Megadeth: David Ellefson contro Dave Mustaine, “Sai cosa? Vaffanculo!”

L’ex bassista dei Megadeth, David Ellefson, ha criticato duramente il mainman della band Dave Mustaine dopo alcune sue recenti dichiarazioni.
In un’intervista con Eddie Trunk, Mustaine aveva escluso una reunion con gli ex membri dei Megadeth citando il “comportamento passato di uno dei membri della band”.
Parlando con il podcast “Quemar Un Patrullero”, ha risposto direttamente a questa affermazione dicendo:
Che sia finita com’è finita, e poi [Mustaine] anche recentemente vada a dire: “Oh, a causa di ciò che ha fatto una persona, non posso riportare indietro nessuno”. Sai cosa? Vaffanculo. Vaffanculo e basta. Chi è quella persona? Non può stare parlando di me, perché io non ho fatto nulla [di così grave] da impedirmi di tornare. Proprio nulla. E quindi con questo tipo di discorsi per assumere una posizione moralmente superiore… Ma per favore! Davvero? Guarda, ho avuto rock star molto più grandi di Dave che sono venute dalla mia parte e mi hanno aiutato, stando al mio fianco e dicendo: “Amico, fammi sapere se hai bisogno di qualcosa. Quello che è successo è davvero una merda”. È un merda il modo in cui sono stato trattato, come se fossi stato scartato. La gente dice: “Sono davvero deluso che abbiano scelto gli affari invece della fratellanza”, perché alla fine dei conti, la fratellanza durerà sempre più a lungo degli affari di una rock band, specialmente qualcosa che abbiamo iniziato e costruito insieme.
Ellefson ha ricordato che, dopo il suo ritorno nella band nel 2010, il rapporto con Mustaine sembrava essersi ricostruito dopo gli attriti degli anni precedenti, culminati in una causa del bassista contro il frontman:
Quando sono tornato nei Megadeth nel 2010, [Dave ed io] eravamo molto legati, davvero molto legati. L’ho aiutato con alcune questioni personali. In quel periodo è diventato un mio caro amico. Quindi ci sono stati periodi di grande vicinanza tra noi, come uomini, come fratelli. E ho scoperto che quei momenti erano sempre i migliori, quando eravamo solo io e Dave, senza altre persone in mezzo. Non dovevamo esibirci sul palco per nessuno. Eravamo solo io e lui come due fratelli, [da] Starbucks a bere caffè, o in qualsiasi altra situazione. E quei momenti erano genuini, sinceri, sentiti.