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FinlandiaTuonela
Amorphis
1999, Nuclear Blast
Gothic
Pubblicata in data: 08/10/2001
 
Uno degli album più emblematici del gruppo metal finlandese più famoso finalmente online! La più grande testimonianza, forse, che si può passare dal black più estremo al metal più decadente senza perdere di tono. Questo è Tuonela, dei grandi Amorphis.

Tra le fredde lande finlandesi, nel gennaio del 1999 prende forma Tuonela, ottava release di uno forse dei gruppi più multiformi del panorama musicale scandinavo, un gruppo passato gradualmente dal black più estremo a quello che può definirsi viking metal, prima di scivolare verso un metal sottile e decadente, per poi cambiare ancora una volta forma nel metal elettronico di Am Universum, vero album ufficiale dopo questo stesso Tuonela.

Il disco di per se non offre molto, almeno dal punto di vista prettamente compositivo. Del resto chi conosce gli amorphis sa che la loro capacità di rendere un album interessante risiede nella ripetizione ossessiva di riff, una peculiarità assorbita dal metal generale e immediatamente riproposta con la fermezza della loro grande esperienza e il fascino di un metal tutto nordico, tutto loro.

E questo Tuonela, diciamolo subito, è un album che non tradisce l’altissima qualità alla quale ci ha sempre abituato il leader Pasi Koskinen. Tuonela è un album molto “amorphis” negli stilemi, ma al contempo prende grandi distanze dal precedente Elegy e dal seguente Am Universum. È un album che può facilmente fare breccia anche nel cuore dei più estremisti black metallers, per il semplice fatto che nelle tristi sonorità di queste canzoni risiede anche il passato di un gruppo che tanto ha dato al black metal, e tanto ha ricevuto. E il tema principale di Tuonela, infatti, è il lento volgere della vita verso la morte. Fin dalla affascinante copertina, che vede un semplice ramo di un arbusto immerso nei sabbiosi colori autunnali, si intravede la finissima decadenza che tanto dona a un simile album.

Le dieci canzoni mantengono tutte sonorità simili, pur accompagnando l’ascoltatore lungo un iter che mostra, con semplici parole, quanta bellezza e fascino ci può essere in tutto ciò che si volge a morire, con un occhio di riguardo per la natura, grande fulcro di tutte le loro creazioni. Possiamo guardare l’album come un cerchio che si chiude, come una vita che nasce, si evolve e piano piano muore… come in un conto alla rovescia, come in un perfetto nodo gordiano: si contano le canzoni dalla prima alla decima, come in un orologio… e il tono, grazie alle canzoni molto legate tra di loro, inizia ad avere accenni di pietà verso il centro, per scivolare verso l’angoscia e la morte finale. Le canzoni vengono riconosciute con la semplicità dialogica di un bambino. The Way, la prima, Morning Star, Nightfall, Tuonela, Greed, Divinity, Shining, Withered, Rusty Moon e Summer’s End. Tutte arricchite da strumenti poveri quali il flauto o una lieve percussione lignea, strumenti che non impoveriscono le potenti chitarre e la voce limpida e leggermente roca del cantante.

Poche parole, alle quali si contrappongono evoluzioni testuali di tutto rispetto, tra le quali spiccano la tristissima Tuonela (che qualche recensore “autoritario” ha osato accostare a qualche canzone strappalacrime tipiche dei gruppetti pop che infestano le televisioni pubbliche, niente di più falso) e la angosciante, decadente nonché quella forse emotivamente più carica, Summer’s End. La fine dell’estate, la fine di tutto. La canzone che forse più di tutte contiene l’emblema dell’album stesso. La strofa “you will see what could be evergreen / turn to copper, and fade to grey – vedrai che tutto ciò che sembra sempre verde / prima o poi si trasforma in rame, e sfuma in grigio.

Il ritmo martellante, sicuro, è inevitabilmente votato a decadere in una eco lontana che certamente funge da degna chiusura a un CD che si presta ad essere ascoltato in solitudine… di fronte alla natura che si spegne al tramontare del sole.

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Daniele Balestrieri  Guarda il profilo di Daniele BalestrieriSpedisci una mail a Daniele BalestrieriGuarda tutte le recensioni di Daniele Balestrieri (Letta 6174 volte)
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Inviato da nik76
Il mio giudizio: 90

Immortale...


Inviato da Mustis
Il mio giudizio: 90

Ottima prova.

E' perfettamente ciò che ho bisogno di ascoltare in particolari momenti.


Inviato da Strangel
Il mio giudizio: 95

Questo è uno dei dischi più commoventi ed emozionanti che abbia mai ascoltato.


Inviato da kenshirou
Il mio giudizio: 75

Album più che buono...The Way, la migliore track del cd.


Inviato da Morningrise
Il mio giudizio: 85

la premessa a Am universum con un piccolo legame al passato, l'ultimo growl degli amorphis. un bellissimo disco che però dopo l'inarrivabile Am Universum è diventato un buon disco


Inviato da eskil
Il mio giudizio: 90

Bellissimoe innovativo,superato però poi da Am universum..


Inviato da weareblind
Il mio giudizio: 60

Molto sopravvalutato, spinto dalla fama dei predecessori.


Inviato da Drachen
Il mio giudizio: 72

mi diverte meno di Elegy, ma devo dire che dopo qualche ascolto ho trovato spunti interessanti. l'ho in parte rivalutato.


Inviato da mazzanera
Il mio giudizio: 60

mi sembra un disco enormemente sopravvalutato


Inviato da entropy
Il mio giudizio: 65

Mi fa la stssa sensazione dei sentenced, carino ma niente più


Inviato da Xtatrank
Il mio giudizio: 92

mi rendo conto di aver dato un voto troppo basso.


Inviato da Nocturnal_Cult
Il mio giudizio: 88

Un ottimo album, a tratti sognante...morning star è la mia preferita

l'unica cosa è che tutto mi sembra tranne ke black...(non ke sia un demerito)


Inviato da Xtatrank
Il mio giudizio: 82

Ottimo cd, fresco e piacevole quanto basta ma anche molto intenso. The Way un classico.


Inviato da ZteveHarriz
Il mio giudizio: 80

Un gran bell'album, però secondo me 90 è un pò troppo come voto. Cmq ascoltate The Way, non ve ne pentirete!


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