Recensione: Bad Boys – The McAuley Schenker Group Story 1987-1992
Bad Boys – The McAuley Schenker Group Story 1987-1992 è un box set contenente 4 Cd licenziato dalla Hear No Evil Recordings Ltd, una sussidiaria della Cherry Red che, come facilmente arguibile dal titolo, racchiude il periodo fra la seconda metà degli anni Ottanta e i primi anni Novanta del MSG, in quel lasso temporale divenuto McAuley Schenker Group data la caratura dei due protagonisti coinvolti. Da una parte il fondatore della band, quel Michael Schenker, per molti un guitar hero che, dopo aver debuttato con gli Scorpions insieme con il fratello Rudolf a soli 17 anni lungo i solchi del loro primo album, Lonesome Crow del 1972, passò poi agli UFO per un lustro sino a che si decise a porre le basi per un gruppo tutto suo nel 1979, per l’appunto il Michael Schenker Group (abbreviato in MSG) con alla voce Gary Barden. Quattro i parti musicali in studio di quel periodo, fra i quali spicca Assault Attack del 1982, con Graham Bonnet dietro al microfono, seguiti da due live. Poi scocca la classica scintilla con Robin Mc Auley, frontman irlandese di razza con un passato nei Grand Prix e nei Far Corporation. Nel 1987 esce Perfect Timing, il primo prodotto del loro fruttuoso connubio, che porta anche alla modifica nel moniker, per l’appunto McAuley Schenker Group, senza però intaccarne l’acronimo (MSG).
La storia molto più dettagliata delle loro vicende è ben narrata all’interno del libretto di 24 pagine che accompagna il box set, a firma Rich Davenport, con dichiarazioni dei vari protagonisti a riguardo.
Il sodalizio fra i due porta alla pubblicazione di altri tre album successivamente a Perfect Timing: Save Yourself (1989), M.S.G. (1991) e Unplugged Live del 1992, importanti tasselli atti a racchiudere un momento nel quale il MSG era totalmente votato all’hard rock dall’appeal commerciale, quindi pezzi destinati ai passaggi in radio e video ad hoc per invadere gli schermi di MTV, all’epoca autentico propulsore delle vendite e, di conseguenza, della visibilità della band. Se qualche duro e puro legato allo Schenker prima maniera storse il naso, un vero e proprio nuovo esercito di fan venne conquistato dalle varie “Love Is Not A Game”, “Follow The Night”, “Gimme Your Love”, “Never Ending Nightmare” e “Anytime”, solo per citare cinque brani esemplificativi.
Dentro Perfect Timing e Save Yourself il gradiente di melodia si mantiene perennemente alto e tocca a M.S.G. del 1991 restituire qualche sussulto – senza esagerare – dello Schenker d’antan a innervarne il contenuto, peraltro coadiuvato da gente come Jeff Pilson al basso e James Kottak alla batteria, mica gli ultimi due cudeghìn sulla piazza. Unplugged Live, dell’anno successivo, vede MSG accodarsi alla moda del momento, che prevedeva ospitate in televisione seguite da dischi e video in modalità per l’appunto unplugged, sulla scia di quanto fatto dai vari Aerosmith, Poison, Tesla, Ratt, Winger. Chicca per i fan degli UFO: oltre alle obbligatorie “Anytime”, “We Believe in Love” e “Gimme Your Love” sul finale vengono proposti tre classici della band nata a Londra nel 1968 quali “Only You Can Rock Me”, “Doctor Doctor” e “Lights Out”. Sublime, poi, McAuley alle prese con “Nightmare”, abbreviazione di “Never Ending Nightmare” così come riportata nel booklet.
A livello di bonus track, a parte la B-side “Vicious”, i vari Cd presentano per lo più delle versioni edit e radio-edit di pezzi noti alternate a rivisitazioni acustiche piuttosto che strumentali dell’ampio catalogo MSG.
Bad Boys – The McAuley Schenker Group Story 1987-1992: un buon modo di rituffarsi nelle sonorità cromate e ammiccanti di quel periodo griffate MSG, fra rimandi a Whitesnake, Bon Jovi, Dokken, Def Leppard, gli stessi Scorpions – si senta “Get Out” e impennate autoctone di classe alternate a cose un po’ troppo autocelebrative, invero, comunque forgiate da due assoluti protagonisti della storia della musica dura rispondenti ai nomi di Michael Schenker e Robin McAuley.
Stefano “Steven Rich” Ricetti

