Black Hard Rock Heavy Thrash

Intervista Jeff “Mantas” Dunn

Di Michele Savoldi - 18 Gennaio 2021 - 8:30
Intervista Jeff “Mantas” Dunn

Intervista a Mantas (Venom Inc.) da parte di Mickey E.Vil (The Mugshots, Radio Onda D’Urto FM). La versione audio integrale sarà pubblicata settimanalmente a episodi sul canale YouTube di Mickey E.Vil. Buona fruizione.

Come evidenziato sopra, l’intervista integrale dura circa un’ora ed essa stessa è stata estrapolata da una registrazione di un’ora e mezza! Qui sotto potrete leggere un estratto che speriamo vi invogli ad approfondire questo grande artista, campione di umiltà e disponibilità, che da quattro decadi impartisce lezioni di musica Metal (ma non solo) senza pari. Poche chiacchiere (le mie, per lo meno!) e la parola a Jeff Dunn, il solo ed unico Mantas!

Che novità ci sono dal quartier generale dei Venom Inc?

Beh, finora abbiamo messo insieme ventiquattro canzoni nuove di zecca che sono in fase di mix preliminare ma abbiamo bisogno di registrare la voce: Tony di solito viene in Portogallo per registrare le voci nel mio studio ma ora con tutte le restrizioni non è possibile, bisognerà semplicemente aspettare. Quello che posso dire è che il lunedì e il venerdì su Facebook ne parlo e suono un po’ di chitarra e dunque se volete sentire un po’ di anticipazioni del nuovo disco, sintonizzatevi il lunedì o il venerdì alle 18.30 ora inglese sulla mia pagina Facebook! Le canzoni stanno uscendo davvero bene: oso dire che sono meglio di Avè!

Com’è la vita in Portogallo rispetto alla vita nel Regno Unito?

(ride) …ecco una domanda mortale da farmi!

…lo so!

Oh Dio, Dio, Dio…beh, adoro vivere qui in Portogallo. Il Portogallo è ormai la mia casa, sai la gente…ovviamente il clima: tutto è così calmo e tranquillo! Noi viviamo in un piccolo villaggio che si trova essenzialmente in mezzo ad una foresta…però sai, mia figlia, suo marito, i miei nipoti, la figlia e i nipoti della mia compagna Anita sono ovviamente ancora nel Regno Unito. E guardare quello che sta succedendo è molto triste: mi sento triste per il paese intero e per quanto riguarda la faccenda Brexit…perché ? Non lo capisco, davvero non lo capisco…ho appena comunicato via messaggio con Tony (Dolan, n.d.r.) che si stava informando perché dato che il Regno Unito è fuori dall’Unione Europa, ora dovrà avere un permesso di lavoro per venire in Europa e fare tour! Che è la stessa cosa per noi se dobbiamo andare in America: la situazione è davvero folle, i permessi di lavoro, la burocrazia estrema e tutti gli ostacoli che devi affrontare, la documentazione da compilare e anche i costi! Onestamente, tutto questo non rende i tour negli Stati Uniti, a livello in cui lo facciamo noi, una cosa finanziariamente possibile! Ed è una situazione davvero triste e credo che ci troveremo ad affrontare la stessa situazione in Europa, ora, specialmente per le band del Regno Unito: ti immagini essere in una giovane band che vuole salire sul battello per andare in Francia a fare uno show? Sarà difficile, molto difficile! Ma per tornare alla tua domanda (ride), amo vivere qui e come dicevo prima è un po’ triste sentirsi così per la nazione in cui sei nato: sono un inglese del Nord-Est fin nel midollo, ma ora sento onestamente che il Portogallo e l’area di Santarém in cui vivo è la mia casa, la adoro e non me ne andrò mai!

Puoi dirci qualcosa del tuo progetto di recupero degli animali abbandonati? In che modo è coinvolta la tua musica e come possono aiutare i fan?

Fondamentalmente da quando ero bambino ho sempre avuto gatti: mia madre li teneva e posso tranquillamente dire che ognuno di loro era un trovatello oppure prendevamo un gattino se era nato a una gatta di qualcun altro e non se ne potevano prendere cura…ma non ho mai e poi mai acquistato un animale! Qui abbiamo iniziato con una coppia di gatti, improvvisamente sono diventati otto e ora sono dieci: sul retro della casa ho costruito una sorta di hotel per gatti, una struttura dietro casa dentro una sorta di utensileria; ora è la loro stanza, dove vivono: la finestra è sempre aperta dunque possono entrare ed uscire liberamente ma rimanendo al sicuro all’interno di questa struttura. E c’è questo centro di recupero animali, cani e gatti, letteralmente a cinque minuti di macchina da qui: non avevo idea di quanto fosse grande, un posto enorme con un centinaio di cani e probabilmente trenta-quaranta gatti. Sono sempre in cerca di donazioni, cibo, coperte e cose fondamentali come prodotti per la pulizia. Quello che ho pensato è: ho così tanta roba sul mio hard disk, un sacco di cose differenti come la musica dei Dryll, la band che avevo qualche tempo fa; tutti i demo originali dell’album Zero Tolerance, da me rimasterizzati con canzoni bonus; poi un progetto di Rock-Blues classico con influenze Soul e Swing realizzato con un amico…tutto era lì fermo senza che nessuno l’abbia mai ascoltato. Al che mi sono detto: proviamo a metterlo online per cercare di trovare soldi per il rifugio; non importa che compriate una canzone, un disco o le magliette: il 25% di tutto quello che si acquista sul sito, presto ci sarà nuova roba come dipinti fatti da me e altre cose, dicevo il 25% di tutto questo va direttamente al rifugio. Se andate su www.jeffmantas.com nella sezione Song Shop – dove si acquistano le canzoni – ci sarà anche una pagina di donazione, vedrete un banner che vi porterà direttamente alle donazioni per il rifugio senza che questo abbia a che fare con me: potrete donare via PayPal direttamente al rifugio. Più sotto nella pagina c’è un altro tasto di donazione, se cliccate lì si divide fifty-fifty tra il mio progetto di rifugio e quello di Tomar. Sto cercando di fare qualcosa perché ovviamente anche come musicista ho bisogno di guadagnare qualche soldo semplicemente perché i tour sono morti e nessuno sa quando torneranno! Questo è un pensiero davvero spaventoso per qualsiasi musicista che lavora on the road come facevamo noi: voglio dire, l’ultimo nostro concerto si è tenuto l’11 agosto al Wacken Festival il che significa più di un anno fa…un anno e cinque mesi da quando ho fatto un concerto! Ovviamente tutti i musicisti sul pianeta stanno cercando altri modi per utilizzare le proprie abilità musicali o creative per sostenere loro stessi, di base! Dobbiamo trovare altri modi oltre ai tour per generare qualche guadagno e dunque dal momento che sto cercando di generare guadagni, ho quest’altra passione che voglio supportare, gli animali: questo perché alla fine della giornata, questi poveri cuccioli non possono cavarsela da soli e dunque dobbiamo fare quello che possiamo! Noi, come esseri umani, abbiamo fottuto abbastanza questo pianeta e credo che nell’ultimo anno questo orribile virus ci abbia insegnato qualcosa: rispettarci a vicenda, rispettare il pianeta…se pensi a questo virus, il genere umano è stato messo in ginocchio da qualcosa che non possiamo vedere con occhi umani. E abbiamo scoperto che questa cosa non è nemmeno un vero e proprio organismo vivente…wow! Il genere umano fottutamente in ginocchio per questa cosa. Un pensiero spaventoso che terrorizza…la mia compagna Anita ha un problema di salute relativo ai polmoni, dunque deve essere super-cauta: un paio d’anni fa è quasi morta, l’avevamo quasi persa e due anni e mezzo fa ovviamente io ho avuto quel grande attacco di cuore, dunque sono cardiopatico…è così, spaventoso! Ho già detto ai ragazzi che dal punto di vista dei concerti non possiamo essere troppo entusiasti e dire: “Fanculo, facciamoli!”…ho già incontrato il mietitore una volta, gli ho dato un calcio in culo e non ho intenzione di incontrare ancora quel bastardo per lungo tempo! (ride) Può fottutamente aspettare! Dunque sì, è un momento difficile ma alla fine del giorno dobbiamo mantenere uno stato mentale positivo: io credo di essere fortunato da un certo punto di vista ad avere il mio studio qui, posso creare e dar vita a tutte le idee pazze che ho (ride), su tela oppure da registrare. Ecco perché ho registrato Resurrected (dei Dead Daisies, n.d.r.) dato che per anni ed anni mi sono chiesto: ma io so cantare?

Decisamente! E i ragazzi dei Dead Daisies l’hanno apprezzata!

Wow, ne sono rimasto sorpreso…sai, ero seduto – credo il giorno di Natale – a guardare qualche orribile film natalizio (ride) alla tv dato che non potevamo andare da nessuna parte, né vedere gli amici. Il mio telefono ha emesso un ping!…non avevo i miei occhiali per leggere ma dall’immagine sfocata ho capito che era una notifica Instagram. Poi ancora: ping! Allora l’ho aperto ed era John Corabi (ride) che mi scriveva: “Wow, grande versione, l’ho davvero apprezzata, abbi cura di te, fantastico che l’abbia cantata!”…io sono rimasto interdetto…John Corabi? Cristo santo, non riuscivo a crederci! E poi i Daisies l’hanno inclusa nella loro playlist…ma davvero? Ti dico questo: vorrei fare della musica con John Corabi!

L’ho intervistato una volta, e un’altra volta Dough Aldrich!

Oh, che razza di chitarrista è! Vorrei avere la metà del talento di quel bastardo, grande esecutore! Hai sentito le nuove cose che ha fatto con Glen Hughes? Nessuno può negare che Glenn Hughes abbia la voce…

Sì, pazzesco, quanti anni avrà…settanta?

Deve averne almeno settanta e ancora ha quella voce! L’ho visto dal vivo qualche anno fa coi Black Country Communion insieme a John Bonamassa: che cazzo di musicisti su quel palco…fuori di testa, dannatamente bello! Ma io vengo da tutto quel Rock classico, lo amo, sai? Ecco perché…sai, l’assolo che ho fatto per voi ragazzi (The Mugshots, n.d.r.)…adoro quella canzone, la ascolto ancora adesso!

Davvero?

Sì! Onestamente…non lo dico tanto per dire, Mickey, la ascolto ancora per davvero! Ecco perché ho messo il video in cui la suono sul mio sito, perché ne sono davvero fiero! La prima volta che l’ho ascoltata, prima di metter giù l’assolo l’ho ascoltata un po’ di volte, mi sono detto: “Cazzo, è davvero roba alla Damned!”…grande! E mi piace uscire dalla mia comfort zone, ciò per cui sono conosciuto!

Com’è stato lavorare al tuo disco solista di debutto, Winds Of Change?

Quello è stato un periodo davvero adorabile per me: stavo uscendo dai Venom con l’amaro in bocca a causa di quello che era successo; io me ne sono andato dai Venom nel 1986 per delle cose successe nel 1985, soprattutto al festival di Lorelei. Non si trattava di soldi, non si trattava di divergenze musicali: si trattava di personalità. Ma la cosa era: se uscivo da tale situazione, se uscivo dai Venom, che senso avrebbe avuto creare una band esattamente come loro? I Venom esistevano già…ok, ero il membro fondatore, ho scritto la maggior parte del primo materiale ma quale sarebbe stato il punto nel fare le stesse cose ancora? E come ho detto sono sempre stato un grande fan della musica Rock e dunque decisi di indossare l’abito a festa e divertirmi un po’ (ride), ecco come sono nati Winds Of Change e il video di Deceiver e via dicendo! Riguardando i video mi rendo conto che ci stavamo prendendo gioco di noi stessi, dicevamo: “Cazzo, sì, è fantastico!”…ma, detto questo, ci hanno offerto il Friday Rock Show con Tommy Vance il quale disse che Winds Of Change era il miglior disco Rock britannico da anni; ci hanno offerto di suonare in Giappone; siamo stati su MTV ed Headbanger’s Ball a Londra…successero molte cose quando il disco uscì! Ci furono ottime recensioni che ovviamente erano reazioni di sorpresa ma erano molto buone. Al momento sono impegnato con la scrittura di un nuovo disco, un album Rock molto sullo stile della cover che ho fatto di Resurrected dei Daisies e canterò oltre che a suonare le chitarre e tutto il resto!

Prime Evil significa tutto per me e amo anche dischi come Temples Of Ice e The Waste Lands. Cosa ricordi di quando lavoravate a quei dischi, più melodici ed elaborati rispetto ai primi dei Venom?

Mi sono davvero divertito a registrare Prime Evil, era la prima volta che lavoravo così intensamente con Tony. Grande periodo, belle registrazioni e via dicendo…nel vero e proprio periodo di Prime Evil mi ricordo che mi rifiutai innumerevoli volte di registrarlo! Mi chiamava Abaddon, mi chiamava Eric che purtroppo se n’è andato – il manager – e mi ricordo che la prima volta che incontrai Abaddon per discuterne, ci incontrammo in un KFC a Newcastle dopo che non ci eravamo visti per anni. Durante la conversazione mi ha riferito di questo album che avrebbero fatto per la Music For Nations e mi chiese: “Che ne pensi?”…gli dissi che non mi interessava (ride) e me ne andai letteralmente, ecco tutto! Non volevo lavorare con loro, non volevo farlo ma poi scoprii che Tony era coinvolto, Tony scoprì che io ero coinvolto…a quel punto nessuno dei due era davvero coinvolto ma penso si trattasse di una sorta di contrattazione e poi le cose si misero insieme e fu grande! Credo che quel periodo di tempo sia stato gestito male dal punto di vista dei concerti, degli show e cose del genere, abbiamo fatto solo qualche piccolo, orribile concerto: non è andata bene dal punto di vista dei tour ma musicalmente credo che quel disco sia grande! Temples Of Ice ha dei pezzi degni di nota come la canzone stessa che per me è uno dei punti più alti del disco; su The Waste Lands ci sono un paio di cose…ma ciò che odio di Temples Of Ice e The Waste Lands è l’artwork, vaffanculo…

Lo posso immaginare…

Oh mio Dio, sono fottutamente terrificanti: The Waste Lands sembra un disco dei fottuti Grateful Dead…ma di cosa cazzo si trattava? Non lo so…

Come procedono i lavori con To Hell And Back, il libro?

Oh, c’è un sacco di roba scritta al momento! C’è stato un riscontro, diciamo così e non aggiungo altro. C’è ancora molta strada da fare ma il fatto è che scrivere un libro che parla di…beh, diciamo che ad un certo punto ho deciso di parlare della mia vita: tutto quello che è successo! Sarà terapeutico diciamo (ride), c’è una montagna di lavoro ma mi sto divertendo, è davvero bello!

Quale messaggio e saluto finali manderesti ai fan italiani?

Non dirò: “Be Metal, stay Metal, fate questo e quello…che cazzo!”…per favore prendetevi cura di voi, state bene, state in salute, occupatevi di voi stessi, degli altri, dei vostri parenti, siate gentili l’uno con l’altro e fate sì che tutti stiano bene…perché ad un certo punto torneremo lì a suonare per i nostri amici! Non vedo l’ora che tutti sentano il nuovo album dei Venom Inc, lo so per certo…ma se intanto volete delle anticipazioni, come ho detto, ogni lunedì e venerdì alle 18.30 ora inglese sono in diretta sulla mia pagina Facebook per dei reportage in studio! Se riuscite fate una visita al sito www.jeffmantas.com …se vi va di aiutare ci sono tanti gattini e cagnolini – così come ci saranno in Italia – che hanno bisogno di amore e attenzione, dunque se potete aiutare…grande! Comprate un cd, una canzone…quello che vi va, sarà davvero apprezzato!