2002, Music For Nations
Death
Pubblicata in data: 09/10/2002
Con questa recensione penso di presentarvi una delle prime sorprendenti uscite del nuovo millennio. Sbaglio? Il gruppo di cui sto parlando fa musica da più di dieci anni attorno alla figura immensa di Mikael Akerfeldt, e nonostante i cambi di formazione non perde l'attimo fuggente per sfornare un nuovo capolavoro dopo l'altro. Citarne uno fra tutti sarebbe impossibile, trascrivere l'intera discografia insensato, descrivere questa musica tentando un discorso generale un grande errore. Per questa serie di motivi, mi accingo alla recensione dell'edizione limitata di Blackwater Park: dischi alla mano, verranno tirate le somme relative ai primi 5 dischi ufficiali, considerando l'evoluzione del gruppo dalle prime sonorità fino alla pubblicazione di questa edizione speciale contenente due brani inediti e un video.
Non ancora un classico. Presto un classico.
CD1
Sfumando verso l'alto, le chitarre iniziano due percorsi disperati intrecciandosi e sovrapponendosi dopo pochi secondi sulla doppiacassa di Martin Lopez, la voce di Mikael chiarisce le regole del gioco con il consueto growl caldo e poderoso, ed il signor Mendez si conferma bassista del gruppo contrastando il suono acido delle chitarre con un basso veloce, tutt'altro che semplice accompagnatore. La musica si ferma, le corde si schiariscono la voce e le distorsioni ci abbandonano per qualche secondo, lasciando spazio ai primi cantati puliti del disco con The Leaper Affinity. Una tempesta mostruosa di riff in cui è un piacere affogare. Con un pianoforte che fa perdere definitivamente la testa, si conclude il primo brano: ricordo la prima volta che ho avuto l'onore di ascoltarlo: stanco, sfiancato, eccitato, spaventato da tanta buona musica tutta insieme.
Adesso facciamo un piccolo esperimento chiarificatore. Prendiamo tutte le seconde tracce dei 5 dischi ufficiali incisi in studio dal gruppo svedese ed inseriamole in ordine cronologico all'interno di un unico 650 MB. Scelgo proprio la seconda traccia perchè considerando l'intera discografia, tutti i brani seduti al secondo banco possono ritenersi fra i più rappresentativi di ogni release (sottolineo: fra i più). Lasciamo cuocere per la bellezza di 48 minuti e 36 secondi.
1. Under The Weeping Moon (Orchid) 2. The Night and The Silent Water (Morningrise) 3. April Ethereal (MAYH) 4. Godhead's Lament (Still Life) 5. Bleak (Blacwater Park)
La cavalcata stilistica di questo gruppo è fuori dal normale. Le due colonne portanti dell'evento con la O maiuscola, Peter Lindgren e Mikael Akerfeldt, attraversano gli anni novanta superando le avversità che ogni gruppo deve affrontare per uscire allo scoperto e le burrasche proprie della band, senza mai mollare la presa, ma migliorando da qualsiasi punto di vista con il passare del tempo. Nel 1997 il grande bassista Johan DeFarfalla e il batterista Anders Nordin non compaiono nella formazione che registra MAYH, è il periodo forse più difficile: Mikael è costretto a registrare anche le parti di basso (cosa non è in grado di fare?) mentre Lopez prende posto alla batteria. Il risultato è quello del disco più discusso, ma magnifico ormai per tradizione. Quando Martin Mendez entra definitivamente a far parte degli Opeth non rimane che ascoltare quella perla che è Still Life, coscienti della forza che questo combo è riuscito ad assumere e riassumere in Mikael e Peter. Esce Blackwater Park ed il gioco è fatto. Delizioso connubio di tutto quello che è stato il sapore delle precedenti release, l'ultima uscita conserva il grezzume di Orchid, la freschezza diabolica di Still Life, le atmosfere gelide di Morningrise, la potenza e la rapidità dei riff taglienti di MAYH. Prendiamo Bleak appunto: il suono è spumeggiante ed incisivo, il riffing graffiante, la batteria offre un'ottima scenografia e nel complesso il brano testimonia un ben determinato sviluppo artistico, grazie anche a novità come lenti assoli di chitarra elettrica sotto chitarra classica e voce pulita. Eccellente.
The Drapery Falls si distingue per le chitarre più struggenti e le distorsioni prolungate, all'interno di una trama dove il basso non esita a farsi sentire insistentemente percorrendo strade tutt'altro che parallele. La struttura di questo lungo brano è abbastanza inconsueta: se nei primi minuti troviamo il cantato pulito e ritmiche non molto veloci, superando i cinque minuti, gli Opeth inseriscono una lunga strofa in growl che lentamente prende velocità fino a fermarsi di colpo con le chitarre classiche ed il pulito armonizzato di Mikael. Altro pezzo che non posso ignorare prima della conclusiva titletrack, The Funeral Portrait. Spietato, angosciante. Il riff iniziale perseguita la durata totale di questa sesta traccia, al centro è imbarazzante il feeling che le due chitarre dimostrano di aver raggiunto, mentre un lungo assolo ci accompagna per mano verso la fine.
Esausto giungo a Blackwater Park. La traccia forse più innovativa dell'intero album, resta comunque strettamente legata alle sette che precedono per qualsiasi punto di vista, dai suoni utilizzati all'atmosfera che riesce ad evocare. Dopo un'introduzione carica di energia, per quasi tre minuti si abbandona alla solitudine di una chitarra elettrica che compie qualche giro confuso attorno alle sue corde. Il testo si riferisce non proprio affettuosamente al mondo che ci circonda e vede come protagonista la figura di un artista che ha la possibilità di descriverlo in tutti i suoi aspetti più insopportabili: ritiene di essere vittima di un'era di morte ma non si sente parte di tutto ciò che lo circonda, e non ha paura di denunciare una realtà corrosa dalla malattia dell'uomo perchè si tratta della realtà e dell'uomo con cui si è spesso costretti a vivere. Ma non è finita. Il brano prende nuovamente quota con una tirata estenuante fino alla fine, fino al termine che secondo il sottoscritto diventerà storico:
Sick liaisons raised this monumental mark The sun sets forever over Blackwater park...
CD2
Il secondo disco contiene due brani inediti stupendi. Niente growl, nessuna distorsione massacrante. Quasi dieci minuti di estasi rilassante cui nessuno può rinunciare: col cervello incastrato nello stereo, mi concentro sulla presentazione di due nuovi sogni, al termine dei quali non mi sembra di ricordare nient'altro oltre che una voce celestiale (la stessa di To Bid You Farewell) ed il consueto arpeggio di chitarra che cambia vita e prende nuova forma con lo scorrere dei secondi. Still Day Beneath The Sun lascia senza fiato e grazie al titolo abbastanza lungo permette di partecipare all'esecuzione vocale del tristissimo ritornello sin dal primo ascolto, in un momento (vi assicuro) veramente emozionante. La stessa tranquillità, lo stesso gelo incalzante si può incontrare nel primo come nel secondo pezzo, con la differenza che la seconda traccia si rivela una ripresa del primo disco, questa volta nutrita del cantato pulito di Mikael: Patterns In The Ivy II riflette il freddo pungente che l'intero album trasmette sfruttando sempre il suono classico della chitarra e aggiungendo tenebrose note di chitarra elettrica che si muovono dietro le quinte ad arricchire l'atmosfera.
Per concludere, non resta che dare una curiosa sbirciatina al video. Gli Opeth ci danno la possibilità di assistere al retroscena delle registrazioni di questo indimenticabile album, proponendo anche scene di vita quotidiana accompagnate da una colonna sonora d'eccezione, idea certo non originale ma comunque da apprezzare: con quest'ultima release, la città della luna (questo il significato del termine Opeth, tratto da un libro di Wilbur Smith) esce finalmente allo scoperto sigillando il successo accumulato durante tutti questi anni in Europa e non solo, permettendo a quattro musicisti di livello, il lusso di una Limited Edition dopo il tripudio della critica. Sono felice, felice da morire per Mikael, capostipite del gruppo svedese nonchè autore di tutti i testi e di tutta la musica insieme al gruppo (e senza): nonostante i cattivi presagi degli inizi ed i continui cambi di line-up, un genio della sua portata è riuscito a crederci fino in fondo dimostrando che il successo dipende solo dal modo in cui guardiamo la musica negli occhi mentre pian piano sembra scivolare via dalle nostre mani. Nel video vedrete sorridere questo uomo come mai si è visto prima. E voi, siete disposti a mollare la presa? Le orecchie insensibili sanno a chi mi riferisco... questa non è solo arte, ma un modello e la legge che da esso si deduce.
Andrea'Onirica'Perdichizzi
TrackList:
CD1 1. The Leper Affinity 2. Bleak 3. Harvest 4. The Drapery Falls 5. Dirge For November 6. The Funeral Portrait 7. Patterns In The Ivy 8. Blackwater Park
CD2 1. Still Day Beneath The Sun 2. Patterns In The Ivy II 3. Harvest (video)
Quanto ho pagato questa occasione speciale? NO COMMENT
Questo disco è veramente stupendo, sia nelle sue aperture melodico-romantiche che nelle sue parti death metal. Forse è il disco degli Opeth che preferisco. Da avere!!!
Sono molto sopravvalutati!e poi tranne che in damnation,io non vedo tutta sta romanticità! Per trovare quest'ultima rivolgersi agli Anekdoten,l'ultimo Time of Day è stratosferico!Loro sono il gruppo romantico per eccellenza....
CAPOLAVORO!!
QUESTO DISCO NON VUOLE PIU USCIRE DAL MIO STEREO...
IL MIO I-POD NON NE PUO PIU DI QUESTO ALBUM MA IO NON SMETTO DI FARMI TRASPORTARE OGNI GIONO DI PIU DA QUESTA FANTASTICA BAND.. E POI DIETRO QUESTA PIETRA MILIARE C'è LO ZAMPINO DEL DIVIN WILSON!
QUESTI RAGAZZI SVEDESI, ORMAI VETERANI, CONTINUANO A SFORNARE MAGIE E QUESTO è SICURAMENTE LA LORO PUNTA DI DIAMANTE INSIEME AL SUPERBO STILL LIFE!
SE NON LI CONOSCETE INIZIATE CON BLACKWATER PARK NEL GIRO DI QUALCHE SETTIMANA COMPRERETE TUTTI I LORO ALBUM!
Secondo me il fatto è semplicemente che gli opeth sono troppo sopravvalutati.I passaggi acustici sono grandiosi,ma le parti metal suonano sempre uguali,e a volte non è che siano tutto questo granché...
Raga,nulla da fare,alla fine,cosi come deliverance,anche questo risulta una noia mortale...Passaggi ripetuti troppe volte di fila,i quali guastano il piacere dell'ascolto e rendono prevedibile la musica,nel senso che quando un riff inizia (i riff degli opeth durano 15 secondi l'uno!) già si sa che sarà ripetuto tra le quattro e le otto volte...Può anche essere bello da ascoltare due o anche tre volte,ma provate ad ascoltare tutto l'album una volta ogni due giorni,basteranno per convincervi a non metterlo più nello stereo,tanto vi avrà annoiato...La canzone 5,se nn sbaglio,ha un attacco molto bello,ad esempio,peccato che il riff,come avevo preventivato,venga ripetuto 4 volte...se vi sembrano poche,dovete pensare che uno di quei riff dura venticinque secondi,quindi fate il conto di quanto ci stanno gli opeth prima di venire al sodo (un minuto e mezzo pieno)...Le cose però non migliorano,perchè dopo questo riff,ce ne sn altri,sempre molto belli,per carità,ma che hanno però il vizio dell "allungare il sugo senza motivo"...Risultato? Una noia mortale...
Lho ascoltato poco e male,ma non mi dice granchè...Cmq do 90 perchè la sola Bleak vale l'acquisto...Alla fin fine,ragazzi,anche se gli opeth facessero un album che per metà è bello e per metà è orribile,lo si compra lo stesso...perchè se metà è bello vuol dire che avete trenta e più minuti di musica sopraffina da spararvi nelle orecchie...Almeno così la penso io
Lho ascoltato poco e male,ma non mi dice granchè...Cmq do 90 perchè la sola Bleak vale l'acquisto...Alla fin fine,ragazzi,anche se gli opeth facessero un album che per metà è bello e per metà è orribile,lo si compra lo stesso...perchè se metà è bello vuol dire che avete trenta e più minuti di musica sopraffina da spararvi nelle orecchie...Almeno così la penso io
Ok,ennesimo grande album degli opeth...ma rimane sempre il "difetto" delle parti tirate un pò troppo per le lunghe a impedirgli di arrivare alla perfezione,cioè al 100...
I riff vengono ripetututi sempre 4 volte di fila,prima che subentri o il cantato o la variazione...Non che questo non accada in gran parte della musica,ma un riff degli opeth è lungo un kilometro,e basta ripeterlo 4 volte per raggiungere il minuto pieno...nel loro caso penso che potrebbero risolvere il problema trasformando i tempi pari in dispari,allora sarebbe la perfezione
Certo,lo so che dopo BP sono stati pubblicati Deliverance e gli altri album che ho citato precedentemente,ma ho detto che li trovo di maniera,non che siano dei brutti dischi,anzi..soprattutto Ghost Reveries,anche se lo trovo freddino(mi sembra l'Awake degli Opeth)
Devo dire di aver ascoltato il suddetto platter per molto tempo e di essere giunto alla conclusione che si tratta di un gran bel disco.La indubbia forte personalità del gruppo si è fatta più definita di album in album e questo disco si presenta come un lavoro molto compatto e coeso,dove l'alchimia testi-musiche ha raggiunto il più alto punto di contatto in maniera egregia.Ma la vera peculiarità di BP è la sua capacità di trasmettere sensazioni oscure attraverso quell'atmosfera paludosa,plumbea e minacciosa che l'artwork esprime alla perfezione.Da ricordare però il fondamentale apporto di quel geniale artista rock di Steven Wilson(chitarre,synth e piano)senza il quale la musica degli Opeth non avrebbe raggiunto quel quid di classe e malinconia che ha avuto a partire da quest'album.Con questo voglio dire che gli Opeth fino a Still Life sono stati certo più genuini e romanticamente oscuri,ma è solo con l'aiuto di Mr Wilson che hanno raggiunto la vera maturità nel loro sound,salvo poi perdersi in un certo manierismo di fondo con gli ultimi Deliverance,Damnation e soprattutto Ghost Reveries
Mi sono innamorato dei primi dischi degli Opeth dal retrogusto più o meno black, ma devo dire che questo è il loro miglior album, soprattutto dopo quella prova più marcatamente prog che era Still Life. Una menzione particolare al lavoro al basso di Mendez. Tanto si sa che Akerfeldt è il solito genio
Un disco di una bellezza piu'rara che unica...l'emozione che ne scaturisce ogni volta che l'ascolto e'immensa.Secondo me non e'il miglior lavoro dei nostrI ma nella track list figurano quattro brani davvero sopra la media:1-THE LEPER AFFINITY(il disco comincia alla grande con questo pezzo trascinante che sale di intensita'con il growl di Akerfeldt a farla da padrone)2-BLEACK(intensa...grandiosa)3-THE DAPRERY FALLS E BLACKWATER PARK(le migliori dell'album specialmente la title track secondo me uno dei migliori brani incisi dalla band in tutta la carriera)
Forse più Black che Death, comunque non basta questo monocromatico Blackwater per conoscere gli Opeth, sicuramente più vari in altre versioni... a parte questo cd stupendo, cattivo fino in fondo, e quando la dolcezza ispira odio.. allora siamo davvero davanti ad una meravigliosa poesia, gruppo d'un altro pianeta
Non amo il growl.Tuttavia quest'album contiene musica di alta fattura.Anchio lo definirei nella sua essenza progressive, in quanto ogni brano è un progredire continuo, attraverso parti molto differenti fra loro,verso il superamento totale del tradizionale formato canzone.Lungo, richiede un ascolto impegnativo.
Cmq di death metal a parte il growl non c'e' quasi niente.
Pochissimi riff,canzoni troppo lente.
Su un sito vengono catalogati come "extreme progressive metal".
Mi sembra corretto,ma io toglierei extreme perché di estremo non hanno nulla.
per me con deliverance,blackwater park risulta essere l'album meno bello della discografia opethiana..non che non mi piaccia e si vede dal voto,anzi lo trovo raffinato,bello,quel che si vuole..ma per me i due pezzi veramente da incorniciare son solo due,parlo di harvest e della successiva the drapery falls..due grandi pezzi..la opener anche molto bella,il tutto è controbilanciato da altre canzoni che son caratterizzati da alti e bassi e dall'irritante(parlo per me,ovvio) riff di the funeral portrait.
Album indubbiamente grandioso...Anche se credo che abbia qualcosa in meno di Morningrise, questo è sicuramente un altro immenso capolavoro della band svedese...Stupenda the leper affinity, the drapery falls e naturalmente la title track. GRANDI OPETH!
Mentre Morningrise è il capolavoro assoluto dei primi Opeth, questo rapresenta la maturità perfetta di un gruppo geniale. Blackwater Park è una delle perle del nuovo millennio che tutti dovrebbero avere. Imperdibile assolutamente.
un disco di alta qualità, cn ottime rifiniture e una cura maniacale di ogni minimo dettaglio. forse troppo ben confezionato, alla lunga perde un po' del suo fascino.
Molto ben fatto e molto ben suonato...il death progressive con melodie fantastiche e sognanti,e con una gran voce...un album davvero magnifico!!Arte...
Blackwater Park è fantastico !!!!
Le canzoni da tranquille e maliconiche passano a riff veloci e voce growl !!!
Le canzoni sn una più bella dell'altra !!!!
Ma anke se durassero 5 minuti sarebbero belle lo stesso !!!!
Ho ascoltato questo disco dopo aver letto i commenti a dir poco entusiasti di tutti e i voti altissimi.
E' sicuramente molto bello,le atmosfere sono malinconiche e affascinanti,perfettamente rese dalle suggestive chitarre,il tutto unito ad una tecnica sicuramente ottima ed un songwriting indubbiamente raffinato e ricercato.
Tuttavia a mio parere le canzoni sono eccessivamente lunghe,e in alcune dopo pochi minuti avverto un calo d'interesse,forse dovuto alla ripetizione ossessiva di certi passaggi.
A parte la prima canzone,le altre dopo molteplici ascolti mi risultano talvolta noiose.
Ciò non toglie che il disco sia ben fatto,però trovo certi commenti eccessivamente entusiasti.
Reputo 92 un voto piuttosto bassino per questo capolavoro, ma ognuno ha i suoi gusti. Quante volte avrò ascoltato sto disco consecutivamente?Non lo ricordo nemmeno! The Drapery Falls è semplicemente magnifica! Puro e sanissimo METAL!
Vogliamo poi parlare di The Leper Affinity, di Bleak o di Harvest? Sono semplicemente meravigliose! Il questo disco c'è il growl più bello che io abbia mai sentito. Il disco non è mai monotono, mai ripetitivo; sempre azzeccato e molto ispirato. Le atmosfere create dalle chitarre acustiche sembra (anzi sono) create ad arte: ti emozionano in maniera profonda. Megari tutte le band fossero come loro!!!!!!!!!!!!!!!
Capolavoro
Un disco che lascia senza parole...semplicemante da avere!
Mi fa molto piacere vedere come,scorrendo la lunga lista dei commenti, nessuno abbia dato a questo capolavoro meno di 90. Questo vuol dire che è un disco in grado di incantare chiunque.
Oddio questo gruppo miscela sapientemente le parti migliori di ogni genere metal. ma come fanno? musica divina, incroci di chitarre, voce death seguita da una splendida voce pulita. mamma mia non credevo si potesse arrivare a tanto. uno dei miei dischi preferiti insime a the sound of perseverance.
mi sono avvicinato da poco agli opeth poichè preferisco sonarità più epic rispetto al black, be sono rimasto incantato da questo gruppo geniale. Non si può rimanere insensibili davanti ad un album del genere. Malinconico all'ennesima potenza e mi piace anche il cantato in growl stranamente. Un filino sotto a mongrise. Spettacolo puro
Basito.
Rimango stupito di fronte all'assoluta originalità della musica proposta da questo gruppo.
Per carita', nulla di nuovo...ho come l'impressione di aver gia' sentito qualcosa di simile...ma viene proposto e miscelato in maniera unica.
Decisamente bravi...sono al 5° ascolto e mi sono gia' quasi innamorato di questo disco...
Preferenze:
Patterns in the ivy I e II
The Drapery Falls
Da ascoltare e riascoltare, non e' assolutamente tempo perso.
voto recensioni degli altri cd degli Opeth:90.
voto di Blackwater park:92. Concordo, ha qualcosa in più che gli altri hanno solo in parte: la tecnica sopraffina applicata a canzoni come "the leper affinity" e "bleak".
che atsmosfera, che canzoni, il lamento di akerfeldt in the drapey falls è una delle cose più emozionanti che abbia mai sentito! una certa atmosfera doom permea tutto l'album che probabilmente insieme a deliverance è il picco compositivo di questa band immensa, tra le migliori band del metal del terzo millennio
Ragazzi che album!!!!!!!!!!!!!!
Potenza intrecciata con emozioni.
Ecco una band che sta facendo la storia del metal;
bellissime the leper affinity, il cavallo di battaglia bleak, harvest la malinconica The drapery falls e dirg for novembree black water park.
La migliore: the funeral portrait( ma quanto è bello l'attacco black dopo i primi rifff!!!!!!!!!!!!!!!)
PS= M.akerfeld ha una voce bellissima, profonda e avvolgente
Mi piange il cuore a catalogare un simile lavoro con un numero.
Blackwater Park riesce ad evocare atmosfere uniche, introspettive, soprattutto con pezzi del calibro di Bleak (mio pezzo preferito degli Opeth insieme a Black Rose Immortal) e The Drapery Falls gli Opeth dimostrano di saper come creare il feeling giusto tra musicista ed ascoltatore, riescono dove molti hanno fallito: usare la musica per comunicare qualcosa e non nascondersi dietro mostruosità tecniche fini a sè stesse.
Insieme a MAYH il mio preferito degli Opeth, non trovo niente fuori posto in questo cd, perfetto nel cantato (sia in growl che in pulito) e nelle sonorità che solo gli Opeth riescono e ricreare. Le canzoni mi piacciono tutte, in particolare Bleak, dal riff irresistibile e Patterns in th ivy II dolce e malinconica, due canzoni che dimostrano una vota di più la straordinaria capacità che hanno gli Opeth di passare con disarmante facilità e senza banalità ma con classe da sonorità piùù pesanti a sonorità più tranquille ed intimistiche.
No no..dopo numerosi ascolti..lo elevo alla perfezione..perkè questo album la rappresenta..insieme a "the silent enigma" degli anathema e "the cold white light" dei sentenced fa parte degli album ke segnano la mia vita..è strepitoso..l'oscurità in musica..ke meraviglia..
mah...strepitosi è dir poco..questa è musica..quando si ascoltano gli opeth si gode..un fantastico album questo blackwater park...la mia preferita è "Bleak"..davvero stupenda soprattutto il finale da brivido..ma anke la title track e "The funeral portrait" sono due capolavori..il resto?fenomenale...GENI!
Grande passo avanti per questa mitica Band al di fuori dal comune.Gli Opeth si confermano uno dei gruppi piu' GENIALI del panorama Metal;tornando all'album,posso dire che sicuramente i nostri carissimi idoli nn hanno sbagliato neanche questa volta.Album molto DECADENTE e suoni cupi;grande innovazione di questo capolavoro e' sicuramente l'innesto del suono prolungato in sottofondo delle chitarre di Lindgren nei pezzi piu' calmi.LE MIE PREFERITE:THE LEPER AFFINITY-BLEAK-HARVEST-THE DRAPERY FALLS-DIRGE FOR NOVEMBER-BLACKWATER PARK e le strepitose BONUS TRACK.
FANTASTICO!un cantante superlativo ke sa alternare una voce cattiva ad una dolce e melodica come quella di Harvest e spalleggiato da una band con le palle!
Siamo di fronte ad un capolavoro di tutto il metal in generale!
Oltre alla spaventosa tecnica io sottolineerei le atmosfere che questo disco crea.Non è facile conciliare il death con il prog e al tempo stesso far suscitare emozioni così forti all'ascoltatore.
Gli Opeth avevano già stupito in passato ma con questo lavoro si sono superati,non avrei mai creduto che potesero arrivare a tanto.
Gli album successivi a mio avviso non hanno raggiunto la bellezza e la maestosità di Blackwater Park ma gli Opeth sono riusciti a tenersi su livelli altissimi sfornando lavori unici che fra qualche anno saranno sicuramente dei classici.
Noto con piacere che sono in molti a pensarla come me: gli Opeth stanno scrivendo una pagina tutta loro nella storia del metal!
Definire gli opeth come una band death sarebbe sbagliato, visto che il death è niente meno che la versione del trash ancora più estrema, gli opeth di trash non hanno nè i riff nè la velocità. E' giusto definirli come una prog-gothic metal band, il batterista si ispira molto a Portnoy, e hanno un gran concetto di musica. BLEAK è semplicemente perfetta...
Molto bello...supera senz'altro gli album precendenti, sia in qualità che in originalità e atmosfere. Migliore anche dell'ultimo. Stupenda "The Leper Affinity" e "The Funeral Portrait"
Sicuramente il loro miglior album!
Magnifiche Bleak, Harvest e The Drapery Falls...
Concordo pienamente con la recensione (si vede anche dal mio nick)! :)
Ho scoperto gli opeth tramite questo album e devo dire che mi sono innamorato subito delle loro canzoni, a tratti lente a tratti massacranti, con voce che spazia tra varie forme e tonalità. Immancabile nella propira collezione personale!!
lUN disco che è un'opera d'arte!
Ma come si fa a passare dall'inferno del growl al paradiso del pulito come fà akerfeld??
Non mi vengono altri termini per questo disco, RELIGIOSO, e non nel senso bigotto del termine.
Assieme ai Tool ci sono riusciti anche loro; signori e signori, corpo e anima, gli Opeth.
Gli Opeth entrano a decisamente a far parte della stretta cerchia dei miei gruppi preferiti....se pensate al fatto che alcuni di questi gruppi sono Dream Theater, i primi Metallica, Slayer e Pink Floyd forse riesco a farvi capire cosa vi potreste aspettare da un disco di questi geni....nelle loro opere potete trovare tutto ed il contrario di tutto!! ENORMI!!!!!!
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