Heavy

Recensione libro: Steve Sylvester, Il Negromante del Rock, le origini dei Death SS (1977-1982)

Di Marco Donè - 3 Aprile 2020 - 9:35
Recensione libro: Steve Sylvester, Il Negromante del Rock, le origini dei Death SS (1977-1982)

 

Steve Sylvester

Il Negromante del Rock

Le origini dei Death SS (1977-1982)

con Gianni Della Cioppa

I Cicloni 35 – 256 pagine + 16 a colori – 16×23 – ISBN 978-88-94859-35-5

20 €

Tsunami Edizioni

Nel 2011, grazie a Crac Edizioni, usciva il crack – gioco di parole voluto! – dell’editoria facente riferimento a uomini, storie e avventure sconosciute dell’heavy metal italiano. Il Negromante del Rock, La biografia di Steve Sylvester, con le sue 220 pagine irrompeva sugli scaffali e nelle vetrine delle librerie, atta a colmare un vuoto cosmico. Quello, appunto, dei primi passi di Sua Maestà Infernale Steve Sylvester il quale, con l’aiuto di Gianni Della Cioppa per la prima volta si mise veramente a nudo – per non farsi mancare niente anche in copertina – svelando retroscena, vizi, viziacci e virtù della sua gioventù artistica, quella che diede vita alla maledetta creatura proveniente dagli inferi chiamata Death SS. Mooooolto più di una band heavy metal, o doom metal o horror metal che dir si voglia…

Bello, bellissimo quel libro, seppur troppo breve, alla fine del quale nasceva spontanea una pulsione irrefrenabile affinché la storia poi continuasse, in qualche modo, dopo quella dannata notte del 5 giugno 1987… Il tempo è sì tiranno ma talvolta pure galantuomo: agli inizi di settembre del 2018 si costituì, fra le segrete di un antico edificio, un “naturale” power trio che, dopo mesi e mesi di febbrile lavoro, darà alle stampe l’agognato, monumentale sequel, intitolato La Storia dei Death SS (1987 – 2020), uscita prevista a maggio 2020, situazione emergenziale nazionale premettendo.

Massimo comune denominatore di questa operazione letteraria la casa editrice Tsunami Edizioni che, a mo’ di succosissimo aperitivo, licenzia in questi giorni la versione remixed&remaster de Il Negromante del Rock, Le Origini dei Death SS (1977-1982), oggetto della recensione.

Questa nuova edizione, più grande come formato, riveduta e corretta rispetto a quella del 2011 rimette al proprio posto alcune cose, non da poco, a partire della copertina, che ritrae Il Signore delle Tenebre Steve Sylvester in un’immagine appartenente al periodo narrato all’interno del tomo, che per la cronaca spazia dal 1977 al 1982, con propaggini sino al 1987. Lo scatto con il serpente utilizzato da Crac era successivo così come moltissimo altro materiale fotografico utilizzato lungo il racconto primigenio. Questo perché Steve Sylvester, nel 2011, non aveva in animo di dare un seguito letterario alla sua storia e a quella dei Death SS. Il Negromante (colui il quale predice il futuro tramite l’evocazione dei morti. Indovino, stregone) griffato Tsunami inanella viceversa immagini, anche inedite, appartenenti cronologicamente alle vicende citate nel racconto, rimuovendo tutto il materiale post 1987. Concessa una sacrosanta deroga temporale per alcune foto strettamente funzionali all’argomento o all’oggetto trattato, che hanno l’obiettivo di testimoniare visivamente quanto scritto. Cambia anche il “ritmo”, con questa edizione, sebbene il contenuto portante permanga pressoché inalterato, grazie a un lavoro di cesello/integrazione nel testo/modifica/riposizionamento sui numerosi box presenti in quella del 2011, rendendo così più agile la lettura. Sia ben chiaro, comunque, che Il Negromante “originale” rimanga tuttora un lavoro di altissimo profilo, splendidamente funzionale alla causa, nonostante difetti di gioventù.

Dopo le prefazioni di Carlo Lucarelli, Marco Manetti (Manetti Bros.) e del “nostro” Stefano “Steven Rich” Ricetti (dal quale prendo in prestito, adattandola al nuovo contesto, la recensione del 2011), che in questa remix & remaster edition ha curato un ulteriore addendo inedito introduttivo al libro, intitolato Heavy Fucking Demons 666, l’opera si impenna fin da subito scomodando il trapassato remoto del bimbo Stefano Silvestri, colui che diverrà nel giro di qualche anno una delle icone – se non l’icona assoluta – dell’heavy metal italiano. Il racconto si sviluppa fra molte foto inedite e una grafica accattivante, degna di un Signore delle Tenebre di cotanta portata. La forza del Negromante del Rock risiede nel fatto che il leader dei Death SS apre lo scrigno dei propri ricordi, sciorinando storie e aneddoti come se fosse in tranche agonistica da concerto, tanto è il trasporto che il protagonista mette nella narrazione, che viene dispensata abbinata a una cura maniacale per la riproduzione dei particolari legati ai vari momenti, tenendo fede e onorando il sempre presente principio del value for money. Dalla Sua anche dei moti di pentimento riguardo certi comportamenti passati a testimoniare la vocazione di “libro aperto” data alle 256 pagine dell’intero lavoro (più 16 riempite di foto a colori dell’epoca, non presenti nell’edizione 2011).

Si scopre così che in moltissime occasioni le leggende circolate sui Death SS si rifanno a fatti veramente accaduti, quindi profanazione di cimiteri, agghiacciante sesso di gruppo all’interno di ossari, sale prove assimilabili a cripte e concerti a base di carne animale ammalorata gettata verso il pubblico, direttamente estratta da una bara depositata a centro palco piena di frattaglie immonde putrefatte. Dietro tutte queste solari storielle vengono narrati i presupposti, gli aneddoti e inevitabilmente le chicche scorrono a fiumi.

L’universo Death SS, tra addetti ai lavori e musicisti, annovera tre morti e un occhio perso durante un rituale, mica scherzi… Molto interessanti gli spaccati nei quali vengono tratteggiati dei personaggi senza i quali, bene o male, i Death SS sarebbero divenuti quelli che conosciamo oggi. Quindi la bella, solare e disinibita Milena, della quale viene riportata una ben riuscita foto mentre è distesa sulla spiaggia di Pesaro nel 1978, l’estro e la dannazione di Aldo Polverari, poi l’antagonista Sanctis Ghoram e il misterioso Mago di Orciano, solo per citarne quattro.

A mantenere una sorta di fil rouge con l’edizione licenziata da Crac, di tanto in tanto, a supporto del racconto, si trovano degli incisi (box) dai titoli ben precisi con un inizio e una fine che sviluppano un concetto piuttosto che chiarificano la visione del protagonista rispetto a un particolare argomento. In questo senso spiccano sicuramente le quattro pagine ove Steve Sylvester dice la sua riguardo i tipi di droga da lui provati nella vita.

Si chiude al 5 giugno 1987, data nella quale la band formato Paul Chain/Sanctis Ghoram suona quello che viene annunciato come l’ultimo show dei Death SS. Venutolo a sapere, Steve Sylvester si mobilita, raggiunge la località del concerto e…

Appendice particolarmente ricca, con interviste agli ex Death SS Franco “Thomas Chaste” Caforio, Danny Hughes, Claud Galley e Andrea “Thomas Hand Chaste” Vianelli. Imperdibile e incredibile la chiacchierata con “il morto” Paul Chain, come le altre priva di qualsiasi tipo di censura anche quando le versioni dei fatti raccontati cozzano con quanto dichiarato da Steve Sylvester, protagonista di una conversazione a chiudere il capitolo di ben diciannove pagine fra domande e risposte.

Ultimi in scaletta la discografia, i progetti paralleli, le collaborazioni e il fumetto dedicato al gruppo.

IL NEGROMANTE DEL ROCK, Le Origini dei Death SS (1977-1982), è libro ben fatto che costituisce autentica manna dal cielo per i fan dei Death SS e nello stesso tempo racconta senza inibizioni di sorta una delle più interessanti favole dello scibile Rock italiano, perché tutto avrà fine con la morte di S.S., così come scritto sulla rivista Rockerilla numero 19 del dicembre 1981…

 

Marco “Into Eternity” Donè              

  

Qui di seguito i link per chi fosse interessato a ordinare il libro nelle sue due versioni.

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