Are You Experienced? Feruch

La rubrica Are You Experienced?, da sempre destinata alla scoperta delle realtà Underground più interessanti e promettenti, in questo nuovo appuntamento ci permetterà di osservare il territorio italiano da un punto di vista privilegiato: le Dolomiti. Truemetal.it, all’ombra delle rocce dolomitiche venete, ha incontrato il musicsta Fulgur Summa per parlare della sua creazione: la band Black Metal Feruch, composta da artisti veterani della scena che danno il loro contributo a gruppi come Nox Interitus, Messa e Thysia. Buona lettura!
Benvenuti su Truemetal.it! Il moniker Feruch è relativamente nuovo nel panorama del Black Metal tricolore, considerando che la prima pubblicazione del Vostro album omonimo risale ai primi mesi del 2025. A beneficio del Lettori che ancora non vi conoscono vorrei che ripercorreste la Vostra storia: come, quando, dove e perché nascono i Feruch?
Salve a tutti. Ho iniziato a scrivere le prime tracce di Feruch ormai otto anni fa, il progetto ha poi iniziato a concretizzarsi verso la fine del 2022. Essendo Feruch un progetto che nasce da mia volontà, sia nell’intento che per quel che riguarda la stesura dei brani, l’intenzione iniziale era quella di registrare tutti gli strumenti in solitaria; idea che poi, per vari motivi ho abbandonato, decidendo di coinvolgere Rytism, Nihil e Alnei, amici di sempre che militano in altri gruppi della mia zona (Thysia, Messa e Nox Interitus).
Immagino che il vocabolo feruch, la cui provenienza ha tutta l’aria di essere dialettale, abbia un significato preciso. Perché avete deciso di adottare questo appellativo?
Feruch è il nome di un gruppo di monti siti nel cuore delle Dolomiti bellunesi, nello specifico fa parte del gruppo dei Monti del Sole, una delle zone più selvagge ed inesplorate del nostro territorio. Il termine di per sè in dialetto vuol dire ‘folle’, o meglio ancora ‘scellerato’, ma non è questo ciò che mi ha spinto ad adottarlo come nome del progetto. L’ho scelto proprio perché rappresenta la porzione di Dolomiti più inesplorata della zona in cui vivo, vette austere e selvagge ma a loro modo, magiche.

Quali tematiche affrontate nei testi delle Vostre canzoni?
La tematica fondante in Feruch è, da un lato, il desiderio di mantenere vivo l’ormai flebile fuoco che ci lega alla nostra terra, ai nostri antenati e ai culti pagani precristiani; dall’altro un personale inno alla relazione che unisce l’uomo con le forze elementali della natura. Spinto in primis dalla passione trasmessami dai nonni materni nei confronti delle antiche leggende figlie di questi luoghi, ho compiuto negli anni parecchie ricerche in merito, a suo modo Feruch ne è uno dei frutti.
Dove avete trovato, e perché avete selezionato, l’immagine in bianco e nero inserita nella copertina del disco?
Uno degli ingressi ai Monti del Sole è dal lato nord del lago del Mis, da li si sale passando i paesini di Gena Bassa, Media ed infine Gena Alta (un piccolissimo villaggio un tempo abbandonato che ora grazie agli sforzi di una cara amica e della sua famiglia sta pian piano tornando all’antico splendore), ultima roccaforte prima di imboccare il sentiero che porta nel cuore di questa porzione di Dolomiti. L’immagine che ho scelto per la copertina di questo primo lavoro di Feruch ritrae G.L. una delle ultime vere e proprie figlie del paese di Gena (classe 1908), nella speranza di omaggiare chi come lei ha sempre rispettato profondamente la propria Casa.

Il Vostro logo mostra il nome della band sotto ad una curiosa immagine in cui si notano tre Soli e altrettante figure umane stilizzate. Cosa rappresenta questo simbolo?
È la stilizzazione del Culto del Sole, da un lato a testimonianza della venerazione che i nostri avi riservavano alla nostra stella, dall’altro in ricordo della comunione che un tempo legava saldamente l’uomo alle forze elementali della natura, della montagna, delle stagioni. Trovo che oggigiorno la maggior parte delle persone abbia completamente perduto questa consapevolezza.
Personalmente apprezzo molto la volontà di impiegare l’italiano nei Vostri testi. Perché la scelta è caduta sul ‘nostro’ idioma?
Ho sempre avuto una particolare predilezione per chi compie la scelta di cantare nella propria lingua madre e mal sopporto la lingua inglese quando utilizzata da chi inglese non è. Capisco la scelta di chi persegue la “via inglese”, magari per poter far comprendere a più persone i propri testi, ma non la condivido, non è mio interesse rendere le liriche più “accessibili” al fine di avere più ampio pubblico.
Rimaniamo in ambito ‘linguistico’. Masked Dead Records e Sulphur Music, che hanno ripubblicato in CD il Vostro album, negli ultimi anni hanno dato spazio a gruppi che scrivono i testi sfruttando i dialetti dei loro territori; si veda, ad esempio, la compilation di Masked Dead Records “Voces Antiqui Sanguinis”. Il disco concentra brani di 4 band che si esprimono nelle loro rispettive lingue locali: Strja (veronese), Kre’u (sardo), Vrim (piemontese), Ticinum (pavese). Seguirete anche Voi questo percorso?
Apprezzo moltissimo chi predilige la forma dialettale, tutti i gruppi da te citati sicuramente, e non posso non menzionare gli Anguana, progetto di un amico che a mio avviso, in questo senso ha contribuito in modo encomiabile. Fin dal principio mi sono chiesto: “ha più senso che canti nel mio dialetto oppure in italiano?” La scelta dell’italiano deriva dalla constatazione che in dialetto i testi di Feruch perderebbero il loro tono “formale” che sento di non voler sacrificare, almeno per ora. Lascio comunque sempre aperta la possibilità un domani di tornare sui miei passi ed optare per il mio dialetto nei testi, ma per il momento va bene l’italiano.
Il Vostro disco è ascoltabile nella sua interezza su YouTube ma, a quanto pare, non si trova in una delle più note, se non la più nota, piattaforma di fruizione musicale in streaming. Che motivazioni vi hanno spinto ad effettuare questa scelta?
Nessuna motivazione in particolare, onestamente non ho grande interesse verso altre piattaforme di streaming, l’unica che uso attivamente è appunto YouTube. Detto ciò, generalmente preferisco sempre avere i dischi in formati fisico, trovo che avere tra le mani la copia vera e propria di un album sia l’unico vero modo per supportare una scena musicale.

Questa interessante chiacchierata sta per arrivare alla fine e vorrei parlare dei Vostri progetti nei mesi futuri. Come siete organizzati dal punto di vista delle apparizioni dal vivo? Avete già avuto modo di presentarvi in carne e ossa davanti al Vostro pubblico o dovete ancora vivere il battesimo del palco? Se avete qualche data fissata per i prossimi mesi e potete già parlarne, questa è la sede giusta!
Allora, inizialmente ero molto contrario a portare Feruch dal vivo, avendolo sempre vissuto come un progetto da studio, non da concerti; devo dire però che se in futuro dovesse capitare l’occasione per fare un paio di date all’anno nel contesto giusto, non mi dispiacerebbe. Di sicuro però, questa eventualità, non è nei radar almeno per il 2026. Posso dirti che sto lavorando ai brani del secondo disco di Feruch, che mi auguro possa vedere la luce nel corso del 2027. Quest’anno invece, se tutto va bene, uscirà il primo disco di un progetto nuovo che ho intrapreso con Chimsicrin (Gorrch, Tenebrae in Perpetuum) alla batteria, siamo in fase di registrazione proprio in questo periodo. Ti ringrazio per l’interesse e per il tempo che hai voluto dedicare a Feruch.
Fulgur Summa
Pagina Bandcamp della band: https://feruch.bandcamp.com/album/feruch
Masked Dead Records: https://maskedeadrecords.bandcamp.com/album/feruch