Death

Intervista Obituary (Donald Tardy)

Di Michele Savoldi - 24 Marzo 2021 - 8:30
Intervista Obituary (Donald Tardy)

Intervista a Donald Tardy da parte di Mickey E.Vil (The Mugshots, Radio Onda D’Urto FM). In fondo alla pagina è possibile ascoltare la stessa in versione audio con sottotitoli. Buona fruizione.

Gli Obituary non hanno fretta. Gli Obituary – pur mantenendo un atteggiamento davvero umile – sanno di essere leggende consapevoli di aver tracciato un eterno solco nel fertile (per lo meno una volta) terreno del Metal estremo. E le leggende non devono dimostrare nulla a nessuno, il pubblico può aspettare, la stampa può aspettare, le label possono aspettare: gli Obituary non deluderanno le aspettative. In quest’epoca difficile e demotivante, i ragazzi di Tampa trovano comunque l’entusiasmo (contagioso) di tornare “sul palco” e intrattenere i numerosissimi fan con due eventi in streaming davvero unici ed imperdibili. Sentiamo cos’ha da raccontare ai lettori di TrueMetal il grande Donald Tardy. Buona lettura!

Dunque caro Donald, come va la situazione Covid in Florida?

Molto meglio di prima proprio come nel resto del mondo, credo, con le vaccinazioni. La Florida non ha potuto tenere aperto, all’inizio della pandemia tutto era chiuso come nella maggior parte dei paesi ma la Florida è stato uno dei due stati in America che alla fine ha riaperto più velocemente degli altri stati; naturalmente ha ricevuto molte lamentele da parte degli altri stati a causa di ciò ma ora, guardando indietro ai test risultati positivi, non siamo messi peggio degli stati che sono rimasti completamente chiusi. Dunque è stata una buona cosa che abbiano permesso ai nostri affari e ai residenti di provare a mantenere le proprie carriere e i propri lavori e, tornando alla tua domanda, va molto meglio di due o tre mesi fa proprio come nel resto degli Stati Uniti e probabilmente come in Italia e nel resto d’Europa.

Cosa possono aspettarsi i fan dalle prossime sessioni in studio dal vivo, in streaming?

Siamo entusiasti di questi prossimi concerti in streaming…beh, noi non vogliamo fare concerti in streaming: vogliamo essere in giro, in tour a fare veri concerti dal vivo! Ma siamo bloccati a casa e lo siamo da un anno e una settimana, dunque ci siamo tenuti occupati scrivendo musica e provando per questi show in streaming, siamo davvero eccitati per i prossimi! Il prossimo sabato, sabato 27 Marzo, suoneremo dal vivo dagli Obituary Studios: gli stessi membri della band hanno scelto le canzoni che si preferisce suonare dal vivo più un paio di brani che non suoniamo da tanto tempo, sarà una scaletta divertente! E per il weekend successivo, sabato 3 Aprile, ci siamo dovuti chiudere in studio per reimparare The End Complete: suoneremo l’intero album il 3 Aprile, dunque siamo davvero eccitati per questi due show!

Puoi svelarci qualche novità a proposito del prossimo album? La quarantena vi ha aiutato a lavoraci?

Ci ha aiutato a lavorare, come sempre siamo una band che non si carica di pressione né cerca di testare i propri limiti, se i tuoi ascoltatori capiscono cosa intendo. Ci siamo presi il nostro tempo e abbiamo scritto canzoni che arrivavano nel nostro cervello senza però essere troppo esigenti, volevamo che arrivassero in modo naturale: stiamo ancora scrivendo musica e siamo davvero entusiasti dei nuovi brani; sono in pieno stile Obituary, come un buon vino rosso che una volta aperto diventa sempre più saporito! I fan ameranno davvero alcuni dei riff e delle canzoni del nuovo disco, siamo rimasti fedeli alle nostre radici: siamo gli Obituary, non cerchiamo di suonare a un milione di miglia all’ora; vogliamo suonare i nostri mid-tempo, il nostro groove, il nostro essere heavy: questo è ciò che vogliamo dare ai nostri fan!

Quali sono i tuoi migliori e peggiori ricordi – se ne hai – della scena Death Metal in Florida a fine anni Ottanta, inizio Novanta?

(ride) Non ricordo nulla di negativo, forse perché in quanto teenager tutto quello che succedeva di brutto ero troppo addormentato o ubriaco per ricordarlo (ride)! I bei ricordi: eravamo giovani, il Death Metal stava diventando qualcosa di importante, eravamo una parte di tutto ciò senza nemmeno saperlo! Il nostro solo scopo era divenire una band e diventare i migliori musicisti possibili a livello individuale. Guardandosi indietro è sorprendente scoprire che allo stesso tempo gli Xecutioner – ora Obituary – iniziavano e Chuck a Orlando con i Death stava preparando il terreno facendo uscire grande musica; i Deicide erano una strada più in là di noi, i Morbid Angel erano una strada più in là di loro. Pensare che tutto questo stava accadendo qui, nella Florida centrale, è davvero pazzesco! Siamo molto onorati di essere stati parte di tutta quella scena e siamo fieri di portare ancora la fiamma, tenendo in mano la torcia del Death Metal della Florida! Continueremo a farlo nel modo più potente e duro che possiamo per il prossimo futuro.

Quali sono le tue principali influenze come batterista?

Beh, sai, sono cresciuto negli anni Settanta e nei primi Ottanta quando ho iniziato a imparare a suonare la batteria: non c’erano Death Metal e cose simili, c’era l’Heavy Metal ma io ero giovane e non possedevo album miei; mio fratello maggiore aveva una collezione di album grazie alla quale imparai e si trattava di Southern Rock e Rock And Roll. Come puoi immaginare, per un giovane ragazzino crescere con la musica era crescere coi Led Zeppelin e con il modo di suonare di John Bonham che catturò davvero la mia attenzione e mi fece decidere che volevo diventare un batterista; realizzai di voler essere un batterista quando ero davvero piccolo, probabilmente a sette anni già sapevo di volerlo diventare e ascoltavo i Led Zeppelin: lo stile di John Bonham era così pulito, solido e fluente, mi ha davvero ispirato e credo che possiate sentirlo nel mio modo di suonare oggi; a 51 anni di età ancora sento John Bonham nel sangue e nelle vene! Poi naturalmente una volta che i dischi di Vinnie Appice con Ronnie James Dio entrarono nella mia vita, beh…è ancora Vinnie Appice che ascolto e dal quale imparo ogni volta che ascolto una canzone o un disco con Vinnie. Quei due tipi sono stati davvero la mia influenza più grande!

E oggi nel tempo libero che musica ti piace ascoltare per rilassarti?

Mmhh…credo di essere un abitudinario: ancora mi piacciono i miei vecchi dischi di Ronnie James Dio, ancora amo John Bonham e la sua musica; ma anche gli album degli Alice In Chains coi quali sono cresciuto dai vent’anni in poi, amo gli Alice In Chains, i Soundgarden – con uno dei più grandi batteristi al mondo – una delle più grandi band al mondo, non ne ho mai abbastanza dei Soundgarden! E poi la nuova musica, mi piace molto: mi hanno entusiasmato i Dust Bolt, il gruppo Thrash tedesco che ha suonato con noi, ho davvero amato i loro ultimi tre album! I dischi dei Power Trip, non li conoscevo prima che facessero il tour con noi e mi sono innamorato anche di quella band! Poi naturalmente la vecchia scuola: Celtic Frost, Slayer, tutto quello che mi fa realizzare da dove provengo, vale a dire Tom Warrior e i Celtic Frost/Hellhammer, ancora nel mio sangue e nelle mie radici!

Quale disco degli Obituary senti come più vicino alla tua anima e perché?

Sai, sono fiero di tutti quanti…difficile dirlo, è una bella domanda ma è davvero difficile rispondere perché dopo 32 anni nella band (ride), più di tre decadi, se pensi ai primi due album devi tenere in considerazione in che anno abbiamo scritto la musica e siamo entrati in studio e quanti anni avevamo: eravamo solo bambini quando siamo entrati in studio per Slowly We Rot! Sono molto fiero di quel disco, lo stesso dicasi per Cause Of Death; ma sai, molti musicisti saranno d’accordo con me e molti fan saranno contenti di sapere che sono più fiero della musica più recente che abbiamo scritto: una band è valida quanto l’ultima musica che ha scritto. E non potrei essere più fiero di quel disco autointitolato, ora che abbiamo una formazione stabile da molti anni siamo un motore ben oliato che lavora in modo bellissimo. Non vediamo l’ora che arrivi il futuro, finire questo disco e tornare in tour in Italia e in Europa: questo è ciò per cui viviamo e ciò che i fan vogliono, stiamo pazientemente aspettando di tornare in giro!

Hai qualche ricordo legato all’Italia?

So che gli italiani sono estremamente passionali per la loro musica e ricordo che nei primi anni Novanta alcuni concerti erano così pieni di gente e così caldi quei locali: quando iniziavamo a suonare una canzone partiva un moshpit così violento (ride) e i canti a tempo, non tutti i paesi, non tutti i fan sanno come cantare! Solo pochi posti al mondo sono in grado di farlo: lo fanno gli italiani, gli spagnoli, i brasiliani…è una sensazione pazzesca sentire i canti e l’Italia è probabilmente il miglior posto per i suoni dal pubblico e i canti a tempo insieme alla band mentre suoniamo sul palco!

Quale messaggio e saluto finali urleresti ai fan italiani?

Beh, siamo una band da molto tempo e abbiamo un rapporto davvero storico con i fan italiani, non lo diamo per scontato: lo portiamo dentro di noi, lo assorbiamo, lo apprezziamo al 100%! Lo ripeto: vogliamo tornare a suonare in tour e quando alla fine arriveremo in Italia faremo una festa in puro stile Death Metal della Florida; so che i nostri fan italiani stanno aspettando e sono affamati quanto noi di sentire un po’ di musica degli Obituary dal vivo!

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