Intervista Elettra Storm

Truemetal.it ha incontrato oggi gli Elettra Storm, promettente power metal band italiana con voce femminile, a poca distanza dall’uscita del loro secondo album “Evertale”. Eccovi il resoconto della nostra chiacchierata.
TM: Ciao e benvenuti su Truemetal.it; è la prima intervista con noi, quindi grazie per la vostra disponibilità. Vi va di presentarci la band e di raccontarci come sono nati gli Elettra Storm?
ES: Ciao ragazzi e innanzitutto grazie per lo spazio dedicatoci. Gli Elettra Storm sono nati durante il periodo del Covid da un’idea del nostro bassista e tastierista Davide, che in quel periodo di pausa forzata dagli impegni delle altre sue band (SinHeresy e SilentLie), si è dedicato alla scrittura e al recupero di diverso materiale rimasto inedito, con l’intento di proporre in chiave attuale un certo tipo di power metal che andava in voga a inizio millennio. Partendo da questa base ha scovato grazie a delle cover su youtube Crystal e Francis ai quali poi si sono aggiunti Tony e Matteo a completare la line-up. Il progetto è stato presentato alla Scarlet Records che si è dimostrata subito interessata e il primo album “Powerlords” ha visto la luce a inizio 2024.
TM: La formazione del gruppo è rimasta invariata, quanto è importante la coesione che si sta realizzando tra voi?
ES: È essenziale, anche perché non vivendo tutti nella stessa regione (Crystal e Francis sono romani, mentre gli altri membri della band vivono in Friuli-Venezia Giulia) le occasioni di vederci di persona sono limitate e quindi cerchiamo di sfruttarle sempre al massimo. L’alchimia che si è creata in questo paio d’anni si riflette secondo noi anche nella musica con il nuovo album “Evertale”, in cui il contributo di tutti è stato molto importante e il sound della band è più coeso e personale.
TM: “Evertale” è ormai fuori da qualche settimana e possiamo fare un primo bilancio; come è stato accolto l’album e c’è qualcosa che, a mente fredda, avreste modificato e perché?
ES: Siamo davvero soddisfatti dei primi risultati di Evertale, sia a livello di risposta degli addetti ai lavori che di quella del pubblico. Ci ha fatto piacere che la gran parte delle recensioni hanno sottolineato la maturazione della band, nonostante sia passato poco tempo dal disco di debutto, e anche a livello di vendite e ascolti non possiamo che ringraziare i tantissimi fans che ci scrivono continuamente e ci supportano, chi ascoltando i brani a ripetizione, chi acquistando il nostro merchandise, cosa non scontata visto il mercato davvero affollato in cui ci muoviamo. In realtà non cambieremmo niente di quanto fatto, ma la produzione è stata davvero estenuante con mille impegni che si accavallavano, diciamo che per il prossimo disco cercheremo di limare qualche aspetto organizzativo per non rischiare la nostra salute mentale, ahahah!
TM: L’artwork questa volta è stato realizzato dall’artista Sheila Franco; ci presentate questa disegnatrice e quale rapporto ha, se lo ha, il disegno con i testi dell’album? Tra l’altro, all’interno del digipack il disegno si rivela molto più complesso, come mai avete deciso di utilizzarne solo una parte e non tutto assieme?
ES: Sheila è un’artista davvero dotata, ha da subito colto il concept che stava dietro ai brani dell’album e ha ideato questa figura fantastica che si può identificare come una custode della conoscenza. All’interno del digipack sono presenti anche gli artwork dedicati ai singoli, che sono altrettanto fantastici, e in questo modo ciascuno di essi ha il suo spazio dedicato invece che essere tutto concentrato nella cover, dove qualcosa si sarebbe inevitabilmente perso.

TM: A proposito di testi. Di cosa parlano? C’è forse un concept alla base che li lega tra loro?
ES: Sì, c’è un filo conduttore pur non essendo “Evertale” un vero e proprio concept album: l’importanza del raccontare e ascoltare storie, che secondo noi è un bisogno essenziale dell’umanità, esattamente come mangiare e dormire. Le canzoni che compongo l’album parlano di storie di eroismo e di riscatto, di antichi misteri, di paternità, e molto altro. Le storie ci circondano, fanno parte di ciò che siamo, e noi in questo album ne abbiamo fatto una piccola raccolta prendendo principalmente come spunto le nostre esperienze personali.
TM: Per le registrazioni vi siete avvalsi di diversi studi per poi affidare il perfezionamento a Simone Mularoni ed ai suoi Domination Studio; come mai avete scelto questa linea di condotta?
ES: Con la tecnologia attuale ormai si riesce a lavorare bene a distanza e quindi è più semplice rispetto al passato lavorare con più studi e produttori. La vera discriminate però è la qualità umana dei professionisti con i quali scegli di collaborare. Anche se tanti ormai realizzano album totalmente in casa in autonomia, con risultati anche più che buoni, noi preferiamo ancora affidarci ad orecchie e competenze esterne per produzione, mix e master, soprattutto se si tratta di persone con le quali sei in sintonia e che tengono al risultato tanto quanto i membri della band. Simone ne è un grande esempio, musicista e persona squisita con la quale è un piacere lavorare, oltre a essere un vero totem per le produzioni power metal in Italia.
TM: Avete girato due video per promuovere l’album, “Blue Phoenix” ed “Hero Among Heroes”, come mai avete scelto proprio questi due pezzi?
ES: C’erano diversi potenziali singoli in quest’album e la scelta non è stata semplice. Alla fine abbiamo optato per queste due canzoni in quanto rappresentavano bene ciò che un ascoltatore può trovare all’interno del disco. “Blue Phoenix” è una canzone energica e aggressiva, puro power metal a trazione chitarristica, e in generale in questo album rispetto a “Powerlords” abbiamo dato molto più spazio alle chitarre a livello di arrangiamenti. “Hero Among Heroes” invece prende spunto da un certo tipo di metal anni ‘80, melodico e ruffiano, che personalmente apprezziamo molto.
TM: Nel video di “Blue Phoenix” ringraziate il Comune di Palombara Sabina per avervi concesso di girarlo nel Castello Savelli; cosa ci raccontate di questa esperienza e come è nata l’idea di girare il video proprio all’interno di quel maniero?
ES: Per Blue Phoenix l’idea di girare in un castello ci è venuta visto l’outfit di Crystal, che poteva ricordare quello di una regina fantasy, e abbiamo avuto la fortuna di avere il supporto del comune di Palombara Sabina che ci ha dato l’autorizzazione per le riprese in pochissimo tempo, cosa non scontata quando si ha a che fare con le amministrazioni pubbliche. Il castello Savelli è davvero bello ed è un peccato che attualmente sia solo raramente aperto al pubblico. E’ stato girato tutto in poco più di sei ore, davvero faticoso ma ne è valsa la pena.
TM: Cosa ci raccontate delle riprese dei due video e c’è forse in previsione l’uscita di qualche altro video, visto che per il precedente album ne avete realizzati diversi?
ES: Di solito ci divertiamo un sacco quando giriamo i videoclip, a differenza dei live dove devi stare attento a quello che suoni, nei video puoi concentrarti sulla performance visiva per rendere al meglio le emozioni che vuoi trasmettere a chi guarda. Non possiamo anticipare nulla, ma seguite le nostre pagine perché forse qualcosa accadrà da qui a fine anno…
TM: Personalmente adoro l’opener “Endgame” per il suo ritmo forsennato, ma anche la ballad da brividi “One Last Ray Of Light”; se doveste scegliere un paio di brani dell’album, quali indichereste come vostri preferiti e per quale motivo?
ES: Domanda difficile, per noi tutte le canzoni sono ugualmente importanti. I singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album sicuramente hanno un valore speciale perché fungono da apripista per tutte le altre e quindi devono essere rappresentative, ma se proprio dobbiamo scegliere possiamo citare “Master Of Fairytales”, che pur non essendo una vera titletrack racchiude nel suo testo e nel mood epico lo spirito dell’intero album.
TM: Rispetto al passato c’è qualche inserto di backing vocals maschili da parte di Francis, quasi a dare un tocco maggiore di aggressività; è stato solo un episodio legato a qualche pezzo dell’album, oppure dobbiamo abituarci ad un suo maggiore protagonismo assieme a Crystal?
ES: E’ qualcosa che continueremo ad esplorare perché c’è una grande affinità tra le loro voci e questo ci permette di dare ancora più varietà a livello di composizione e arrangiamento delle parti vocali, anche se in ogni caso la voce principale rimarrà sempre quella di Crystal.
TM: Siete stati parecchio in sede live per promuovere “Powerlords”; avremo modo di vedervi anche per “Evertale” e potete già darci appuntamento a qualche data fissata?
ES: Da qui a fine anno ci trovate solo al No Sleep After Xmas Festival a Runkel in Germania il 27 dicembre insieme a Warkings, Serenity, Derdian e altri, per il prossimo anno proveremo a portare “Evertale” live il più possibile, ma solo in contesti che ci valorizzino e che siano gratificanti per il pubblico che ci segue.
TM: Molti gruppi in sede live trovano la loro vera dimensione; non avendo avuto la fortuna di vedervi dal vivo, cosa mi sono perso e come sono gli Elettra Storm sul palco? In altre parole, ditemi qualcosa per convincermi ancora di più a cercare di essere presente ad un vostro futuro concerto.
ES: Quello che offriamo è un’esplosione di pura adrenalina, live non ci risparmiamo e diamo tutto quello che abbiamo a cento all’ora, anche grazie al nostro giovane batterista Matteo che è davvero un rullo compressore. Inoltre ci piace molto interagire e dialogare con il pubblico, i concerti per noi non sono solo spettacoli, ma riti collettivi dove ci si scambia energia ed emozioni. Se è questo quello che cerchi allora siamo la band giusta per te!
TM: Quali sono i ricordi più belli delle varie date live che avete avuto finora?
ES: Beh, sicuramente girare l’Italia e vedere che già parecchie persone ci conoscevano e cantavano le nostre canzoni pur essendo una band all’esordio. Conoscere i fans a fine concerto ci fa molto piacere, e per un artista non c’è niente di meglio che sapere che a quelle persone hai trasmesso qualcosa con la tua musica, qualcosa che si porteranno dentro per sempre.
TM: Personalmente ritengo “Evertale” tra i migliori album in assoluto usciti in campo power metal in questo 2025; non so se vi siete resi conto che dopo due dischi così tosti e ben fatti ora tutti i fans di questo specifico genere si aspettano tanto dal futuro degli Elettra Storm! A proposito, state già pensando a nuovi brani?
ES: Grazie per il complimento! Al momento siamo concentrati sulla promozione di “Evertale”, per il futuro abbiamo idee molto ambiziose, ma vogliamo essere sicuri di essere carichi al massimo prima di iniziare a lavorarci.
TM: Anche “Evertale”, come il vostro debut album, è uscito per Scarlet Records; avete già pianificato altro con questa storica label italiana?
ES: Con la Scarlet c’è stata intesa sin da subito su come portare avanti questo progetto e non possiamo che essere soddisfatti della sinergia tra la band e l’etichetta, che anche in un momento storico dove sempre più gruppi si auto-producono può dare un valore aggiunto, se gli obbiettivi e le strategie sono condivisi. Confidiamo che questa collaborazione ci porti a crescere ancora nei progetti futuri.
TM: Adesso qualche domanda differente. Potete salvare da un incendio solamente tre dischi, quali prendete e perché (naturalmente non sono validi i due Elettra Storm)?
ES: Ti daremo risposte brucianti: “Innuendo” dei Queen, capolavoro. “Somewhere in Time” degli Iron Maiden, il picco dell’heavy metal. “Once” dei Nightwish, la fusione perfetta tra rock e sinfonia.
TM: Ognuno di voi è coinvolto in altre bands, cosa ci raccontate al riguardo?
ES: Siamo musicisti eclettici e molto impegnati, ci piace spaziare in diversi generi del rock e non solo. Davide ha la sua band storica i SinHeresy con cui ha pubblicato diversi dischi e gira in tour per l’Europa da quindici anni, e suona anche nei SilentLie, gruppo goth di nicchia con un paio di album all’attivo, Crystal e Francis suonano insieme anche nei Re-X, band Alt Rock\Metal, mentre Matteo e Tony collaborano sporadicamente con altri progetti, insomma di sicuro non ci annoiamo!
TM: Penso di aver approfittato anche fin troppo della vostra pazienza. Concludo l’intervista ringraziandovi e, come mia abitudine, lasciando uno spazio finale a vostra disposizione per aggiungere un vostro messaggio ai fans ed ai lettori di truemetal.it
ES: Grazie di nuovo a te ed a trumetal.it per la bella chiacchierata! Continuate a supportare la scena italiana e underground perché ci sono tante belle realtà che meriterebbero più visibilità! Ci si vede in giro!
