“10 ragioni per iniziare a suonare e 1000 per smettere” – Quarta puntata

Di - 5 Febbraio 2005 - 0:05
“10 ragioni per iniziare a suonare e 1000 per smettere” – Quarta puntata

Puntuale, ecco il quarto capitolo della rubrica. La terza parte è disponibile qui.

4 – Il batterista

Volendo proprio parlare di batteristi, la cosa migliore sarebbe passare la palla ad un neuropsichiatria o ad un assistente sociale. Queste figure professionali saprebbero senza dubbio meglio di altri mettere a fuoco il disagio mentale che attanaglia coloro che si danno alla batteria. Chiunque abbia mai avuto a che fare con un batterista sa a quale disagio ci stiamo riferendo. Un disagio che si estrinseca in una serie di comportamenti al limite dell’autismo, della paranoia e a volte persino della schizofrenia.
Come capire se il vostro batterista sta impazzendo?
Ecco un test da fare a casa:
Il vostro batterista:

  1. Ha la tendenza a diventare padrone/gestore della sala prove? SI NO
  2. Sposta la disposizione degli strumenti della sala prove almeno una volta al mese? SI NO
  3. Si perde in particolari del tutto superflui quando discutete su come arrangiare un pezzo? SI NO
  4. Il suo set di batteria si modifica di mese in mese? SI NO
  5. Perde ore ed ore a settare tom, aste, pedali rischiando di mandare a puttane le prove? SI NO
  6. Pretende di cambiare un pezzo proprio la sera prima di un concerto? SI NO
  7. Tende a proporre soluzioni palesemente inattuabili ? SI NO
  8. Tende a proporre soluzioni controtendenti rispetto a quelle dei restanti membri? SI NO

MAGGIORANZA DI RISPOSTE “SI”:
Il vostro batterista non è né uno squilibrato, né un maniaco. È semplicemente un batterista.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE “NO” :

Colui che voi chiamate batterista sta mentendo: non è chi dice di essere, non è un vero batterista o comunque smetterà presto. Perché un vero batterista fa tutte le cose summenzionate e fa anche molto di peggio. Non è colpa sua: lo fa a fin di bene, come gli altri vuole la soluzioni migliore. Il fatto è che però vede la musica in battute non in note, immagina e visualizza tutto in modo differente, a volte inintelleggibile a noi comuni mortali. Anche la vita la vede in battute: tutto è scandito dal metronomo della sua testa bacata. E’ come il cane, che vede il mondo con l’olfatto anziché con gli occhi come noi umani. Il batterista è diverso da tutti noi, è tempo di prenderne finalmente atto.

Ma altri sono invece convinti che quella dei batteristi sia effettivamente una forma di pazzia. Tra le possibili cause scatenanti:

  • Il batterista è il motore del gruppo: questo fatto produce uno stress che conduce ben presto ad uno stato paranoide accompagnato da manie di grandezza/persecuzione.
  • La complessità dello strumento unita alla possibilità di espandere virtualmente all’infinito il proprio set fa degenerare la struttura mentale del batterista irreparabilmente.
  • Sbatti che ti risbatti, il batterista rincoglionisce precocemente (tesi più accreditata)

Infine, occorre citare per completezza anche la tesi dei “genetisti”: costoro suggeriscono una soluzione radicalmente diversa e per certi versi sorprendente: non sono i batteristi che diventano pazzi, ma sono i pazzi che diventano batteristi. Quantomeno affascinante.

© 2004 Daniele Galassi www.danielegalassi.com