Death Doom

Intervista John McEntee e Chuck Sherwood (Incantation)

Di Michele Savoldi - 21 Agosto 2020 - 9:00
Intervista John McEntee e Chuck Sherwood (Incantation)

Intervista realizzata da Mickey E.Vil (Radio Onda D’Urto FM, The Mugshots) in collaborazione con Mortifero (Nott, Nebrus).

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Ciao cari John e Chuck! Com’è la vita sulla costa orientale durante questa emergenza sanitaria? Mi piacciono le bandane e le mascherine degli Incantation che state vendendo!

Chuck: Hey amico. Tempi selvaggi in effetti, desolazione o caos essenzialmente. Quella mascherina è risultata utile in molte occasioni, non c’è nulla come la spudorata auto-promozione, giusto? Hahahah.

Cosa devono aspettarsi i fan dal vostro attesissimo nuovo album Sect Of Vile Divinities?

C: Un lavoro ampio e dinamico dal nostro punto di vista. Ma senza mai allontanarsi dall’anima stilistica di ciò per cui conoscete gli Incantation. C’è la rabbia, l’oscurità e il Doom. Tutto con le sottili differenze tra noi 4 applicate ad ogni canzone. Spero verrà percepito nello stesso modo in cui lo presentiamo. Godetevelo.

Potete dirci qualcosa del bell’artwork di Eliran Kantor e dei formati disponibili del nuovo disco?

C: Concettualmente si tratta delle entità e delle divinità menzionate nell’album assemblate sotto forma di una sorta di tempio, come una “setta” comune. La copertina le ritrae tutte insieme che condividono la stessa “vile” natura contro le opposizioni religiose (o etiche religiose) e il fallimento umano. Troverete illustrazioni che rispecchiano canzoni come Unborn Ambrosia, Entrails Of The Hag Queen, Propination e Shadowblade Masters Of Tempest And Maelstrom. Per quanto riguarda i formati abbiamo una tiratura molto limitata in cassetta, molte variazioni su vinile e una stampa in CD, tutti davvero fantastici. La Relapse eccelle davvero nel provvedere varietà.

Dopo oltre 30 anni, quanto brutali e blasfeme sono le liriche degli Incantation?

C: Per questo disco in particolare ho attinto alle mie tipiche muse ma aggiungendo argomenti a me non familiari. Un modo di ricercare interessi ed esplorare il mio subconscio con il Death Metal come catalizzatore. Folclore, mitologia, storia, occultismo e i miei sogni sono parte di ciò ovunque abbia contribuito per i testi. Per esempio, Fury’s Manifesto si adatta perfettamente alla natura della musica per esprimere la blasfemia contro l’etica religiosa e il suo fallimento in favore del vero e proprio male che le fedi stesse hanno creato.

Siete soddisfatti di lavorare ancora con la Relapse dopo tanti anni? Cosa pensate della rinomata credibilità di questa etichetta, dato che hanno sempre scelto di badare alla qualità piuttosto che inseguire il prossimo trend?

John: Siamo molto felici di lavorare con la Relapse Records. Hanno sempre fatto un grande lavoro da quando abbiamo nuovamente firmato con loro. Ci sono stati problemi in passato ma sia la band che l’etichetta hanno imparato parecchio e guadagnato un sacco di esperienza da allora. Dunque ora siamo in grado di avere un rapporto di lavoro produttivo con loro. Il che è molto importante per noi.

Qual è la vostra percezione della scena Death Metal americana attuale comparata con quella dei gloriosi anni Novanta?

J: Beh, nessuna epoca per me sarà migliore della scena Death Metal dei primi anni Novanta. Tutto era così fresco e nuovo e non esistevano regole nel genere. Ma ad essere onesti anche oggi è un’epoca fantastica per essere una band Death Metal o essere un fan, ci sono un sacco di grandi band dedite a molti stili di Death Metal. C’è una nuova generazione di fan che amano davvero il sould della vecchia scuola. Qualche nuova band che apprezzo: Mortiferum, Perdition Temple, Faith Extractor, Molder, Ascended Dead, Shed the Skin, Undergang, Mortuous, Troops of Doom e i Kurnugia; inoltre la band old school False Prophet si è riformata qualche anno fa e spaccano davvero. Dovreste dare un’ascoltata a queste band. C’è molto a cui guardare per il futuro di questi tempi in ambito Metal.

Il Death Metal senza compromessi degli Incantation è stato fonte di ispirazione per innumerevoli band. Come vi sentite ad essere una tale ispirazione e quali consigli dareste a tali band per distinguersi nella scena attuale?

C: La parola “surreale” potrebbe ben descrivere il fatto che qualcuno si ispiri a ciò che facciamo. Spero solo che potremo umilmente continuare a farlo. A chi sta iniziando direi di mantenersi ispirati; focalizzatevi sulle cose che davvero vi divertono, sviluppate un impulso ad imparare sempre e spaziare, così da non diventare stagnanti. Il valore delle tablature e delle risorse a nostra dispozione di questi tempi è sbalorditivo, coltivate e nutrite i vostri talenti senza curarvi di quanto velocemente o lentamente ce la facciate, ci sarà sempre qualcuno migliore di voi. Dunque godetevi le vostre capacità ed applicatele.

Le recenti tecnologie hanno aiutato le band a ridurre i costi di registrazione e le distanze tra i musicisti. Che differenze trovate se pensate alle vostre prime esperienze di registrazione, pensate che potrebbe esserci una perdita di intensità a favore di un eccesso di freddezza se un computer lavora più di un essere umano?

C: In effetti la tecnologia ha fornito molto e quando la si usa propriamente può essere davvero utile. Mi ricondo quando abbiamo registrato Vanquish In Vengeance dal vivo: niente può battere le effettive sessioni naturali fatte in quel modo. E’ stato intenso sia finanziariamente che mentalmente e a livello di tempo, specialmente dato che tutti noi viviamo piuttosto lontani l’uno dall’altro. Tuttavia gli stessi attributi possono essere ricreati in modo sintetico mantenendo comunque il marchio di fabbrica del nostro stile, come hanno dimostrato gli ultimi tre album. Un giusto equilibrio è di primaria importanza, senza che la convenienza prevalga sulla visione totale.

Avete un messaggio e un saluto finali per i fan italiani degli Incantation?

C+J: Non vedo l’ora di vedere tutti ai concerti per Sect Of Vile Divinities, si spera più presto che tardi. Spaccate le anime con la stregoneria, spaccate crani con il Death Metal. Per i fan italiani diciamo…Porco D**! E Fulci vive.