Recensione: Severance
I Jet Jaguar sono un gruppo di Cancún in Messico in attività dal 2014 ma non proprio prolifico: oltre ad un certo numero di singoli, infatti, è stato realizzato solo un EP nel 2016 ed il debut album “Endless Nights” nel 2020, prima di questo “Severance”, uscito a fine ottobre niente meno che per la storica label tedesca Steamhammer. L’album ha una durata totale di quasi 48 minuti ed è composto da 10 tracce, fra cui due versioni “remix” di altrettanti singoli usciti tra il 2023 ed il 2024 (“Hollow Drive” ed “Evil Within”) e due bonus-tracks in coda alla tracklist, risalenti al demo del 2014 “Call Of The Fight” (ma credo ri-registrate per l’occasione). Si tratta anche del primo album con la formazione a quattro elementi, con il nuovo chitarrista Ariyuki Saddler (entrato nel gruppo poco dopo l’uscita del precedente full-length) entrato al posto dei precedenti due (Nehuen Pacheco e Sergio Güemez) e con il nuovo cantante Raiden Løzenthäll (all’anagrafe Rodolfo Lozano García) arrivato a sostituire Maxx Mendoza e ad occuparsi della chitarra ritmica. Ma cosa suonano i Jet Jaguar? Il loro è un heavy/speed metal ispirato agli anni ’80, con gruppi di riferimento individuabili in gente come Exciter (soprattutto) ed Anvil; un qualcosa dunque di già sentito ma, evitando di addentrarsi in discorsi su originalità ed innovazione, comunque ben fatto e decisamente godibile da ascoltare, oltre che ricco di energia e con una notevole attenzione all’orecchiabilità. L’album si apre con la veloce “Eternal Light”, che mette subito in chiaro cosa aspettarci dal gruppo messicano: ritmi serrati ed assoli di chitarra di gran gusto, uniti alla voce potente e squillante del cantante.
La tracklist prosegue con canzoni dello stesso genere, almeno fino ai pezzi centrali, in cui la tracklist “Severance” e la seguente “Disposable Minds” rallentano un po’ il tiro e strizzano l’occhio anche a certo hard rock; interessante soprattutto la seconda, grazie anche a dei cori con vocals estreme che lasciano intravedere possibili svolte stilistiche future. Dall’album sono stati estratti diversi singoli e video, fra cui è doveroso segnalare l’ottima “Mach 10”, tipica canzone speed metal, davvero ben fatta, in cui il batterista Jimmy Lozano si distingue con un lavoro davvero notevole.
Naturalmente lo strumento protagonista è la chitarra solista del nuovo entrato Ariyuki Saddler (sentitelo nell’attacco della bonus-track “Call Of The Fight”), con il buon Løzenthäll a fare un oscuro, quanto importante lavoro di supporto alla ritmica. Un po’ troppo sacrificato in sottofondo il basso dell’altro membro fondatore, Jorge “Bori” Ramirez, che avrei preferito in maggiore evidenza e magari anche con maggiore protagonismo. Ciò nonostante, i vari ascolti dati a questo LP sono sempre stati molto piacevoli ed in grado di infondere la giusta dose di adrenalina, come solo lo speed metal di qualità è in grado di fare. In conclusione, possiamo quindi affermare che in questo specifico genere musicale, questo “Severance” dei messicani Jet Jaguar è sicuramente tra i migliori dischi usciti di recente; se siete appassionati di questo genere così particolare ed ormai purtroppo un po’ “di nicchia”, date una chance a questa band ricca di passione e talento.
