Recensione: Never Stop Believing
I Memories Of Old sono la creatura del polistrumentista inglese Billy Jeffs (Carl all’anagrafe) e del fido tastierista Anthony Thompson; dopo un ottimo debut album (“The Zeramin Game” del 2020) ed una grande quantità di singoli, tornano a farsi sentire sulla lunga distanza con questo “Never Stop Believing” uscito il 24 ottobre (release date comune a tanti altri dischi) per la sempre attenta label tedesca Limb Music. Il disco, dotato di artwork in pieno stile fantasy con un Pegaso in primo piano, è composto da 11 tracce per la durata di circa 55 minuti (comprese le inutilissime intro ed outro); ad esse si aggiunge una bonus-track prevista solo per l’edizione in cd, purtroppo non avuta a disposizione per questa recensione. Per chi non la conoscesse, la band inglese suona un symphonic power metal, ispirato a gente come Rhapsody (soprattutto la parte turilliana, anche per una certa attitudine “cinematica” del sound), Twilight Force e Blind Guardian; i testi hanno tematiche fantasy e l’album è stato registrato dal nostro mitico Alessio Garavello (ex-Arthemis ed attualmente tornato nei Power Quest). La formazione del gruppo, rispetto all’ultimo album, ha subito diverse variazioni attorno ai due leaders e bisogna evidenziare che un paio di canzoni (alla posizione 3 e 5 della tracklist) risalgono a qualche anno addietro e sono state registrate con il vecchio cantante Jamie Jordan (che personalmente preferisco di gran lunga, per una maggiore espressività e poliedricità).
La restante parte dei brani, invece, sono cantati dal nuovo vocalist, l’americano Noah Simmons, scoperto casualmente su Facebook, che stilisticamente ricorda l’altro ex-cantante della band, il famoso svedese Tommy Johannson (attualmente nei Majestica con il nome di Tommy ReinXeed), per via dell’ugola acuta e per la continua ricerca delle note più alte del pentagramma. Le canzoni hanno sostanzialmente tutte ritmi frizzanti, tranne poche tra cui l’autocelebrativa “Memories Of Old”, scelta anche per la realizzazione di un video.
Sinceramente non avrei optato per questo brano che ritengo sia il meno indovinato della tracklist, mentre mi sarei dirottato su “Never Stop Believing” o “Fire In The Night” che costituiscono le canzoni migliori, sia per il ritmo più brillante, ma anche per le parti soliste di chitarra meglio congegniate ed, in genere, in quanto sono più efficaci, convincenti e coinvolgenti. Da evidenziare che alcuni pezzi, nella parte finale dell’album, soffrono di un minutaggio alquanto eccessivo e forse sia la ruffiana “End Of The Tunnel” e soprattutto la conclusiva “Journey To The Stars” avrebbero avuto maggiore efficacia con qualche taglio qua e là, specie nelle lunghe parti strumentali. Il livello qualitativo medio è comunque più che positivo, i vari ascolti dati al full-length sono stati sempre molto piacevoli ed è lecito affermare che questo “Never Stop Believing” non fa altro che confermare quanto di positivo i Memories Of Old avevano fatto vedere con il loro debut album. Adesso speriamo di non dover attendere altri 5 anni per avere un nuovo disco!
