli effetti...
Devo ancora capire se Akerfeldt esiste veramente o è solo un'illusione. Stento a credere che un semplice essere umano riesca a comporre certe cose. Più ascolto gli Opeth più mi accorgo della divinità di Mikael.
The Moor è una delle più belle canzoni del gruppo.
io non credo che gli opeth provengano dal mio stesso pianeta...ci sono veramente poche band che sfornano un must-buy ad ogni album; anche still life, come tutti i loro album, é stupendo.
Come dicono a Roma "le chiacchere stanno a zero" gli Opeth sono l'essenza della musica e con questo disco lo confermano sempre di piu. Un altro gruppo della loro grandezza non c'è e mai ci sarà!!!!!!!!!!!!!
grandissima recensione .. ma credo che il voto sia un pò basso ... questo a mio parere è il capolavoro .. qui ci sono gli opeth nella loro completezza.. nella genialità ... tutta racchiusa in questo gioello di malinconia e rabbia ... da comprare!
un gruppo di classe gli opeth, capaci di scrivere melodie eleganti e sublimi! questo è il loro album più prog e solare, lo testimonia la stupenda canzone stile seventies completamente in cantato pulito "face of melinda" con una stupenda parte finale. Bellissimi i tecnicismi di "serenity painted death" o l'iniziale arpeggio di "the moor". L'album è di altissimo livello, da avere come ogni album degli opeth.
Gli Opeth continuano a migliorare di volta in volta. Credo che questo gruppo merita degli applausi nell'uso del growl. Si deve usare al momento giusto nella canzone giusta (The Moor), e non si usa obbligatoriamente in ogni canzone (Benighted) o per tutta la canzone. Secondo me a questo cd manca una cover e una strumentale e gli avrei dato 100.
Cazzo che grandi! The moor fa paura, un insegiimento nella bruma, e appena ti senti salvo, credi di essere sfuggito alla creatura che ti inseguiva, il growl di Akerfeldt ti attacca all'improvviso e non ti molla fino alla fine...Grandiosa!!!
Questo disco è eccezionale, dopo alcuni askolti ti prende x nn lasciarti più, contiene riff strepitosi e meravigliosi passaggi da growl a clean vocals veramente da pelle d'oca.Grandi opeth!!
aumento il voto..ammetto ke ci son voluti numerosi ascolti per assimilare questo still life..dopo di che nn posso far altro che ammettere che anche quest'album mi ha incantato come tutti gli altri..straordinario..oscuro e raffinato "Serenity painted death" é la migliore..ma pure "The moor" e "Face of melinda" non scherzano..niente da fare ogni volta resto sbalordito dalla bravura di questo fantastico gruppo..ma come fanno?!
decisamente un bel disco..però mi ha colpito meno rispetto agli altri degli opeth..manca di un qualcosa ke lo renda sublime come blackwater park..ciò nn toglie ke sia comunque un altro grande capitolo nella storia degli opeth..
come dire......
al di là dei gusti personali, questo è uno dei 10 album metal di sempre..... unico nel suo genere! E poi loro dal vivo sono grossi! (forse un po' freddini - il freddo della Svezia dà alla testa!)
Come ben sapete nn esprimo giudizio a nessun album di questa band.....Questa volta siamo davanti ad un album un po' piu' diverso e sicuramente piu' sperimentale,giuste a mio avviso le parole di TruzzKiller riguardo alla sua particolare bellezza.Melodie acustiche che mi fanno ricordare i paesaggi fantastici che mi venivano in mente ascoltando ORCHID.Purezza e Delicatezza,album pieno di colori.LE MIE PREFERITE:THE MOOR-BENIGHTED-MOONLAPSE VERTIGO-FACE OF MELINDA-SERENITY PAINTED DEATH,le altre canzoni?STUPENDE
Sicuramente hanno gran classe ed il tocco geniale questi svedesi...solo che mi riesce difficile rrivare fino in ultimo in ogni canzone, sono troppo lunghe!!!
le avessero accorciate un po' le avrei apprezzate di ...cmq davvero bella l'iniziale "The moor", mi ha colpito dalla prima volta che l'ho ascoltata.
Bellissimo, in alcuni punti forse raggiunge momenti più intensi del più blasonato Blackwater Park.Per me uno dei dischi più geniali e passionali che abbia mai sentito.
All'inizio non mi piaceva molto. Ora, dopo ripetuti ascolti, lo adoro.
Grandissimo!
Pur non raggiungendo le vette della band (in particolare l'ultimo Blackwater Park) resta un lavoro incredibile, sfornato da musicisti ispiratissimi e geniali e che è degno di essere esposto orgogliosamente nella propria bacheca.
Chi non conosce gli Opeth, vive la vita solo a metà!
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