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ROCK AGAINST SIAE 3′ ATTO @ COLONY (BS) – LIVE REPORT

ROCK AGAINST SIAE 3′ ATTO @ COLONY (BS) – LIVE REPORT

ROCK AGAINST SIAE 3′ ATTO @ COLONY (BS) – LIVE REPORT

La terza edizione dell’ormai notorio fest ” Rock Against Siae” che da luglio dello scorso anno insieme ai “Sakem”, (band testimonial dell’evento),  è in tour Italiano al solo scopo di valorizzare il fenomeno sociale di aggregazione legato alla musica ed alla sua libera condivisione, in opposizione alle speculazioni ed ai vincoli imposti dal copyright e dalla Società Italiana Autori ed Editori, sbarca finalmente a Brescia dopo la fortunata data Romana svoltasi sabato 24.10.14.

Questa volta però è domenica  04.01.15.

La data in se è un po scomoda per gli eventi live in genere;

1) si trova nel pieno del ponte delll’Epifania

2) risulta essere ancora troppo a ridosso delle recenti festività di Capodanno e Natale in cui solitamente,  si è speso e festeggiato a sufficienza.

La tendenza della gente in questo periodo, è solitamente quella di rimanersene a casa per recuperare fisicamente ed economicamente dalle recenti gozzoviglie, risparmiando ciò che resta di stipendi e tredicesime, salassati dai regali, settimane bianche, cenoni ed uscite varie.

L’ingresso gratuito, il messaggio di liberalizzazione del fenomeno musicale in opposizione alla speculazione della nostrana SIAE, la diffusione di informazione circa le alternative al patrocinio dell’opera musicale al di fuori del monopolio SIAE ed il gran numero di band provenienti da tutta Italia a sostegno dell’iniziativa, lascia però ben sperare; tanto più che la location scelta è una delle più nominate per eventi live di rilievo sulla scena musicale alternativa internazionale.

Non essendo mai stata prima al Colony pur avendo apprezzato gli eventi proposti dal locale attraverso i media, colgo la palla al balzo per dare il mio supporto a ROCK AGAINST SIAE e contemporaneamente farmi un’idea sul Circolo Colony che avevo tanto sentito nominare.

Giungo da Parma all’indirizzo indicato nel sito ufficiale del  Colony con quasi un’ora di anticipo sull’apertura cancelli e per prima cosa,  rimango spiazzata.

Il locale non cè.

Riprogrammo il navigatore più volte ma l’indirizzo pare proprio essere quello.

Eppure…niente locale e nessuno a cui chiedere.

Totalmente esterna alla città di Brescia, la zona industriale in cui si trova il Circolo Colony era deserta come tutta l’area circostante.

Per kilometri solo ditte e capannoni chiusi a perdita d’occhio a ridosso dell’autostrada.

Ma di locali nemmeno l’ombra.

Dopo aver fatto più volte il giro della intera zona ed essermela presa col navigatore per avermi portato evidentemente ad un indirizzo sbagliato, stavo per rassegnarmi e tornarmene a Parma con la piva nel sacco, quando dallo scivolo di una ribalta con tanto di sbarra chiusa, sento provenire suoni e voci che attirano la mia attenzione.

Scesa dalla macchina mi incammino giù per lo scivolo con qualche esitazione per il buio con l’intenzione di chiedere informazioni su dove fosse il Circolo Colony ma con mio immenso stupore realizzo che il locale si trovava proprio la sotto.

Non una luce, un cartello o un’insegna.

Roba che se non sai dov’è non lo troveresti mai.

Attendo spaesata l’apertura del locale tra i capannoni chiusi e al buio pesto mentre mi rassicuro guardando i musicisti entrare ed uscire dal locale con borse e strumenti.

Dopo una ventina di minuti, in perfetto orario le porte si aprono e finalmente un po di luce si riversa sulla strada dall’interno del locale.

Non me lo faccio dire due volte ed entro, spegnendo la sigaretta appena accesa.

 All’ingresso vengo bloccata alla cassa dove mi viene chiesto il pagamento di cinque euro.

Sapendo che il fest doveva essere ad ingresso gratuito, chiedo informazioni al personale del Colony presente in cassa e mi viene spiegato che il costo non era da attribuirsi all’ingresso, bensì alla tessera ACSI necessaria per accedere al locale, essendo il Colony un circolo.

Mi viene inoltre spiegato che tale tessera è valevole in ogni circolo della stessa tipologia (ACSI) e che ha validità di un anno.

 A pagamento effettuato però non mi viene rilasciata alcuna tessera.

Alla mia richiesta di spiegazioni, il ragazzo in cassa dice che sono terminate e non è stato possibile stamparne di nuove, per cui mi invita a ripassare per ritirarla la settimana seguente, quando ne sarebbero state stampate di nuove.

Lo stesso viene spiegato ad altre ragazze (probabilmente le fidanzate dei musicisti arrivate con loro nel pomeriggio) in coda alla cassa insieme a me.

Resto nuovamente perplessa.

Essendo stata io la prima cliente ad entrare nel locale, avrei dovuto ricevere regolarmente la tessera Acsi per cui mi si chiedeva il pagamento dei 5 euro, eppure ad evento appena iniziato le tessere erano già finite.

Questo particolare, unitamente alla assenza di indicazione alcuna a segnalare la presenza del Circolo e la sua ubicazione infelice, mi indispone nei confronti del Colony per qualche istante, mentre mi soffermo a interrogarmi su quanti avventori di quella sera, sarebbero tornati laggiù la settimana dopo  per cinque euro di tessera Acsi.

Quanti di quei 5 euro invece sarebbero rimasti in tasca al locale?

Perchè non alle band che invece suonavano gratuitamente a sostegno dell’iniziativa?

Non proseguo nell’intento di rovinarmi la serata, mi compro una birra e mi piazzo sui divanetti in prossimità del palco ad attendere l’inizio delle esibizioni.

La location è veramente bella, molto grande e con un live stage di tutto rispetto che da garanzia sulla godibilità dei live, l’unico pensiero restava che forse l’ubicazione infelice ed la data particolare, non avrebbero facilitato il riempirsi di tutto lo spazio a disposizione.

Alle 20.30 in punto, locale ancora semi vuoto, inizia la prima band: LIGHTED BY THE DARK, giovane formazione heavy metal di Rovigo, la quale malgrado la scarsità di pubblico presente sotto il palco e l’orario infausto, riesce a dare una ottima prova, sia per la professionalità dimostrata sul palco e sia anche per esecuzione dei brani, la quale è risultata molto pulita e nitida benchè i ragazzi avessero fatto solo un breve line check prima di iniziare il set.

la serrata bill del fest non lascia tempi morti on stage e in men che non si dica sono già pronti gli STAR SCREAM, formazione locale che propone un allegro e spiritoso Punk Rock alla Ramones, intermezzato da esplosioni di coriandoli, piatti della batteria e chitarre che vanno a fuoco e scenette comiche demenziali alla school of Rock.

La prestazione dei ragazzi è assolutamente divertente ed avvicina un po di pubblico al palco grazie alle trovate pirotecniche ed all’attitude simpaticissima degli elementi, che coinvolti dallo show danno prova di divertirsi un sacco.

Gli STARSCREAM ridono tra loro e scherzano con la gente facendo talvolta finire in secondo piano la musica a causa di qualche imprecisione esecutiva, che comunque non penalizza piu di tanto il live set, lasciando tutti col sorriso stampato in faccia.

Appena liberato il palco, sono già pronti gli ETERNAL SILENCE, formazione gothic metal di Luino in cui milita il chitarrista Riga degli headliner Sakem.

La band propone una sequenza di brani tratti dal loro ultimo EP, dimostrando grandi qualità tecniche e compositive unitamente ad una buona padronanza del palco ed una altrettanto ottima capacità esecutiva, arricchita da basi che rendono il sound perfettamente equilibrato con la parte eseguita live.

La gente intanto comincia ad arrivare ed il locale si anima anche se lo spazio veramente vasto resta sempre un pò vuotino e l’atmosfera fatica a scaldarsi.

Appena scesi gli ETERNAL SILENCE, salgono sul palco quelli che a mio giudizio restano la rivelazione della serata.

I COUNTERSTROKE, Stonegressive Metal Band  di Lecco, che propone un sound moderno e contaminato da tastiere con sonorità ed arrangiamenti appartenenti alla sfera colta del progressive ma senza esasperarne le caratteristiche.

La band dimostra grande maturità compositiva e le song proposte lasciano il segno colpendo proprio in mezzo al mucchio, ovvero interessando le orecchie più raffinate ed esigenti senza risultare troppo distanti o inarrivabili ad un pubblico più eterogeneo.

L’unica pecca forse dovuta al contesto è stata la staticità del live set che ha lasciato ben poco da guardare agli occhi, concentrando cosi tutta l’attenzione sulla musica eseguita in modo perfetto ed altrettanto ben riproposta dal banco mixer del locale.

A seguire è il turno dei NEHET formazione death metal di Brescia, scaturita dai  Blessed Death.

I ragazzi offrono una prestazione live completa ed equilibrata sia nella scelta dei brani che nella presenza sul palco.

I Connotati estremi del sound non oscurano ne confondono l’orecchio anzi valorizzano i repentini cambi di tempo abbinati alle vocalità noise, lasciando il sound chiaro e potente  valorizzato da una esecuzione precisa e priva di incertezze.

Nel frattanto la gente che doveva arrivare è arrivata, il locale rimane come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista e l’ora comincia ad essere tarda quando salgono sul palco i co-headliner della serata, i Milanesi IRA.
La band che è presente sulla scena ormai da anni non ha bisogno di presentazioni.
Techno Death Metal di ottima e consolidata qualità.
Gli IRA seguono la via della vecchia scuola death metal degli storici Death lasciandoli emergere senza riserva da ogni brano proposto come volontario marchio di fabbrica identificativo di un genere, che i Milanesi propongono in modo diretto e privo di fronzoli.
Una canzone via l’altra, poche parole e tanta musica ben eseguita e valorizzata dalla sempre migliore qualità dei suoni.
I pochi presenti si appoggiano alla transenna e guardano attenti le evoluzioni dei musicisti sui propri strumenti apprezzando le qualità tecniche di ognuno di loro e di tutta la band nell’insieme.

Infine giunge finalmente il momento dei Sakem a chiusura dell’evento come nelle precedenti edizioni.
La all star band Milanese di recente formazione è nel backstage a prepararsi quando gli IRA terminano il set.
Da buona reporter mi intrufolo nella parte off limits del locale e riesco a scambiare due parole con il cantante Lexx ed il bassista Giò.
Entrambi in piena influenza ed imbottiti di tachipirina mi fanno intendere di essere molto provati dalla giornata e dalla precaria condizione di salute ma promettono di fare come sempre del loro meglio.
Prima di salire sul palco, Lexx spegne il mozzicone di quella che non sembrava una sigaretta ordinaria e con gli occhi arrossati dall’influenza o dal fumo risponde ad una mia domanda diretta su quale fosse il suo parere circa la serata in corso.
La risposta è lapidaria e un po sibillina ma non lascia spazio ad interpretazioni,
 
IO :- lexx cosa ne pensi di questa edizione di ROCK AGAINST SIAE
 
LEXX :- penso che nella musica soprattutto in italia sia pieno di froci col culo degli altri, a partire dalla SIAE per finire ad altre realtà molto meno importanti a livello nazionale ma altrettanto fondamentali per la musica stessa….Ma che vuoi fare? finchè ce n’è viva il Re, meglio suonare gratis che contare i cinque euro nel cassetto a fine di ogni serata.
scusa devo andare…
 
La prestazione dei SAKEM è quella già vista in altre occasioni ma sprovvista della carica necessaria, la band si esibisce a tarda ora e in assenza di pubblico e di interazione con esso, esegue i brani senza fiato uno dietro l’altro con la chiara intenzione di concludere il set al piu presto.
L’unica pausa concessa è prima dell’esecuzione di “TATANKA”, il brano che la band ha voluto regalare in free download al pubblico e in un numero limitato di copie durante la serata.
Per il resto freddissimi come mai ci è capitato di vederli, i SAKEM eseguono il loro set e ringraziano evaporando letteralmente dal locale un minuto dopo.
La qualità dei brani proposti non ha risentito della situazione emotiva dovuta al contesto ma avremmo apprezzato di più il solito show carico e intenso, in cui la band condivide con la gente lo stesso tipo di visibile divertimento.
Il divertimento che deriva direttamente dalla musica, dal suonarla e dall’ascoltarla insieme, condividendone il messaggio di aggregazione.
Prima di andarmene anche io a casa, mi soffermo ad osservare alcuni musicisti delle band ancora presenti nel locale, fermi al bancone per l’ultimo bicchiere.
Ascoltando di sfuggita i loro commenti, realizzo che oltre a suonare gratis le band hanno pure dovuto pagare sia i drink che la cena e con amarezza mi domando chi ci abbia veramente guadagnato questa volta.
Metto il cd preso in omaggio dal merch dei Sakem nello stereo della macchina e torno a Parma con la certezza che non farò più ritorno da quelle parti, tessera ACSI o meno.
 
Evelyn