Report: Megadeth, Evile, 04/05 marzo 08 (Milano/Pordenone)

Di Nicola Furlan - 20 Marzo 2008 - 12:05
Report: Megadeth, Evile, 04/05 marzo 08 (Milano/Pordenone)

TrueMetal.it ha seguito per voi le due date italiane dei Megadeth. Eccovi i dettagli. Buona lettura.

04 marzo 2008 – Alcatraz, Milano
(a cura di Marco Ferrari)

E’ inutile negarlo, un concerto dei Megadeth non è un evento qualunque e Dave Mustaine non è un artista qualunque e a conferma di questa semplice quanto doverosa premessa la coda in paziente attesa fuori dall’Alcatraz, per la data milanese dello United Abominations Tour Of Duty, è già nutrita sin dal pomeriggio e due ore di pioggia e grandine non scoraggiano i numerosi fans della band statunitense, accorsi nella città meneghina, mentre i biglietti alla cassa si stanno velocemente ed inesorabilmente esaurendo.

EVILE

Tocca agli inglesi Evile aprire la serata e scaldare il numerosissimo pubblico presente e il combo capitanato dal cantante – chitarrista Matt Drake riesce decisamente nell’intento scaricando i riff granitici del loro esordio discografico “Enter The Grave” sugli astanti i quali rispondono con entusiasmo e un deciso trasporto, specialmente nelle prime file. Ottima anche la presenza scenica della band con un indemoniato Ol Drake sempre pronto a lanciarsi in accattivanti assoli con una precisione invidiabile. L’augurio è di poterli rivedere in futuro, magari con qualche studio album in più alle spalle, per un concerto da headliner: le qualità ci sono tutte e nella mezz’oretta a disposizione sono state ben evidenziate.

 

MEGADETH

Dopo la spumeggiante prestazione dei thrasher inglesi ecco il momento tanto atteso da un Alcatraz ormai esaurito: l’uragano Mustaine è tornato in Italia, e a noi non ci resta che esserne travolti. Sono le note acustiche di Sleepwalker a fare da intro al concerto e ad aprire le porte del palco ad un Dave che fa un ingresso in grande stile: lui, la sua dean, e un riff sul quale nelle prime file si scatena immediatamente l’inferno. Le positive e trascinanti emozioni vengono prolungate con la band che si cimenta prima in una versione molto accattivante della stupenda Wake Up Dead, seguita senza nemmeno una parola di commento da Take No Prisoners. Un inizio senza dubbio convincente i cui i nostri non si perdono, come da tradizione per Mr. Mustaine, in inutili ed autocelebrativi discorsi per lasciar parlare la musica. A tal proposito non posso che dispiacermi per un’acustica decisamente non all’altezza della situazione in cui la voce di Dave e numerosi assoli risultano sovrastati dalla sezione ritmica. Un peccato ancor di più accentuato dalle incredibili doti tecniche che mette in mostra Chris Broderick il quale riesce, comunque, ad impressionare positivamente più di un presente.
La scaletta, ben equilibrata, è proposta con il solito carisma che ha da sempre contraddistinto il biondo Dave alternando i pezzi più recenti ai classici senza tempo della band statunitense ed è così che passando da Washington Is Next, all’immortale Hangar 18 fino alla sempre amata Gear Of War si arriva quasi senza fiatare a metà concerto.

Giunge così il momento di A Tout Le Monde che, come era facilmente prevedibile, vede la presenza sul palco anche di Cristina Scabbia in veste si special guest in un duetto forse un po’ troppo ardito sia per l’evidente differenza di carisma che contraddistingue le due voci sul palco che per l’incredibile omissione (non saprei cos’altro pensare) dei tecnici del suono che si dimenticano letteralmente di aprirle il microfono: peccato. Si giunge così ad un gran finale di impatto sensazionale nel quale i Megadeth si cimentano in una serie di classici che tolgono il fiato ad un pubblico ormai visibilmente in delirio nel quale, in maniera quasi sorprendente, vediamo un Mustaine che lascia, durante l’esecuzione degli assoli, il centro del palco ad un Broderick che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, una classe invidiabile, il tutto sorretto da una sezione ritmica che trova in Shawn Drover e James Lomenzo due fidati e validi interpreti.
Canzoni come Tornado Of Souls e Ashes In Your Mouth non credo abbiano bisogno di presentazioni e fungono da antipasto e preparare gli astanti agli ultimi pezzi della serata che, oltre alla recente Burnt Ice, sono incarnati da brani che hanno fatto la storia del metal: Symphony Of Destruction e Peace Sells. Giunge così, per Dave e soci, il momento di scomparire dietro le quinte a godersi un po’ di meritati cori ed applausi prima di tornare sul palco per l’unico bis della serata: una versione sublime di Holy Wars il cui break centrale non ha fatto altro che dimostrare come la scelta del nuovo chitarrista solista (presentato in questi termini dallo stesso Dave) sia  più che convincente e, mi auguro, duratura e collaborativa.

Si chiude così, tra gli applausi di un gremitissimo Alcatraz, una serata in cui la musica, nonostante gli evidenti problemi di acustica, l’ha fatta da padrone ed in cui il carisma di Dave ha aleggiato su tutti i presenti mandandoli a casa esausti, ma sicuramente soddisfatti.

Setlist:
Sleepwalker, Wake up Dead, Take no Prisoners, Skin o’ My Teeth, Washington is Next, Kick the Chair, Darkest Hour, Hangar 18, Gears of War, A Tout le Monde (con Cristina Scabbia), Tornado of Souls, Ashes in Your Mouth, Burnt Ice, Symphony of Destruction Trust, Peace Sells
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Holy Wars

 

05 marzo 2008 – Palasport Forum, Pordenone
(a cura di Nicola Furlan)

Il 5 marzo, a Pordenone, si sono esibiti due dei gruppi più rappresentativi del genere thrash contemporaneo europeo e statunitense, gli Evile ed i Megadeth: una serata animata dal caloroso entusiasmo dei numerosi appassionati accorsi ad assistere all’evento. I primi ad esibirsi sono stati gli Evile: da subito convincenti, più di quello che ogni rosea aspettativa avesse potuto indurre ad immaginare. Per quanto riguarda i Megadeth, che dire… l’osservato speciale della serata è stato il loro chitarrista, Chris Broderick (ex chitarrista di Nevermore e Jag Panzer), musicista di fama ormai consolidata, il quale, anche dal vivo, si è distinto, ancora una volta, regalando una prestazione fuori dall’ordinario. Mi sembra che gli ingredienti per un ottimo concerto ci fossero tutti. Vediamo come è andata.

EVILE

Gli Evile hanno calcato il palco per primi. Grande emozione, altamente percepibile, nell’affiancare i Megadeth. Un sogno che si avvera per questa band ancora agli esordi e, destino ha voluto, nata come cover band dei Metallica. A buon intenditore poche parole.
Buona la prestazione, nonostante qualche errore nel corso dell’esecuzione. In ogni caso, è un gruppo che sta crescendo ed i progressi sono tangibili. Con gli Evile, quindi, il thrash ha guadagnando dei nuovi degni rappresentanti. I tratti distintivi della loro musica ricordano un genere che ha fatto storia sia in America che in Europa. Essi, infatti, lo ripropongono in una versione più moderna, amalgamando l’apple core di matrice britannica ed il thrash dei classici connotati bay area. Musicalmente quindi il combo suona un mix tra Acid Reign e Xentrix, ma lo stile on stage è da migliorare.
Il percorso sembra orientato ad obiettivi di tutto rispetto. Ne sentiremo ancora parlare. Per quanto concerne i brani riproposti durante la serata, gli Evile hanno suonato solo pezzi tratti dall’album “Enter The Grave”, debutto discografico del 2007 (nulla di più, dati i tempi brevi da rispettare nelle esibizioni).

Setlist:
Thrasher, First Blood, Bathe in Blood, Schizophernia, Armoured Assault, Enter The Grave

MEGADETH

A seguire, dopo l’emozionante esibizione degli Evile, è toccato a Mustaine e compagni. Come accennato in prefazione, l’osservato principale della serata è stato Chirs Broderick. Il chitarrista, chiamato a sostituire Glen Drover, ha convinto. La sua esecuzione è stata molto precisa, soprattutto quando si è esibito da solista.
Dave, invece, è sembrato in leggero calo di forma, sebbene la sua esibizione sia da considerare, nel complesso, positiva. Come sempre straordinari nella loro ‘metronomata’ ritmica sia James LoMenzo che Shawn Drover. Rimane, infine, il grande compiacimento per una setlist di elevata caratura.

La band, infatti, ha carpito l’attenzione del pubblico cimentandosi in brani classici, tra i quali è d’obbligo citare Wake up Dead, Take no Prisoners, In my Darkest Hour, Hangar 18, Tornado of Souls, Ashes in Your Mouth, Symphony of Destruction e Holy Wars.
Il tempo scorre via e, senza rendersene conto, in men che non si dica si arriva a conclusione. Inchino e saluti, la band scompare nel backstage. Pertanto, nonostante non sia stata una delle loro esibizioni più memorabili anche a causa di problemi tecnici che hanno portato a bilanciamenti di suoni un tantino scarsi, i Megadeth rimangono, senza dubbio, una scommessa sempre vincente.

Setlist:
Sleepwalker, Wake up Dead, Take no Prisoners, Skin o’ My Teeth, Washington is Next, Kick the Chair, In my Darkest Hour, Hangar 18, Gears of War, A Tout le Monde (Set me Free), Tornado of Souls, Ashes in Your Mouth, Burnt Ice, Symphony of Destruction
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Trust, Peace Sells, Holy Wars…The Punishment Due