Recensione: Black Sanctuary + The Ritual Days 1983-1984 [Lp]

Di Stefano Ricetti - 2 Maggio 2026 - 7:30
Black Sanctuary + The Ritual Days 1983-1984 [Lp]
Etichetta: F.O.A.D. Records
Genere: Heavy 
Anno: 2025
Nazione:
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72

Non di soli Loudness, Anthem e X Japan si è alimentata la scena heavy metal giapponese agli esordi. Altre, agguerrite band misero a ferro e fuoco la terra del Sol Levante. Già nel lontano 1978 mossero i primi passi a Takefu, Fukui, i Genocide, che successivamente aggiunsero Nippon al loro moniker. La loro proposta, senza dubbio incanalabile nel filone classico dell’Acciaio non disdegnava incursioni in ambiti oscuri coadiuvati dalla voce particolare del loro cantante, Toshihiro Takeuchi, personaggio che venne più volte associato dalla stampa di settore nipponica a King Diamond, per via delle svisate in falsetto che ne contraddistinguevano le performance.

Dei Genocide Nippon, nonostante risultino ancora attivi, le cronache riportano un solo album ufficiale in studio, un paio di live, due demo e qualche compilation antologica. Black Sanctuary, questo il titolo del full length, vide la luce nel 1988 sotto l’egida della King Klassic Records in Lp, Cd e musicassetta, come si era usi al tempo.

Venne poi riproposto nella sola versione in Cd nel 2009 dalla Shadow Kingdom Records e per la prima volta ristampato in vinile sul finire dell’anno scorso dalla Nostra F.O.A.D. Records, etichetta impeccabile nel recupero di materiale appartenente al passato della musica dura.

Come di consuetudine l’operazione non si è fermata alla mera riproposizione del prodotto in quanto tale, peraltro ricavato dai master originali, è infatti presente un sostanzioso libretto 30 x 21 centimetri di sedici pagine pieno di foto della band e immagini delle prime edizioni di Black Sanctuary.

Sempre legata ai Genocide Nippon vi è la pubblicazione – a sé stante – di un altro ellepì griffato F.O.A.D. Records: The Ritual Days 1983-1984, disco ove trovano spazio le prime incisioni dei giapponesi, sotto forma del demo Genocide +001+ e altre tracce registrate fra il 1983 e il 1984. Anche in questo caso ad accompagnare il prodotto vi è la riproposizione in formato cartonato 30×21 centimetri della grafica del demo del 1983.

Musicalmente ci si trova di fronte a un heavy metal di marca tradizionale in linea con le produzioni e i dettami degli anni Ottanta, profondamente debitore della scuola sviluppata durante il periodo della Nwobhm. Quindi partiture massicce alternate a dosi di melodia quanto basta. Paradossalmente, a “rovinare” – si fa per dire – spesso il risultato finale è proprio Toshihiro Takeuchi, quanto tira oltremisura, risultando a tratti fastidioso (“Doomsday”, “Living Legend”). Di tutt’altra pasta le canzoni ove si contiene, come “Landscape of Life” e “Black Sanctuary”. Da segnalare la particolarmente ben riuscita strumentale “Silent Falling”. Per quanto attiene i pezzi ricompresi dentro The Ritual Days 1983-1984 si tratta di tracce ancora embrionali che però danno un’idea ben precisa di quale sarà il corso successivo dei Genocide Nippon. Suoni decisamente all’altezza per entrambe le uscite, qualità garantita, quindi, tenendo conto degli anni originari delle incisioni.

Per chiudere, trattasi di due uscite di nicchia per chi ama addentrarsi nelle radici della musica dura più ortodossa, al di là degli steccati legati alla latitudine.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

Genocide Nippon – The Ritual Days 1983-1984

 

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