Bon Scott: 25° anniversario della scomparsa – il tributo di TrueMetal

Di - 19 Febbraio 2005 - 0:35
Bon Scott: 25° anniversario della scomparsa – il tributo di TrueMetal

Se camminando per strada provate a fischiettare il riff di Highway To Hell, Back In Black o Whole Lotta Rosie, probabilmente qualche sasso o qualche muro comincerà a canticchiare con voi. Questo è quello che Bon Scott ha lasciato: un’eredità che non ha bisogno di atti notarili ma solo della passione per il buon vecchio rock’n’roll…

Overhill Road. Una strada come ce ne sono tante nella periferia londinese. Qui, esattamente 25 anni fa, succedeva qualcosa che avrebbe lasciato il segno in una dei gruppi più importanti della storia del rock, qui, 25 anni fa, si scrivevano pagine importanti della storia della musica…

Tante band hanno dominato le classifiche, tante hanno sfornato decine di album, tante hanno riempito i portafogli di impresari e major… ma poche, pochissime, sono state in grado di segnare il corso della musica come hanno fatto gli Ac/Dc.

Carpendo quello che altri non erano stati in grado di vedere, la band dei fratelli Young si è guadagnata un posto di tutto rispetto tra i grandi della musica rock. La semplicità con cui gli Ac/Dc scoprirono la semplicità è un sintomo inequivocabile del talento unico della band.

Dinamica, adrenalinica ed esaltante, la musica del gruppo australiano (o forse sarebbe meglio dire scozzese) è l’unione della tradizione dell’hard rock primitivo ma già troppo strutturato delle grandi band dell’epoca a sonorità rhythm’n’blues decisamente più marcate nella loro estrema efficacia. Grazie all’unione di questo tipo di sound con un’attitudine sfrontata e un look selvaggio, gli Ac/Dc sono ancora oggi il punto focale nell’hard rock minimalista e irriverente. Merito di questo successo mondiale, fondamentalmente basato sui primi anni della band, lo si deve anche a un certo Ronald Belford Scott: un’icona di quei testi spensierati e provocatori, un ragazzo descritto come ‘semplice e alla mano’ che il 19 febbraio 1980, in seguito a una pesante sbronza, morì nel suo stesso vomito in una macchina parcheggiata al 67 di Overhill Road, Londra.

Fino qui è storia nota più o meno a tutti: qui comincia il mito di Bon come icona del rock selvaggio e indisciplinato. Quello che molti invece non sanno sono le vicende di Bon prima di incontrare Malcom e Angus quella sera: prima di diventare il cantante di una delle band più popolari del pianeta il giovane Scott era, come i fratelli Young, figlio di immigrati scozzesi in cerca di fortuna in Australia…

Got slicked back hair
Skin tight jeans
Cadillac car
And a teenage dream

Ronald Belford Scott nasce il lontano 9 luglio 1946 nella piccola cittadina di Kirriemuir, Scozia, un villaggio di 6000 anime situato nelle verdi colline a nord di Dundee, in una regione chiamata… Angus. Sei anni dopo, nel 1952, la famiglia Scott lascia le coste della Scozia alla volta dell’Australia. Bon vive questi anni nell’ovest australiano meglio di quanto facciano i fratelli Young (costretti nelle baracche di lamiera di VillaWood, in attesa di un lavoro e di un tetto).
Ronald è più interessato alla musica che agli studi e già a 12anni arriva la sua prima esibizione: un duetto con una compagna di classe al concerto della scuola. Intanto a tempo perso Bon suona la batteria e, a 15 anni, come già aveva fatto in un’altra parte dell’Australia un tale Malcom Young, il giovane Scott lascia la scuola.
Per campare Bon passa di lavoro in lavoro, tenendo viva la passione per la musica la quale lo ripaga con non poche soddisfazioni. Dopo le esperienze con Spectors e Valentines, Bon viene chiamato da Bruce Howe nei Fraternity, i quali nei primi anni ’70 arrivano a suonare sino in Germania e Inghilterra, dove la band si esibisce di spalla ai Geordie, formazione con alla voce un certo Brian Johnson…

Tornato in Australia, ad Adelaide, Bon ha un grosso incidente con la moto che gli costa tre giorni di coma e diversi mesi di ospedale. Passata la brutta esperienza Scott torna al mondo dei lavoretti di qualche anno prima e nello specifico nell’agenzia di Vince Lovegrove, anch’egli ex membro dei Valentines. Qui ha l’occasione di fare da autista ad una band chiamata Ac/Dc e nel post-show al Bruce Place, dopo una jam session, si propone come nuovo front-man ai fratelli Young. Pochi giorni dopo Dave Evans viene allontanato e mister Scott si unisce al gruppo sulla strada per Sydney…

My Daddy was workin’ nine to five
When my Momma was havin’ me
By the time I was half alive
I knew what I was gonna be
I left school and grew my hair
They didn’t understand
They wanted me to be respected as
A doctor or a lawyer man
But I had other plans

Gonna be a rock ‘n’ roll singer
Gonna be a rock ‘n’ roll star
Gonna be a rock ‘n’ roll singer
I’m gonna be a rock ‘n’ roll, a rock ‘n’ roll star

Well I worked real hard and bought myself
A rock ‘n’ roll guitar
I gotta be on top some day
I wanna be a star
I can see my name in lights
And I can see the queue
I got the devil in my blood
Tellin’ me what to do
And I’m all ears

Gonna be a rock ‘n’ roll singer
Gonna be a rock ‘n’ roll star
Gonna be a rock ‘n’ roll singer
I’m gonna be a rock ‘n’ roll, a rock ‘n’ roll star

I hear it pays well

Well you can stick your nine to five livin’
And your collar and your tie
And stick your moral standards
‘Cause it’s all a dirty lie
You can stick your golden handshake
And you can stick your silly rules
And all the other shit
That they teach to kids in school
‘Cause I ain’t no fool

Gonna be a rock ‘n’ roll singer
Gonna be a rock ‘n’ roll star
Gonna be a rock ‘n’ roll singer
I’m gonna be a rock ‘n’ roll, a rock ‘n’ roll star

Gonna be a rock ‘n’ roll singer
Gonna be a rock ‘n’ roll star
Gonna be a rock ‘n’ roll singer
I’m gonna be a rock ‘n’ roll, a rock ‘n’ roll star.

Yes I are!

Alessandro ‘Zac’ Zaccarini

(Si ringrazia lo staff di www.acdc-italia.com per aver concesso l’uso del proprio materiale esclusivo di Overhill Road)