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Doc McGhee (manager di Kiss e Bon Jovi): l’industria discografica non è stata incapace di muoversi nel futuro

Di Manuel Gregorin - 20 Gennaio 2026 - 14:00
Doc McGhee (manager di Kiss e Bon Jovi): l’industria discografica non è stata incapace di muoversi nel futuro

Doc McGhee, storico manager dei Kiss, oltre che di Bon Jovi, Mötley Crüe, Scorpions e Skid Row, ha parlato della crisi dell’industria discografica. Durante un’apparizione al “Joe Pavich Podcast”, McGhee ha parlato di come ritienga, che l’industria discografica non sia stata capace in passato, di capire come si sarebbe sviluppata la fruizione della musica nel corso degli anni.

“I flussi delle entrate sono stati praticamente tutti divorati…. Abbiamo sempre avuto questo ecosistema nell’industria musicale che era come una barriera corallina. E sapevi che potevi mangiare solo una certa quantità di pesce. E tutti facevano così. Tutti mangiavano la loro giusta porzione e l’ecosistema sopravviveva. Poi, circa 25 anni fa, il mondo dell’industria discografica è cambiato, e con i fondi speculativi, i soldi delle istituzioni e tutto il resto, hanno ucciso quella fottuta barriera corallina. Ora hanno preso tutti i soldi dagli artisti. Praticamente, il ragazzo uscito dal liceo che potrebbe essere il nuovo Bob Dylan, non riesce a guadagnare nulla. Scrive una canzone che magari diventa una hit, ma non viene pagato nulla, perché la musica ormai viaggia solo in streaming. Lo stesso meccanismo di streaming che ora è stato ripreso dall’etichetta e dai servizi di streaming.”

Poi Doc continua dicendo come, secondo lui, l’industria discografica non si sia dimostrata al passo coi tempi capitalizzando su Internet già nel 1999, ai tempi dell’arrivo di Napster.

“Con l’arrivo del file-sharing abbiamo visto parte dell’incapacità del nostro settore di capire come muoversi verso il futuro. Quando è arrivato Napster, quei cinque ragazzi si sono presentati…. c’ero anch’io alla riunione.[….] Andavano dalle etichette discografiche e dicevano: ‘Ascoltate, abbiamo il modo digitale per distribuire la musica’. E il nostro settore invece di abbracciare l’idea e dire cose del tipo: ‘Ok, ora insegniamo alla gente ad acquistare download digitali’, hanno risposto: ‘Internet sta scomparendo. Ed inoltre vi faremo causa’. E loro hanno risposto: ‘No, è file sharing’. E boom. Ci hanno uccisi. Voglio dire, ha praticamente ucciso il mercato discografico… E poi, con l’arrivo di Apple e tutto il resto, ha iniziato a fare download digitali e a vendere. Ma l’industria discografica non si è mai ripresa in senso fisico. L’unica cosa che l’ha davvero salvata sono stati Spotify e il sistema di distribuzione dello streaming. È poi è arrivato il momento in cui, anche alla maggior parte di noi, venivano pagate le royalty. Ma è ben lontano da quello che era una volta. Quindi l’unico modo per fare davvero soldi – veri soldi – è andare in tournée. Ma devi avere successo per attirare la gente. Quindi i giovani non possono buttarsi e andare in tournée perché i costi sono troppo alti e non possono sovvenzionarli con la loro musica. Mentre prima si facevano tournée per promuovere i dischi, ora fai dischi per pagare i tuoi tour.”