Recensione: Divine Power Flowing
Per chi non li conoscesse ancora, gli Unchosen Ones sono una band spagnola formatasi a Vigo nel 2020 con alle spalle una manciata di singoli, un paio di EP e due full-lengths, compreso questo “Divine Power Flowing”, autoprodotto a metà febbraio. Mettiamo subito in chiaro tutto: questo album è l’ennesima conferma della miopia del music business, dato che sarà certamente fra i migliori dischi in assoluto usciti nel 2026 in campo power metal! Lasciare una gemma di simile qualità sepolta nell’underground è semplicemente un peccato, perché queste 9 canzoni sono chiaramente fantastiche e meriterebbero ben altri palcoscenici, dato che sono in grado di surclassare di parecchio il 90/95% delle produzioni di tanti altri cosiddetti big di qualsiasi settore del mondo metal. Prendete i migliori Labyrinth ed i Vision Divine, aggiungete un cantante che non ha nulla da invidiare a Michele Luppi (a cui probabilmente si ispira, vista la somiglianza stilistica), metteteci parti strumentali di gusto sopraffino ed avrete il sound degli Unchosen Ones; come potrete capire un sound che manderebbe in brodo di giuggiole qualsiasi appassionato di power metal. Come dicevamo, 9 canzoni (durata totale di poco sotto ai 44 minuti) una più bella dell’altra, a partire dal singolo “Caught By The Wind” per il quale è anche stato realizzato l’unico videoclip di questo album.
Ma il disco è pieno zeppo di canzoni spettacolari e già la robusta opener “Idols & Kings” esplica il notevole potenziale di questa band. Il particolare di questa canzone è che ha al suo interno una sorta di breve intro (circa 1 minuto), brevi parti strumentali inglobate nel brano e che funzionano anche bene, evitando così il dilagante fenomeno delle inutilissime intro che impestano buona parte delle produzioni contemporanee nel power metal. La tracklist prosegue con la malinconica “The Void”, in cui Javier Calderón mette in mostra tutte le sue qualità canore, con un’interpretazione maiuscola, calda, espressiva e suadente; tastiere e chitarra accompagnano il cantante con parti strumentali di gran gusto, mentre il basso dà spessore al sound, l’ottimo batterista Jose Fernández infine impone un ritmo non particolarmente veloce, anche se ogni tanto lascia andare la doppia-cassa a dovere, specie all’altezza degli assoli. Molto orecchiabili e ruffiane si presentano “Cursed Without A Cause” (altra canzone in cui Calderón canta benissimo ed in cui si sentono accenni di backing vocals in growling), e “Midnight Mass” (in cui la chitarra di Fran Romero è ottima protagonista e le tastiere di Christian Marco danno un tocco oscuro e quasi electro); molto tosta invece si presenta “Whirligig Saw”, tra le canzoni più ritmate del disco, ma sempre con un’attenzione notevole alle melodie ed all’orecchiabilità. Inutile andare oltre nell’analisi e dilungarsi ancora, ritengo sia ormai chiaro che questo “Divine Power Flowing” conferma tutte le enormi qualità e talento smisurato degli Unchosen Ones, una band che meriterebbe grandi attenzioni a livello internazionale e non dovrebbe essere relegata nell’underground spagnolo e costretta all’autoproduzione! Farsi sfuggire un disco di simile qualità sarebbe davvero un peccato grave!
