“10 ragioni per iniziare a suonare e 1000 per smettere” – Quarta puntata

Puntuale, ecco il quarto capitolo della rubrica. La terza parte è disponibile qui.
4 – Il batterista
Volendo proprio parlare di batteristi, la cosa migliore sarebbe passare la palla ad un neuropsichiatria o ad un assistente sociale. Queste figure professionali saprebbero senza dubbio meglio di altri mettere a fuoco il disagio mentale che attanaglia coloro che si danno alla batteria. Chiunque abbia mai avuto a che fare con un batterista sa a quale disagio ci stiamo riferendo. Un disagio che si estrinseca in una serie di comportamenti al limite dell’autismo, della paranoia e a volte persino della schizofrenia.
Come capire se il vostro batterista sta impazzendo?
Ecco un test da fare a casa:
Il vostro batterista:
- Ha la tendenza a diventare padrone/gestore della sala prove? SI NO
- Sposta la disposizione degli strumenti della sala prove almeno una volta al mese? SI NO
- Si perde in particolari del tutto superflui quando discutete su come arrangiare un pezzo? SI NO
- Il suo set di batteria si modifica di mese in mese? SI NO
- Perde ore ed ore a settare tom, aste, pedali rischiando di mandare a puttane le prove? SI NO
- Pretende di cambiare un pezzo proprio la sera prima di un concerto? SI NO
- Tende a proporre soluzioni palesemente inattuabili ? SI NO
- Tende a proporre soluzioni controtendenti rispetto a quelle dei restanti membri? SI NO
MAGGIORANZA DI RISPOSTE “SI”:
Il vostro batterista non è né uno squilibrato, né un maniaco. È semplicemente un batterista.
MAGGIORANZA DI RISPOSTE “NO” :
Colui che voi chiamate batterista sta mentendo: non è chi dice di essere, non è un vero batterista o comunque smetterà presto. Perché un vero batterista fa tutte le cose summenzionate e fa anche molto di peggio. Non è colpa sua: lo fa a fin di bene, come gli altri vuole la soluzioni migliore. Il fatto è che però vede la musica in battute non in note, immagina e visualizza tutto in modo differente, a volte inintelleggibile a noi comuni mortali. Anche la vita la vede in battute: tutto è scandito dal metronomo della sua testa bacata. E’ come il cane, che vede il mondo con l’olfatto anziché con gli occhi come noi umani. Il batterista è diverso da tutti noi, è tempo di prenderne finalmente atto.
Ma altri sono invece convinti che quella dei batteristi sia effettivamente una forma di pazzia. Tra le possibili cause scatenanti:
- Il batterista è il motore del gruppo: questo fatto produce uno stress che conduce ben presto ad uno stato paranoide accompagnato da manie di grandezza/persecuzione.
- La complessità dello strumento unita alla possibilità di espandere virtualmente all’infinito il proprio set fa degenerare la struttura mentale del batterista irreparabilmente.
- Sbatti che ti risbatti, il batterista rincoglionisce precocemente (tesi più accreditata)
Infine, occorre citare per completezza anche la tesi dei “genetisti”: costoro suggeriscono una soluzione radicalmente diversa e per certi versi sorprendente: non sono i batteristi che diventano pazzi, ma sono i pazzi che diventano batteristi. Quantomeno affascinante.

© 2004 Daniele Galassi www.danielegalassi.com