Recensione: Sangueacqua
11 marzo 2016 esce “Eucharismetal”, 13 marzo 2026 esce “Sangueacqua”… sono praticamente passati 10 anni esatti e sono tornati i Metatrone, gli alfieri del Christian Metal italiano, capitanati dal tastierista David Brown e dal chitarrista Stefano “Ghigas” Calvagno. Nella formazione è rimasto il cantante Jo Lombardo, mentre basso e batteria sono cambiati con l’ingresso di Simone Alberti e di Alessandro Palazzo (ma Calvagno ha registrato il basso sulle tracce 5 e 8); gli ex-membri, inoltre, Dino Fiorenza e Salvo Grasso hanno comunque contribuito ne “Il Mio Dolore”. E’ leggermente cambiato anche l’approccio a livello di sound, con un certo indurimento dovuto alla presenza ingombrante delle backing vocals in growl del tastierista; personalmente non ho apprezzato moltissimo questa scelta, preferendo la performance canora in clean di David sulla splendida conclusiva “Anima Christi”. Anche i testi registrano qualche novità: non si parla solo di tematiche a sfondo religioso, ma si guarda anche all’attualità con un testo intenso come quello di “Stato Infame”, in cui si criticano i peggiori aspetti della politica odierna; un altro testo “tosto” (scusate il gioco di parole!) è quello di “Facsimile”, molto introspettivo ed intimo, in cui molti si potrebbero rispecchiare. Il pezzo in questione è stato anche scelto per la realizzazione dell’unico videoclip estratto al momento dall’album.
Il disco è composto da 8 tracce per la durata totale di circa 35 minuti ed ha un piacevole artwork, realizzato da Nello Dell’Omo. Il full-length si lascia ascoltare molto gradevolmente ed, oltre alle già citate “Stato Infame” ed “Anima Christi”, non si può non evidenziare la cover degli Helloween della meravigliosa “I Want Out”, in cui Jo Lombardo non sfigura davanti ad un mostro sacro come Kiske, mentre David Brown si occupa dei cori in growl (che, per dirla tutta, in questo caso non mi sono dispiaciuti!). Notevole anche “Emmaus” (luogo descritto nei vangeli come il primo dove si manifestò il Cristo risorto), brano trascinante ed orecchiabile, ricco di energia e scelto per uno dei due lyric video estratti dalla tracklist.
E’ comunque tutto l’album ad essere convincente, coinvolgente e decisamente piacevole da ascoltare, soprattutto se si è fans del power metal, con la chitarra e le tastiere dei due leaders come splendide protagoniste. Ritengo che siamo un gradino sotto al suo predecessore ed a “Paradigma” (obiettivamente più immediati), ma comunque ci troviamo ad un livello qualitativo indubbiamente alto anche con questo “Sangueacqua”! Ora speriamo che i Metatrone non ci facciano aspettare altri 10 anni per un nuovo disco…

