Death

Recensione libro: Abominium, storia del Death Metal Italiano [1994-2000] libro secondo

Di Stefano Ricetti - 23 Luglio 2026 - 6:43
Recensione libro: Abominium, storia del Death Metal Italiano [1994-2000] libro secondo

ABOMINIUM

Storia del Death Metal italiano (1994-2000)​​

Libro Secondo

di Mariano Fontaine

Pagine: 310

Formato: 16×23

ISBN: 979-12-986151-0-6​

25 Euro (spese postali incluse)

Crash Edizioni

 

Puntuale, come annunciato, giunge sul mercato il secondo e ultimo capitolo di Abominium, storia del Death Metal Italiano [1994-2000], libro secondo, da parte di Crash Edizioni.

Come facilmente intuibile dal titolo la trattazione prosegue il percorso interrotto con il tomo precedente (qui recensione) e riguarda le band successive alla prima ondata, quella che abbracciava il periodo ricompreso fra il 1986 e il 1993, che indagava su Sadist, Distruzione, Electrocution, Gory Blister, Novembre, Natron, Undertakers, solo per citarne qualcuna.

In questo nuovo libro, sempre curato dalla penna di Mariano Fontaine, il Death Metal nostrano giocoforza si distacca dalla propria dimensione primigenia, come esigono le regole del mercato, puntando a una condizione maggiormente professionale. Quantomeno nelle intenzioni. Così come sviluppato nel primo volume, l’autore, per il tramite delle svariate testimonianze raccolte, mantiene quel fondamentale fil rouge capace di indicare le linee guida di un percorso che prevede anche un’analisi del contesto sociale, politico ed economico ove si svolgono i fatti. Ad esempio, rispetto alla dimensione pioneristica degli anni Ottanta, il dilagare di Internet cambia decisamente le regole del gioco, anche in ambito musicale estremo e i gruppi italiani intravedono delle possibilità concrete per ritagliarsi un ruolo nel panorama internazionale partecipando a molti concerti e intraprendendo veri e propri tour oltre a frequentare studi di registrazione d’oltrefrontiera confrontandosi con produttori affermati.

Poi il corso della storia fornirà risposte diverse, in molti casi, scontando gli stessi problemi affrontati nel primo volume, proprio perché proporre Death Metal nella patria del neomelodico non è affatto impresa semplice. Ad acuire ulteriormente le difficoltà, spesso, dei contesti logistici ostili legati alla zona di appartenenza, oltre ai sempiterni motivi che portano a prendere delle decisioni difficili in momenti nei quali bisogna decidere “cosa fare da grandi”. Non che all’estero se la passassero meglio, molto probabilmente, al di là dei casi ove l’ecosistema musicale lo consentiva, ad esempio in Scandinavia, certo è che alle nostre latitudini funzionava in maniera differente.

La forza di Abominium, storia del Death Metal italiano [1994-2000] risiede proprio in questo, cioè aver raccolto e poi sapientemente incanalato una miriade di dichiarazioni in prima persona rilasciate da parte di musicisti e addetti ai lavori appositamente per il libro, quindi altamente focalizzate nei confronti della tematica presa in esame.

Un plauso va senza dubbio concesso a Gary D’Eramo, personaggio cardine del Metallo Italiano, uno con un credo infinito che ha fatto letteralmente la fame per un certo periodo della sua vita ma non ha mai mollato di un solo millimetro, con i suoi Node, che per l’occasione apre le porte dei suoi ricordi personali e non le manda certo a dire, quando necessario. A seguire l’aneddotica sciorinata dai Cadaveric Crematorium e l’intolleranza di Giuseppe “Buzz” Nicolò dei Memories of a Lost Soul così come chicche sparse qua e là: furgoni sequestrati alla frontiera, vomitate colossali, diarree furiose, cibarsi di una rosa intera comprensiva di spine dopo un concerto a New York, cd nuovi incellofanati con dentro, al posto della musica del gruppo, nella fattispecie i No More Fear, un video pubblicitario di un tizio che vende scale (?!?).

Fa sempre piacere, poi, che venga ricordato fra le varie storie un instancabile agitatore come Giuseppe “Baffo Jorg” Zappimbulso, purtroppo scomparso prematuramente, nella fattispecie omaggiato dagli Aiwaz, così come Fabio Tollis, voce degli Infliction, barbaramente ucciso dalle Bestie di Satana il 17 gennaio del 1998, insieme con Chiara Marino.

Chiosa racchiusa in due pagine, tremendamente amara ma altrettanto veritiera, da parte di Fontaine, sulla situazione del Death Metal italiano contemporaneo.

Così come per il primo capitolo della saga, il logo Abominium è stato realizzato da The Old Nick mentre le varie illustrazioni a tema presenti portano la firma di Francesco Vignola. I testi contenuti nel libro si accompagnano a varie foto delle band, locandine di concerti e copertine di dischi, sempre in bianco e nero.

Refusi a livello fisiologico, al di là dell’incapriccio su Steve Minelli dei Node.

Qui di seguito l’elenco completo dei gruppi trattati all’interno del libro, suddivisi per anno. Ops… per ossario!

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

1994 Nono Ossario: Aiwaz, Blood Stained Host, Dammercide, Funereum, Node, Thy Nature, Wort

1995 Decimo Ossario: Algol, Arkenemy, Desecrate, Dominance, Extinction, Infliction, Memories of a Lost Soul, Nefas, Steel Cage, VII Arcano

1996 Undicesimo Ossario: Cadaveric Crematorium, Corpsefucking Art, Crown of Autumn, Eresia, Ghouls, Humangled, Methedras, No More Fear, Valgrind

1997 Dodicesimo Ossario: Antropofagus, Dark Lunacy, Hateful, Illogicist, Infernal Poetry, Karnak, Last Rites, Sudden Death

1998 Tredicesimo Ossario: Blasphemer, Delirium X Tremens, Edenshade, Rising Moon

1999 Quattordicesimo Ossario: Coram Lethe, Disarmonia Mundi, Golem, Hour of Penance, Raintime

2000 Quindicesimo Ossario: Any Face, Embryo, Vomit the Soul, In-Sight