Grindcore

Dysmorfic: tornano con il nuovo album “To the Usual Atomic Rhetoric, Vol.1”

Di Daniele D'Adamo - 3 Marzo 2026 - 14:00
Dysmorfic: tornano con il nuovo album “To the Usual Atomic Rhetoric, Vol.1”

Comunicato stampa

I Dysmorfic tornano con “TO THE USUAL ATOMIC RHETORIC, Vol.1”, pubblicato da Love Earth Music, un nuovo album che segna un’ulteriore frattura con il grindcore convenzionale e consolida il loro percorso nell’“avant-grind”: una visione sonora che rifiuta le regole, abbraccia la contaminazione e trasforma l’estremo in linguaggio sperimentale.

Nati nel 1998 come trio grindcore, i Dysmorfic hanno attraversato quasi tre decenni di evoluzione costante. Dopo numerose uscite in linea con i dettami classici del genere e diversi cambi di formazione, nel 2014 la band si stabilizza come duo con i fondatori Buccia (batteria) e Thomas (basso). Annoiati dai cliché e dalle rigidità della scena estrema, decidono di forzare i confini, contaminando la matrice grind con elementi jazz, fusion e progressive.

Il cambio di rotta prende forma nel 2022 con “Movements”, album che inaugura ufficialmente il nuovo corso. Nel 2024 arrivano lo split “FinInfest” con i maestri jazzcore Glauco e “To Defy The Laws Of Grindcore”, lavoro che evidenzia la loro anima più prog grazie alla collaborazione di Cristiano Roversi alle tastiere, programmazione e produzione.

Con “TO THE USUAL ATOMIC RHETORIC, Vol.1”, i Dysmorfic spingono ancora oltre questa traiettoria, abbracciando apertamente il mondo dell’ambient noise attraverso la collaborazione con +DOG+, artista sperimentale di Boston (MA, USA) e alter ego del titolare dell’etichetta LoveEarthMusic. Un sodalizio nato da amicizia e supporto reciproco, pienamente coerente con l’etica D.I.Y. che da sempre definisce la band. L’ispirazione ai Man Is The Bastard è dichiarata, ma filtrata attraverso un’identità personale e riconoscibile.

Ancora una volta, i Dysmorfic scelgono di affidarsi a professionisti lontani dal circuito della musica estrema, sinonimo di qualità e competenza. Il suono è stato curato da Stefano Riccò, ingegnere del suono che ha lavorato con Elisa, Elio e le Storie Tese e Ligabue. Produzione, mix e mastering sono stati affidati a Cristiano Roversi, musicista e produttore mantovano che annovera tra le sue collaborazioni Vinicio Capossela, il compianto John Wetton dei King Crimson e Anthony Phillips dei Genesis.

Il risultato è un album stratificato e radicale: esplosioni grind si intrecciano con architetture progressive, tessiture rumoristiche e aperture atmosferiche, in un equilibrio instabile ma coerente. Un lavoro che non cerca compromessi, ma visione.

La grafica e l’artwork, curati da Fetusk, completano l’esperienza estetica di un album che non è solo musica, ma dichiarazione artistica.

Con tour in Europa, USA, Messico e Canada e apparizioni in festival come Giants Of Grind, Grind Here Right Now (D), Obscene Extreme (CZ) e Blastonbury (UK), i Dysmorfic continuano a portare la loro visione in giro per il mondo, fedeli alla propria etica indipendente.

“TO THE USUAL ATOMIC RHETORIC, Vol.1” non è semplicemente una nuova uscita: è un manifesto sonoro. Un attacco alle convenzioni. Un passo ulteriore nella ridefinizione di ciò che il grindcore può diventare.

Entro fine 2026 è già previsto il “Vol.2”, a conferma di un viaggio creativo che non ha alcuna intenzione di fermarsi.