Intervista Crying Steel (Franco Nipoti) 2026

Intervista al chitarrista degli storici Crying Steel Franco Nipoti, unico rimasto insieme con il batterista Luca Ferri della formazione originale della band nata a Bologna nel 1982 e che da poco ha pubblicato il suo nuovo album, Agent Steel (qui recensione), il quinto della loro lunga carriera, con l’innesto di Tiziano Sbaragli dietro al microfono. Una storia, la loro, legata da sempre all’heavy metal più classico, puro e intransigente.
Buona lettura
Steven Rich

Se non vado errato è la seconda volta che collaborate con Roberto Priori dei Danger Zone. Di cosa si è occupato, in particolare?
Ciao Steven! Esattamente! Roberto, infatti, aveva curato il mix e mastering del nostro album live “Live & Thunder” del 2024. Anche stavolta gli abbiamo affidato questo compito, che ha svolto come sempre nel migliore dei modi. Siamo amici di Roberto da 40 anni, abbiamo lo stesso background musicale, per cui ci capiamo al volo, a volte senza nemmeno bisogno di parlarci, riguardo al suono che desideriamo dare a un determinato brano e questo facilita enormemente il lavoro. È un grande ingegnere del suono, ha sviluppato un’esperienza importante lavorando su tantissimi album, è una vera garanzia di qualità e professionalità. Inoltre è un grande chitarrista e, poiché nel suono dei Crying Steel le chitarre ritmiche hanno sempre avuto un ruolo fondamentale, ci ha dato un aiuto ulteriore da questo punto di vista.
Da dove deriva la scelta di una copertina senza dubbio di rottura nei confronti della tradizione Crying Steel come quella di Agent Steel? Chi l’ha realizzata?
L’ha realizzata Natalia Smiechovicz, una brillante grafica polacca che ha lavorato anche per Dokken, Ronnie Romero, Alcatrazz, Uriah Heep e molti altri. Ce l‘ha segnalata una nostra conoscenza di Londra, le abbiamo parlato del contenuto dell’album e lei ci ha mandato alcune soluzioni grafiche che ci sono piaciute subito. In effetti questa volta volevamo fare qualcosa di diverso e ci piace molto il risultato.

Crying Steel, Agent Steel, 2026
In che modo siete arrivati a scegliere di intitolare il vostro nuovo disco Agent Steel?
Volevamo mantenere la tradizione della parola “Steel” nel titolo e quindi il nome dell’esploratrice spaziale protagonista della storia non poteva che essere Agent Steel!
Come mai siete addivenuti alla scelta di comporre un concept album? Potete illustrare di cosa si tratta?
Beh, l’idea è nata dopo la scrittura del testo di “You Got the Look”, da parte di Luca Ferri. Ci ha proposto l’idea di completare la storia e dare vita ad un concept. L’idea ci ha intrigato e quindi ecco Agent Steel. 😊
La storia: in sintesi, racconta di un pianeta (Grinder) la cui popolazione soffre di una grande crisi depressiva. La loro regina, in cerca di una soluzione, decide di spedire il suo miglior agente (Agent Steel) nell’universo alla ricerca di una soluzione. Nel corso della sua spedizione, guidata da suo super computer di bordo, si dirige sul pianeta Terra. Scopre che esiste un gruppo rock veramente super (Crying Steel). Assiste ad un nostro concerto e decide di rapirci per portarci sul pianeta.
Una volta arrivati, grazie alla nostra musica, eliminano la depressione dalla popolazione et voilà… non ci vorrebbero lasciare tornare a casa. Del resto, visto che la popolazione è solamente di genere femminile… anche noi abbiamo i nostri dubbi sul rientro… 😉
Con quale criterio avete scelto di riproporre dentro Agent Steel un classico come “No One’s Crying”?
È uno dei nostri brani più graditi al pubblico e noi eravamo veramente curiosi di sentirlo interpretato da Ralf, un cantante che ammiriamo da tanti anni.
Infatti… com’è avvenuto il coinvolgimento di Ralf Scheepers dei Primal Fear? Con lui vi siete incontrati di persona o è avvenuto tutto via telematica?
Dopo il primo contatto abbiamo avuto qualche video call per definire il tutto, dopodiché lui ci ha inviato la traccia di voce su cui non abbiamo avuto niente da eccepire (anche perché, come dicevo prima, ci eravamo spiegati molto bene durante le video call).
Ammetto di aver trovato deludente l’interpretazione di Ralf Scheepers su quel pezzo. Me l’aspettavo molto più “Scheepersizzata”, da uno del suo calibro, cosa solo parzialmente avvenuta… Avanti tu, Franco…
Naturalmente ci dispiace che non ti abbia entusiasmato, però è interessante questo tuo parere, perché mi permette di chiarire un aspetto importante di questa collaborazione: durante la prima call lui ci ha chiesto subito se poteva interpretarla liberamente o doveva attenersi a determinati canoni. Noi, naturalmente gli abbiamo lasciato la piena libertà di cantarla come si sentiva, perché non volevamo minimamente vincolarlo in nessuna maniera. Quella che compare sull’album è la prima traccia che ci ha mandato. Ci è piaciuta enormemente così com’era!!!
In che modo siete approdati di nuovo alla Pride & Joy Music?
Dunque, Pride & Joy a aveva pubblicato il nostro album precedente, Stay Steel. Ci siamo trovati molto bene a lavorare insieme e quindi ci è sembrato logico far sentire per primi a loro un rough mix di 4 brani, che sono piaciuti molto, quindi ci hanno mandato subito la proposta di contratto e abbiamo trovato l’accordo velocemente.
Com’è avvenuto l’ingresso di Tiziano Sbaragli nella line-up?
Beh, diciamo che è stato un insieme di coincidenze positive. Conoscevamo Tiziano da parecchi anni e quando ancora organizzava eventi ci ha coinvolto diverse volte e in quella veste ne abbiamo apprezzato la serietà e correttezza. Poi, nel corso degli anni, abbiamo apprezzato la sua voce, il suo modo di cantare e la solidità del suo background musicale, molto simile al nostro, del resto! Gli avevamo già chiesto nel 2022 se voleva entrare in pianta stabile come cantante ma a quel tempo era ancora impegnato con Angel Martyr e Etrusgrave. Poi in un secondo tempo, purtroppo, gli Etrusgrave sono stati fermati dai problemi di salute di Fulberto Serena che ne hanno determinato la scomparsa (a cui va un grande abbraccio, è stata una grande perdita), quindi si sono create le condizioni per una collaborazione.

Crying Steel, 2026
Siete ancora in contatto con il vostro ex storico bassista Angelo Franchini? Di cosa si occupa, oggi? Suona ancora?
Ci fa molto piacere che tu ci faccia questa domanda! Angelo ha interrotto l‘ attività musicale come bassista ma essendo amici da più di 40 anni, ha accettato volentieri di diventare il sesto Crying Steel! Soprattutto a livello compositivo, il suo apporto è stato molto importante in questo album. Molte idee delle linee melodiche sono venute da lui (come negli album precedenti, del resto) e ovviamente sono poi state adattate e “filtrate” dalla sensibilità e attitudine di Tiziano.
Prossime mosse in casa Crying Steel?
Suonare live il più possibile, in Italia abbiamo già qualche data programmata, stiamo sondando piste estere, vediamo cosa succederà. A marzo di quest’anno abbiamo suonato in Germania al Taunus Festival, sembra ci siano persone interessate ai nostri live… vediamo.
Spazio a disposizione per chiudere l’intervista a tuo piacimento, grazie.
Beh, dobbiamo ringraziare di cuore te Steven, perché da anni dai voce alle band italiane e fare altrettanto nei confronti dei metal fan che ci seguono fedelmente! Ci vediamo in giro per qualche nostro live!
Stefano “Steven Rich” Ricetti