2003, Autoprodotto
Death
Pubblicata in data: 17/02/2004
CLG: una realtą di Roma della quale ho sentito parlare per la prima volta proprio con questo demo, registrato nel maggio dello scorso anno. Una presentazione convincente, che non parte nel migliore dei modi ma che col proseguimento dell'ascolto guadagna man mano sempre pił punti.
Per essere quanto pił chiari possibili, parto subito da quel che ho trovato pessimo all'interno del lavoro: l'Intro e la conclusiva "Coma" As You Are. La prima un pessimo modo per accogliere chi si appresta all'ascolto, troppo lunga e a tratti quasi odiosa per la sua inutilitą; la seconda, per chi non l'avesse capito una cover dei Nirvana, vuota e piatta parodia dell'originale. Ammettiamo pure fosse questo l'intento di partenza, la traccia continua a non dirmi nulla di particolare...
Ma all'interno del medesimo demo troviamo "Legion Of Grinders", la title-track, che ci dimostra come il quintetto abbia ottima qualitą da mettere in gioco; un bel riffing, non solo accattivante ma anche ben articolato, che segue la sezione ritmica coi suoi diversi cambi di tempo. Molto bella anche "Corporal Necropunishment", nella quale il gruppo inizialmente abbandona i tempi pił veloci per giocare su partiture pił cadenzate. Un pezzo che dą una bella strizzatina d'occhio alla scena d'oltreoceano nella sua accezione pił classica. Purtroppo le due canzoni citate sono intervallate da una "Mechanicracy" non proprio brillante, con degli inserti in pulito completamente da dimenticare...
Altra svolta con "Downhill Massacre", dove č ancora il lavoro di chitarra a creare il giusto effetto, sempre e comunque sorrette dalla buona integrazione di tutti gli altri strumenti. Il che dimostra come i pezzi non siano frutto del caso, ma di un buon processo di songwriting, messo in luce al meglio man mano che arriviamo verso la fine del lavoro; ad esempio in "Legacy Of The Forgotten Ones", dove il lato brutale viene accostato con continuitą a delle armonizzazioni ben lavorate.
La registrazione non č delle migliori, ma questo conta relativamente. Forse pił importante, visto il genere proposto, qualche sbavatura qua e lą nell'esecuzione. Difficile poi chiudere gli occhi su qualche pesante caduta qualitativa, di cui ho gią parlato in gran parte sopra. Tutti elementi che all'inizio mi avevano fatto propendere per un voto pił basso. Ma i brani contenuti in questo Legion Of Grinder sono in gran parte veramente belli, canzoni che aspettano solo una cura pił professionale per diventare competitive su una scala non strettamente underground. Underground che i CLG supportano, e del quale dimostrano di essere degli esponenti al di sopra della media. Matteo Bovio
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