Thrash

Dave Mustaine: reinterpretazione di “Ride the Lightning” dei Metallica

Di Valeria Campagnale - 3 Gennaio 2026 - 9:44
Dave Mustaine: reinterpretazione di “Ride the Lightning” dei Metallica

In una recente intervista rilasciata alla testata spagnola MariskalRockTV, Dave Mustaine ha approfondito le motivazioni che lo hanno spinto a includere una reinterpretazione di “Ride The Lightning” all’interno dell’ultimo lavoro discografico dei Megadeth, intitolato semplicemente “Megadeth”. Il brano, title track del celebre album dei Metallica del 1984, vede Mustaine tra i co-autori nonostante il suo allontanamento dalla band avvenuto l’anno precedente.

Analizzando la scelta del brano in questa fase conclusiva della sua carriera, Mustaine ha evidenziato come esso rappresenti la sintesi perfetta del suo contributo tecnico al genere:

“È il brano più emblematico della mia cifra stilistica. Vi si ritrovano lo spider chord e quella tecnica di bending che io definisco grunting, in cui l’accordo viene colpito un semitono sotto per poi scivolare verso la nota desiderata. È un approccio che conferisce una pesantezza superiore; per questo motivo, lo spider chord e il grunting sono elementi centrali nella nostra versione di “Ride The Lightning”.”

Mustaine ha inoltre precisato l’entità del suo contributo compositivo nei primi due album dei Metallica, citando, oltre alla già menzionata title track, brani come “The Call Of Ktulu” (all’epoca intitolata “When Hell Freezes Over”) e quattro tracce presenti in “Kill ‘Em All”.

Interrogato sulle analogie tra l’assolo originale di Kirk Hammett e la nuova versione dei Megadeth, Mustaine ha offerto una prospettiva critica sull’evoluzione delle linee soliste:

“Se si confronta il demo “No Life ‘Til Leather” con il disco “Kill ‘Em All”, appare evidente che Kirk abbia seguito delle linee guida precise su come approcciare i soli. Non è una riproduzione nota per nota, ma la vicinanza è notevole. Per questa nuova incisione, non ricordando esattamente le mie parti originali del 1983, ho preferito dividere l’assolo con Teemu Mäntysaari, che ne ha curato la maggior parte.”

Ai microfoni di Guitar World, Mustaine ha ribadito che l’operazione ha una forte valenza simbolica:

“L’obiettivo primario era chiudere il cerchio e rendere onore ai miei ex compagni. Ho riflettuto a lungo su questa scelta: volevo semplicemente suonare una canzone scritta insieme a James Hetfield, di cui ammiro lo straordinario talento chitarristico, e Lars Ulrich, che è stato un autore eccellente e determinante nella struttura di questi brani.”

Mustaine ha poi condiviso un aneddoto risalente agli esordi al Whisky A Go Go, ricordando la sorpresa nel vedere James Hetfield trasformarsi rapidamente da cantante a chitarrista di eccezionale caratura. Questa stima reciproca, sebbene segnata da decenni di tensioni, è il fulcro del progetto:

“Non c’è dietro una strategia commerciale, ma solo una questione di rispetto. Se devo avviarmi verso il tramonto della mia carriera, voglio farlo rendendo omaggio alla band con cui tutto è iniziato. Le nostre intenzioni erano pure: non cerchiamo di cambiare il passato o forzare tour comuni, vogliamo solo onorare un modo di suonare la chitarra che ha letteralmente cambiato il mondo.”

Rispetto alla struttura del brano, Mustaine ha spiegato di aver apportato alcuni aggiornamenti stilistici:

“Quando si rilegge un classico, bisogna essere all’altezza dell’originale o superarlo. Abbiamo aumentato leggermente il tempo e irrobustito alcune sezioni per renderle più attuali. Pur con le dovute differenze vocali e ritmiche, l’essenza rimane la celebrazione di ciò che io e James abbiamo creato come chitarristi.”

Mustaine aveva già affrontato il tema della versione dei Megadeth di “Ride The Lightning” lo scorso ottobre, in un’intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone. In quell’occasione, il frontman dichiarò:

“Non si trattava semplicemente di voler realizzare la ‘mia’ versione. Credo che tutti noi desiderassimo un risultato specifico, ma per quanto mi riguarda, l’obiettivo andava ben oltre la riuscita del brano. Si trattava di una questione di rispetto.”

Entrando nel merito del suo rapporto con Hetfield, Mustaine ha aggiunto:

“È un aspetto di cui nessuno mi parla mai. Un giorno era solo un cantante, il giorno dopo era diventato una forza della natura. L’ho sempre rispettato come chitarrista. Volevo fare qualcosa che chiudesse il cerchio della mia carriera in questo momento; dato che tutto è iniziato con i Panic [la band di Mustaine precedente ai Metallica] e con diversi brani poi finiti nel repertorio dei Metallica, sentivo il bisogno di scegliere una canzone che fosse significativa.”

Approfondendo le ragioni che lo hanno spinto a incidere “Ride The Lightning” per l’ultimo album dei Megadeth, Mustaine ha chiarito:

“Le nostre intenzioni erano pure. Non l’ho fatto pensando che, dopo quarant’anni in cui non abbiamo mai condiviso un tour, questa incisione potesse cambiare le cose. Non era affatto quello il punto. Riguardava piuttosto la mia vita da qui in avanti: voglio agire in modo onorevole. E credo che rendere omaggio a colui che… beh, odio dirlo perché suona terribilmente arrogante, ma il chitarrismo dei Metallica ha cambiato il mondo.”

In un videomessaggio separato, Mustaine ha ribadito:

“Nel nuovo album abbiamo registrato “Ride The Lightning” perché, chiaramente, è un brano alla cui composizione ho contribuito in modo determinante. Quando io e James ci lavoravamo, mi apparve subito chiaro quanto fosse talentuoso come chitarrista, fin dai suoi esordi sullo strumento. Ho pensato che sarebbe stato affascinante chiudere il cerchio per mostrare rispetto, suonare i pezzi scritti con i Metallica e onorare la nostra amicizia, nonostante sia stata logorata e compromessa dalle tensioni nel corso degli anni. Tuttavia, non è mai venuta meno la mia profonda stima per il modo di suonare di James e per il songwriting di Lars Ulrich.

È stato stimolante inserire questo brano nel disco. Abbiamo aumentato leggermente il tempo e lavorato sull’assolo, scambiandoci le parti con Teemu Mäntysaari. Noterete quindi alcune differenze ritmiche e, naturalmente, il mio stile vocale differisce da quello di James. Ma, ripeto, l’essenza era completare il percorso e testimoniare ciò che io e James, come chitarristi, abbiamo fatto per trasformare il panorama musicale mondiale.”