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Recensione libro: I 100 Inossidabili Ep Metal

Di Stefano Ricetti - 27 Ottobre 2020 - 12:13
Recensione libro: I 100 Inossidabili Ep Metal

I 100 INOSSIDABILI EP METAL

di Antonio Zuccaro

I Tifoni 18

202 pagine a colori – 15×21

ISBN 978-88-94859-39-3

Tsunami Edizioni

18 Euro

 

Antonio Zuccaro ha colpito nel segno! L’autore di I 100 Inossidabili Ep Metal ha infatti scovato un antro non ancora ricoperto dalla copiosa letteratura metallica e metallara che ha inondato le librerie e i vari shop online in questi ultimi anni. E non solo con i vari “best 100” di turno…

Molto interessante la definizione allargata di Ep elargita all’interno dello stesso libro a pagina 7:

Per le più importanti case discografiche mondiali e nei dizionari nazionali, le definizioni “extended play” e “mini album” indicano due prodotti diversi, con (sottili) differenze evidenziate in base alla durata della musica e al numero di canzoni contenute; tuttavia, non esiste omogeneità di pensiero riguardo i parametri di valutazione. La percezione dei consumatori, invece, nel corso degli anni ha fatto diventare i termini pressoché sinonimi: per gli appassionati, un disco con non più di sei canzoni e non meno di tre, o con una durata inferiore a un LP, è indifferentemente un EP o un mini album. Insomma, se si escludono i maxi singoli con due sole tracce, tutti i dischi non classificabili come long playing perché meno “corposi” in termini di composizioni e durata, sono EP e/o mini album.

La storia degli extended play parte da lontano e ha seguito l’evoluzione del disco in vinile sin dal vetusto 78 giri. I mini album possono avere un formato di 7, 10, 12 pollici e girare a 45 o 33 giri, e sono utilizzati dagli artisti (a volte su indicazione delle case discografiche) per vari scopi, anche se i principali possono essere ridotti a tre: lanciare una nuova band senza sobbarcarsi i maggiori costi di registrazione di un intero album; pubblicare canzoni realizzate durante le stesse sessioni di registrazione di un long playing, ma rimaste escluse dal prodotto finale; colmare il “vuoto” temporale che può intercorrere tra un LP di un gruppo e il seguente, mantenendo desta l’attenzione del pubblico grazie a qualche composizione inedita.

 

Il “segreto” del libro griffato Tsunami Edizioni con prefazione di Steve Sylvester dei Death SS risiede nel fatto di sapersi insinuare, per il tramite delle parole profuse del suo autore, nei cuori dei metallari che proprio su questi Ep hanno veemente palpitato in passato. Inutile nascondersi dietro a un dito: i veri appassionati se ne sono sempre strafregati delle controindicazioni legate all’uscita di un Ep sopra menzionate. La voglia di averlo fra le mani, il gusto di godere di grafiche spesso spartanissime sia in copertina che sul retro, accompagnate da ancor più scarne note tecniche ma riportate a caratteri più grandi di quelli usuali era e rimane impagabile. La consapevolezza di potere far proprio un oggetto particolare, già di per sé chicca e che sarebbe poi divenuto ancor più chicca nel tempo, superava qualsiasi ostacolo, anche economico.

Ritrovare, quindi, fra la centuria di Zuccaro, Coup De Métal degli H-Bomb, First Strike dei Warrant tedeschi, e Deliver Us dei Warlord, solo per enumerarne tre, non può che riesumare antichi pruriti e godimenti mai del tutto sedimentati. Va dato merito all’autore, poi, di aver sciorinato delle recensioni totali, nulla a che vedere con quelle schede piuttosto asettiche e noiose che talvolta campeggiano su opere cartacee di varia natura appartenenti al settore. Ogni vinile viene presentato a 360° e la sua porca figura la fa anche la copertina a colori, checché se ne dica del fascino del bianco e nero… Oltre al “corpo recensione classico”, alle varie note tecniche e alla genesi dell’opera, viene fornito un ampio excursus anche sulla band che lo ha realizzato e viene altresì dato libero sfogo all’aneddotica (con qualche prezioso e succoso inedito) che talvolta accompagnava queste uscite. Non da meno, in qualche caso, anche la valutazione di mercato odierna di certi Ep.

Una siffatta panoramica presuppone un minuziosissimo lavoro di approfondimento che conferisce a ciascuna disamina la titolarità di poter vivere di vita propria ma soprattutto sa entusiasmare, peculiarità di non moltissime uscite del panorama siderurgico letterario. Anche l’Italia, comunque, se la gioca in pieno, schierando un’armata forte di Death SS, Strana Officina, Astaroth, Dark Lord, Gunfire, Paul Chain Violet Theatre e, a sorpresa, i Run After To. Oltre ai grandi nomi internazionali spazio coraggiosamente anche ad antiche gemme nascoste: Attila, Defender, Evil e, come sempre accade all’interno di queste raccolte, inevitabilmente rischiano di far più rumore gli esclusi eccellenti, nella fattispecie gli Exciter di Feel The Knife del 1985 e la Morgana nazionale con l’omonimo dell’88. Ma fa parte della sensibilità dell’autore e del suo background ratificare le scelte, che immagino essere state particolarmente sanguinose, per arrivare a “soli” cento pezzi finali.

Entusiasmante.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti