Manilla Road: report concerto 12/04/04

Di - 19 Aprile 2004 - 19:08
Manilla Road: report concerto 12/04/04

Report concerto Manilla Road – 12 Aprile 2004, Ascoli Piceno

A cura di Giulio “Juliushark” Caputi.

Questa era una serata che aspettavo da anni, l’anno scorso non ho potuto infatti assistere al concerto che i Manilla Road fecero insieme ai Doomsword sempre a Porto D’Ascoli per motivi personali. Come ho già scritto in qualche topic, ci sono diverse cose da dire riguardo questo importante appuntamento per gli appassionati del classic/epic metal…e non.

Innanzitutto è stata una fortuna per me essermi spostato da Roma con grande anticipo, perchè trovare il locale “il Brunch” non è stato affatto semplice, da fuori poi sembra una normalissima pizzeria, comunque all’interno non è male anzi, lo spazio mi è sembrato ben organizzato, ma la più grossa difficoltà da me incontrata è stata l’orario!!!, considerando che a fine concerto dovevo ripartire immediatamente per Roma (causa lavoro la mattina seguente). L’inizio del concerto poi era alle ore 10.00!! (che in seguito sono diventate le 10.30 effettive), mi ha fatto piacere vedere le tre band di supporto tutte valide: Battle Ram, Ros ae Crucis e Gunfire (questi ultimi, i Gunfire, tra le più grandi e storiche realtà della scena italiana targata anni 80!! ndEnzo) ma far suonare i Manilla Road alle 0.30 è oggettivamente proibitivo, soprattutto se il concerto va a finire verso le 03.15 di notte!!, non so se questi due chiamiamoli “handicap” hanno influito come detterrente sulla scarsità delle presenze, cosa che continua imperterrita ad angosciare la mia mente, certo il concerto è stato qualcosa di indimenticabile (praticamente hanno suonato tutti i pezzi più belli della loro carriera comprese le migliori canzoni tratte dai loro primi album: invasion e metal), certo che è stata una soddisfazione oltre che emozione incredibile essere riuscito a parlare con il mio idolo Mark Shelton (umilissimo e socievole), ma tutto questo mi ha profondamente demoralizzato, la presenza di soli 35-40 fans massimo mi ha turbato (oltre che mi sono davvero vergognato), una esibizione di quel calibro (2 ore e mezza di meraviglioso epic and classic metal) per pochi intimi, sembrava pi ù un ritrovo tra vecchi amici che un vero concerto, e pensare che avevo di fronte una band con 25 anni di onoratissima carriera e con 12 album sulle spalle, che se avesse suonato al Gods of metal non avrebbe sfigurato anzi avrebbe meritato un posto sicuramente tra i gruppi più importanti.
Certo che ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente tutta la band e questo non potrò mai scordarlo!, non so come è o sarà il concerto di Brescia (poi ho saputo che le presenze sono state discrete), ma questa band merita piu rispetto, piu calore (nonostante fossimo tutti e trentacinque letteralmente estasiati, oltre che increduli!!), maggior considerazione, hanno scritto dei capolavori che scavano nell’anima, Open the gates, the deluge, crystal logic, mystification…etc…etc…mi auguro vivamente che in futuro qualche promoter gli organizzi dei concerti in cui veramente ci si possa rendere conto del valore e dell’importanza della band in questione.

Tra le band di supporto che maggiormente mi hanno impressionato sicuramente metto i Battle Ram, ottime le canzoni, buona la voce del cantante, bellissima la loro versione tributo ai Manilla Road con la cover “Road of kings”, ma tutti i musicisti hanno dato il massimo, così come per le altre due bands tra cui i Rosae Crucis, che avranno un futuro di sicuro successo e gli storicissimi Gunfire.

Passando ai Manilla Road il numero delle canzoni eseguite è stato innumerevole, vi basti sapere che con “Veil of negative existance”,” divine victim”, “masque of red death”, “cage of mirrors”, “atlantis rising” e “witches brew” ero andato nel delirio piu totale….Non mi aspettavo pi l’esecuzione di brani non tanto conosciuti ma che sono delle autentiche mazzate come : “Death by the hammer”, “March of the Gods”, “Up from the Crypt”, la bellissima “Road of kings” oltre che il loro classico più vecchio del 1979 e cioè la sempreverde “Far side of the sun”. Ho constatato poi che Shelton è in ottima forma fisica, notevolmente dimagrito, cosa che non si può dire del bassista e di suo fratello “Hellroadie” (il cantante), due autentici pesi da “novanta”. Volevo concludere il report sottolineando l’incredibile prova del giovanissimo drummer C.Christnel, appena 19 anni ma con un talento e una capacità impressionanti, penso proprio che ne sentiremo ancora parlare.
Up the hammers!!

Giulio “Juliushark” Caputi
caputigiulio@interfree.it