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Love.Might.Kill (Gianbattista Manenti)

Di Fabio Vellata - 22 Febbraio 2013 - 17:30
Love.Might.Kill (Gianbattista Manenti)

“…di questi tempi il logo della band, le T-shirts e un sito accattivante li possono fare tutti; poi però, ci vogliono verità, sostanza e soprattutto musica…”

(Gianbattista “Jan” Manenti)

 

 


 

I Love.Might.Kill giungono al secondo capitolo della loro carriera discografica sul finire del 2012 con “2 big 2 fail”; diversi progetti bollono in pentola e pian piano prendono forma per la band tedesca capitanata dal drummer Michael Ehre – impegnato anche nei Gamma Ray – e del nostro connazionale – nonché singer – Gianbattista “Jan” Manenti. E proprio con quest’ultimo abbiamo l’opportunità di intrattenerci per una piacevole chiacchierata.   

Intervista raccolta da Alex Casiddu

Ciao Gianbattista, un caloroso benvenuto a te e ai Love.Might.Kill sulle pagine di Truemetal.

Grazie mille! Ne sono onorato!

“2 big 2 fail” è uscito già da qualche mese, quali considerazioni ci potresti fare riguardo alle vendite e ai riscontri ricevuti da pubblico e critica?

Be’, rispetto alle vendite non posso ancora chiudere il tema delle considerazioni, di sicuro mi ha fatto un enorme piacere sapere che dal 20 Ottobre (“2 Big 2 Fail” è uscito il 19 Ottobre) eravamo già nella top3 degli album metal scaricati su Amazon in Germania e poi…insomma, ho trattenuto un triste sorriso quando ho visto, sempre il giorno dopo, che c’erano già i download pirata gratis…cosa ci vuoi fare? Da una parte è anche figo perché significa che stanno già cercando il tuo album!
A livello di riscontri con pubblico e critica invece mi ritengo soddisfatto e onorato al 120%: durante i live c’era sempre molta gente che sapeva già le canzoni, anche le nuove. Pubblico caldo e contento della “novità LMK”, bellissimo!
Anche la critica fino ad oggi ci ha ricoperto di pareri positivi e sono pieno di gratitudine soprattutto per le parole spese per me da molti reviewers. Queste sono le soddisfazioni che ripagano delle energie spese durante la produzione dell’album, sono carico e voglioso di non deludere i recensori dei prossimi album!

Il vostro cd di debutto “Brace for impact” aveva raccolto molti giudizi positivi e questo, in qualche modo, non vi ha messo un pò di “ansia da prestazione” al momento di ritrovarvi per comporre il nuovo materiale?

Mah, a dir la verità proprio no! E’ stata talmente bella ed emozionante l’esperienza con “Brace for impact” che avevamo semplicemente voglia di ripeterla il prima possibile, ovviamente superandoci. Poi si sa che il secondo album è quello difficile, ma una cosa che ha giocato assolutamente a nostro favore è il fatto che durante le date promozionali del primo album (tra Giugno e Dicembre 2011) ci siamo trovati talmente bene a livello personale che non aspettavamo altro che rimetterci all’opera tutti insieme appassionatamente; infatti ,la riprova, se andiamo a guardare i credits, è che in “2 Big 2 Fail”, oltre a Michael e me, anche gli altri compagni sono stati un punto di forza nella stesura dei brani.

 

I Love.Might.Kill sono una band valida che può dir la propria all’interno del panorama musicale internazionale, ma con la formazione di nuovi gruppi ogni settimana, la concorrenza si fa agguerrita. Cosa pensi si debba fare, non tanto a livello musicale, quanto promozionale, per rendere la propria proposta accattivante agli occhi del pubblico?

Penso che la promozione spesso sia uno specchietto per le allodole: parlando di musica credo che l’unica efficace e vera promozione sia la musica stessa. Puoi fare tutte le locandine che vuoi, un bel sito, pubblicare “post” su facebook, avere pubblicità su riviste e webzines, ma in un’era dominata da internet e dalla possibilita di comunicare velocemente, penso che il passaparola e le impressioni della gente siano il mezzo primario. Il succo è: puoi fare tutta la promozione che vuoi, ma se arrivo al concerto e assisto ad una disfatta musicale, non torno più!
Quindi è meglio preparare bene lo spettacolo, avere delle belle canzoni, dei suoni fatti bene, essere un gruppo vero e “regalare” groove a chi ti ascolta.
In questo modo la prima volta ci saranno 50 persone, poi 100, poi 1000…e chissà quante altre!
In poche parole, di questi tempi il logo della band, le T-shirts e un sito accattivante li possono fare tutti; poi però, ci vogliono verità, sostanza e soprattutto musica!
Fatti, non pugnette!

A proposito di promozione, ovviamente il miglior mezzo è fare concerti appena si può. Avete in cantiere delle apparizioni live?

Come immagino tu sappia, il nostro Michael è entrato a far parte dei Gamma Ray ed è impegnato nel loro tour mondiale sino a quest’estate.
La prima apparizione la faremo il 3 agosto in Svezia per un festival, il Vasby Rock Festival dove suoneremo in serata nel palco principale dividendo lo stage, tra gli altri, con band come Ten, UDO e H.E.A.T.
Per l’autunno e inverno prossimo invece ci saranno un paio di sorprese, probabilmente con live a seguito.

Parlando di tour, qual è stato l’episodio più curioso e quello più emozionante che hai vissuto?

Pensandoci bene un avvenimento veramente simpatico è stato quando eravamo a Brema in un club per il tour di “Brace for impact” e prima del concerto mi si avvicina una ragazza tedesca molto carina, alta, bionda e mi chiede (in inglese) da quale città italiana venissi; le rispondo Brescia e lei incredula, trattiene il respiro e con un sorrisone mi dice in perfetto accento bresciano “Brescia? Dai gnaro, osti!” Praticamente l’anno prima aveva vissuto qua per un po’ di mesi e aveva imparato più il dialetto che l’ italiano! Io rimasi di stucco, era più bresciana di me!
Con i Love.Might.Kill per fortuna ho vissuto ben più di un momento da ricordare, ma probabilmente una delle cose più emozionanti è stata la prima nota del primo concerto. C’è un’introduzione di circa tre minuti prima di “Tomorrow never comes” e ricordo che mi trovai nel buio del palco, come spesso capita con le intro, con la testa chinata e i capelli sciolti pensando: “Ok, ci sono, ho lavorato tanto, può essere un inizio…ci siamo…pronti, partenza…” e iniziai a cantare con una fantastica dose di adrenalina! Sentire la tua voce uscire da un impianto potente, con Michael alla batteria, il resto della band che spingeva come un treno e i riflettori su di me…be’…era come un sogno!

Tu sei italiano e conosci benissimo la realtà non facile del fare musica nel nostro paese. Secondo la tua esperienza personale che differenze ci sono e in cosa siamo lontani anni luce rispetto al resto del mondo?

Ti rispondo proprio mentre in questi giorni fanno il Festival di Sanremo (metà febbraio – ndr) e che dire? Per me è semplicemente un disastro, se non sei un musicista non hai praticamente possibilità di scelta, devi sorbirti tutto quello che passa in tv e radio pensando che sia l’unica musica buona che esista. Non c’è cultura e manca il progresso, abbiamo avuto la “canzone napoletana” e ora siamo costretti a sentire i vari “Pippi Baudi” dire che nel 2013 dobbiamo essere fieri ed onorati di continuare ciò che è stato fatto; non bisogna rinnegare il passato cavoli, ma bisogna andare avanti senza fette di salame sugli occhi, cercando di attingere dal progresso che la musica ha fatto negli ultimi decenni, e questo in tutti i generi! Altrimenti il risultato qual è? Quello di guardare Sanremo per quindici minuti e sentire due canzonette, niente di più. E purtroppo ci siamo dentro!
Nelle scuole degli Stati Uniti per esempio, la musica è una materia importante tanto quanto la storia; è insegnata dettagliatamente e sviluppata in vari temi, qui siamo ancora al flauto dolce e a “Fra’ Martino”!
Poi il grande problema italiano secondo me sono media e discografici. E’ pieno di ragazzi veramente talentuosi in Italia, gente che studia, musicisti di ogni genere che avrebbero molto da dire, eppure la signora cinquantenne sul divano è convinta che quelli bravi siano solo quelli che vede ad Amici o X-Factor, semplicemente perché è quello che vogliono vendere e farci vedere, facendoci restare muti e ottusi. Insomma tutti sanno chi è Marco Carta ma molti di meno sanno chi sia Michele Luppi…che delusione.
E poi i locali live, i tributi han rotto le palle! Ormai le agenzie vendono le tribute-band come carne da macello facendo morire il vero e sano gruppetto da garage che proponeva le proprie canzoni preferite, oppure la band che riesce a registrare una demo, ma nessun locale fa suonare!
In USA, Sud-America, Germania e Oriente, per la mia esperienza, non è assolutamente così, ma questa risposta meriterebbe lo spazio e il tempo di un dibattito televisivo.

 

Siamo in un’era dominata da internet e dai social network, che rapporto hai con questi mezzi di comunicazione, da molti visti come un danno, soprattutto per il download illegale, ma giudicati al contempo il miglior mezzo promozionale?

Nella domanda c’è la risposta! Li vedo chiaramente come un danno per il download illegale, ma sono un danno anche per la sanità mentale delle persone ormai. Troppo spesso si vedono persone che prendono Facebook come carta bollata o che “litigano” sui post, coppie che si separano, persone che passano ore ed ore a “parlare”…mah…non capisco dove stiamo arrivando. Io personalmente se ho un’ora libera, TELEFONO ai miei amici e si va a fare un bell’ aperitivo e magari si finisce a cena! Mi spiace vedere gente che se la prende così tanto, quando invece la vita vera è fuori dalla porta! Io sono iscritto solo a Facebook, ma oltre a postare ogni tanto qualche canzone che mi piace, recensioni o comunicare dove suono, non faccio altro!
Invece, tornando strettamente alla domanda, a livello promozionale è micidiale! E’ un semplice e diretto mezzo di comunicazione, la tua informazione può raggiungere migliaia di persone con un solo click, ma come per la tv bisogna stare attenti; in pochi secondi ti può arrivare un invito per un concerto di Jorn Lande, uno per imparare a fare le pappardelle al ragù di cinghiale o uno per scendere in piazza a protestare contro i politici. Siamo mitragliati di informazioni, bisogna saper valutare e scegliere.

Quali sono, nell’ordine, gli atristi che ti hanno più influenzato e quali sono le band che ti piacciono di più, in poche parole, quali sono i tuoi miti?

Be’, non te li dirò in ordine, ma quasi! Da bambino sono stato assolutamente rapito dai Queen! Per me erano un comandamento, poi crescendo e iniziando a cantare, sono entrati nella mia vita Deep Purple, Whitesnake, Rainbow, Pink Floyd, Metallica, Guns, insomma i grandi classici; poco più tardi i Dream Theater, Europe, Mr.Big, Malmsteen, Ozzy, Toto, Savatage; invece mi hanno influenzato molto negli ultimi anni Kip Winger, Ayreon, Jorn Lande, Symphony X e poi il Blues…datemi del Blues che io sto bene!

Concludiamo l’intervista divertendoci un po’. Se avessi l’opportunità di scegliere con chi fare un solo ed unico concerto, chi sceglieresti e dove ti piacerebbe che si svolgesse l’esibizione?

Bella questa! E’ un trip che mi sono sempre fatto, la cui risposta è difficilissima!
Prima di tutto la location, sono indeciso tra l’Arena di Verona, il campo da calcio del mio quartiere (San Bartolomeo a Brescia) e il Vittoriale Degli Italiani; la band invece sarebbe una Big Band!

Batteria: Carter Beauford (attualmente nella Dave Matthews Band)
Basso e cori: Kip Winger
Keys: Derek Sherinian
Hammond: Keith Emerson
Chitarra e cori: Steve Lukather
Chitarra: Guthrie Govan (ex membro degli ASIA)
Chitarra e cori: Joe Bonamassa
Acustica: Michele Corsini
Voce: Io?
Cori: Jeff Scott Soto, Beyoncè, Joey Lynn Turner

Si può o ho esagerato?

Assolutamente! Tutto era lecito e possibile, quindi bene così!

 

Detto questo, come cantante dei Love.Might.Kill, ma soprattuttto come nostro connazionale, a noi di Truemetal non resta che augurarti un prosieguo di carriera brillante e lasciando a te le conclusioni finali, ringraziarti per il tempo concessoci.

Ragazzi, che dire…per me è stato un onore essere contattato da Truemetal.it, ed in tutta sincerità spero che riaccada tante altre volte!
Ti ringrazio tanto per l’augurio e spero di avere la possibilità di continuare a migliorare, di avere occasioni per continuare a registrare, cercando di superare i miei limiti per dare alla musica tutto l’amore e l’energia che ho!
Sono qui, come tanti, a rincorrere un sogno e con i Love.Might.Kill gli ho appena afferrato la maglietta!

 

Alex Casiddu

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Discografia Love.Might.Kill:

– Brace For Impact (2011)
– 2 Big 2 Fall (2012)

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