Hard Rock

Intervista Sharks (Andrea Ge)

Di Stefano Ricetti - 23 Maggio 2007 - 0:00
Intervista Sharks (Andrea Ge)

Altra intervista da incasellare fra le chicche della NWOIHM questa ad Andrea Ge, batterista professionista, attualmente insegnante presso il Music Academy 2000 di Bologna, ma soprattutto, negli anni Ottanta, bombardiere dietro le pelli degli Sharks: formazione irriverente e anticonformista, molto discussa, che però ha lasciato senza dubbio il segno nella storia dell’HM della nostra penisola e, ancora oggi, da molti viene rimpianta…

Una precisazione: Andrea Ge è un musicista poliedrico che, oltre ai progetti hard’n’heavy ha collaborato e militato in innumerevoli altri ambiti al di fuori dell’HM, che in quest’occasione non ho trattato. 

Buona lettura.

Stefano “Steven Rich” Ricetti 

 

Nella foto: Sharks versione Black&White

 

Allora Andrea, intorno al 1983 nascono gli Sharks. Quali furono i presupposti per la creazione del gruppo e come entrasti a farne parte.

Come molti musicisti della scena milanese all’epoca frequentavo il mitico locale “Magia Music Meeting” dove tra l’altro  suonavo con  una band in stile Iron Maiden (alla voce c’era David Moretti dei futuri Karma). In questo locale sono nate parecchie realtà dello spettacolo come: Avion Travel, Elio e Le Storie Tese, PFM,Cristiano De Andrè , Francesco Salvi ecc. solo per citarne alcuni.  In quel periodo nell’ ambito Rock spiccava su tutte una band che senza alcun dubbio si presentava come una delle più interessanti, energiche e talentuose…gli Sharks.

Inizialmente diventammo amici in quanto spesso assistevo alle loro esibizioni, poi un giorno…. ebbero l’ennesimo problema con il  loro batterista ed io entrai a sostituirlo… Ricordo ancora il primo concerto  ad Arese… avevo la febbre a 38 … ma riuscii comunque a suonare e… fu un trionfo. Venni accolto così a braccia aperte dalla band e dal suo pubblico.

Nel 1988, come Sharks, dopo aver vinto il concorso Sim Hi-Fi a Milano l’anno prima, vi piazzaste addirittura al secondo posto al Band Explosion al Budokan di Tokyo, in occasione del cinquantesimo anniversario della Yamaha. Immagino che ci sia molto da dire a riguardo… tra l’altro, chi si piazzò al primo posto?

Ricordo ancora l’ esperienza in Giappone come qualcosa di incredibile. La ns. partecipazione coincise con il 50simo anniversario della Yamaha, per cui l’ organizzazione tecnica e scenografica toccò l’apice. Al Budokan di Tokyo suonammo di fronte a 14/15.000 persone,tra schermi giganti, laser, americane di luci a 20 metri d’altezza, piattaforme mobili ecc.

In giuria: Steve Lukather, Natan East, John Robinson (all’epoca rispettivamente chitarra, basso e batteria di Michael Jackson), e Quincy Jones (!). La ns. esibizione fu un successo e ci piazzammo al secondo posto insieme agli inglesi gareggiando con più di 20 band provenienti dalle selezioni di tutto il mondo (si classificò prima una band americana, i Ventilators)…Da qui  nacque poi la ns. collaborazione con Yamaha di cui rimanemmo endorsers per qualche anno .

Dopo un exploit del genere c’è stato un momento nel quale avete sinceramente pensato di “avercela finalmente fatta”?

Personalmente penso che pur facendo rapidi progressi abbiamo soprattutto avuto la fortuna di collaborare con professionisti seri e competenti che ci hanno insegnato molte cose sia dal punto di vista professionale che umano. Una delle cose che abbiamo imparato subito, ad esempio, è di non dire mai ”sono arrivato”. In generale penso che bisogna sempre essere curiosi e stimolati  senza mai adagiarsi sugli allori. Questo quindi era il ns. pensiero comune già quando avevamo  20 anni… ed è un insegnamento che è rimasto..

Il primo brano che sentii degli Sharks fu Duel, un pezzo contenente uno dei riff di chitarra che più mi sono entrati nella memoria in tutta la storia. Hai qualcosa da raccontare riguardo questo pezzo? 

Era sicuramente uno dei miei preferiti da suonare dal vivo.  Mauro, il chitarrista, sfornava riff accattivanti uno dietro l’altro…E’importante  ricordare la collaborazione con Franz Di Cioccio (PFM) per la stesura del testo e che Duel fu il primo brano in cui Dario debuttò come
cantante in quanto inizialmente suonava la batteria.

Sempre nel 1988 esce il vostro Lp Notti di Fuoco, prodotto da Luigi Schiavone con testi di Enrico Ruggeri. So che hai letto la mia recensione su Metal Maniac, all’interno delle puntate relative alla storia della NWOIHM, dove non ho parlato propriamente bene del prodotto pur rispettando alla grande la band in quanto tale… Sinceramente, foste soddisfatti dell’esito finale di Notti di Fuoco?

Nell’ 88 eravamo ventenni o poco più .. era la ns. prima esperienza e ne eravamo orgogliosi . Forse avremmo cambiato qualche arrangiamento nella produzione (ad esempio
avremmo alzato il volume delle chitarre nel mix ) ma nel complesso eravamo soddisfatti. Ovviamente sentendolo ora trovo delle ingenuità ma ne sono comunque orgoglioso… 

 

Nella foto: Notti di Fuoco, l’Lp degli Sharks 

 

Cosa vi sareste aspettati dopo la Sua uscita?

Sinceramente dopo l’uscita dell’ album non ci saremmo aspettati niente di quello che invece è successo….Abbiamo fatto Sanremo, il Festivalbar, centinaia di concerti, supportato icone del rock in stadi e arene (Vasco, Deep Purple, Jethro Tull), interviste su magazine e quotidiani e partecipato a decine di trasmissioni televisive… cosa c’era più di questo per una band di ragazzini felici di suonare la loro musica. 🙂

Notti di Fuoco divise in due le schiere di appassionati di hard rock: da una parte gli entusiasti e dall’altra i puristi che consideravano il  disco come una delle peggiori uscite del periodo. Cosa ricordi a riguardo?

Ricordo che era esattamente come dici tu ma… noi proseguivamo tranquilli  sulla ns. strada. Quello che facevamo era quello che in quel momento della ns. vita ci piaceva . Eravamo consapevoli ovviamente di dover migliorare da un punto di vista stilistico , ma lo consideravamo uno stimolo per crescere, non ci siamo mai abbattuti per le critiche né esaltati per le lodi.

Di certo avete rischiato tantissimo del Vostro incidendo un disco di hard’n’heavy melodico strizzando però l’occhio alla melodia e tradizione del cantato in italiano. Ne eravate consapevoli?

Siamo italiani…! Ci è venuto naturale fare musica nella ns. lingua, seguendo il ns. background musicale e la ns. cultura. Abbiamo solo fatto quello che istintivamente ci veniva al momento. Ci sentivamo più a ns. agio così piuttosto che a scimmiottare realtà estere già esistenti ben più preparate e competenti.

Come avete fatto ad entrare nel roster di una major come la CGD?

Coincise con la ns. partecipazione al Band Explosion ’87 dove rappresentammo l’Italia a Tokyo. Avevamo fatto tutto da soli e la band all’ epoca era già solida e determinata. Penso che questo sia stato determinante, insieme all’abile lavoro del ns. manager Enrico Rovelli per spingere la CGD ad offrirci un contratto.

Di chi fu l’idea della copertina di Notti di Fuoco?

Di una grafica e del ns. manager…a noi piacque subito molto.

Quali sono, a tuo avviso, i brani migliori del disco?

Signora Sola, Il mio Rock ‘n Roll e Notti di Fuoco

Cosa pensava il Vostro singer Dario Fochi quando certa stampa lo etichettò come il David Lee Roth italiano?

Ne era ovviamente fiero  … lui poi, era un maniaco della cultura fisica, con anni di palestra artistica e arti marziali alle spalle e ci teneva veramente tanto… era proprio un suo punto di forza. 🙂

Toglimi una curiosità Andrea: il vostro gruppo aveva tutto ma proprio tutto quello che serviva per “acchiappare” belle donzelle… in quegli anni ha funzionato in questo senso da parte vostra? In parole povere, rimorchiavate alla grande o no?

Eravamo molto giovani e quindi pieni di vita, con tanta voglia di fare esperienze…di certo il suonare e l’essere sempre in giro  ha sicuramente facilitato i ns. rapporti con l’altro sesso… diciamo che non ci mancava niente ed eravamo sempre in buona compagnia… ah,ah.ah!.

Nonostante tutto, comunque, il nome degli Sharks comincia a girare, tanto che realizzaste un videoclip del brano Il mio Rock ‘n’ Roll, che vi spianò la strada per apparizioni in televisione come Sanremo Rock e il Festivalbar. Puoi raccontare qualche aneddoto del periodo?

Eravamo  stupiti ed emozionati per tutto quello che ci stava succedendo come band… eravamo elettrizzati ed allo stesso tempo concentrati per essere sempre all’ altezza di quello che stavamo facendo . Avevamo clip in TV, i ns. brani erano spesso in radio e abbiamo partecipato a decine di trasmissioni su RAI e Mediaset. Dopo l’impegno c’era però anche tanto divertimento, ed in quel senso di aneddoti ce ne sarebbero tanti… eravamo 5 scatenati… chi più chi meno, ne abbiamo fatte di tutti i colori in vero stile Rock ‘n Roll .  

In quell’anno apriste anche per delle leggende come i Jethro Tull  . Cosa ricordi di quei concerti?

Il pubblico dei concerti dei Jethro Tull rispetto a quello di band Hard Rock/heavy Metal era  più maturo, tranquillo e meno discriminatorio nei ns. confronti.. fummo quindi accolti molto bene, anche dalla stessa band.

Stessa domanda per i Raven.

Quella sera ero nel pubblico …. entrai negli Sharks successivamente. Mi ricordo che  Dario (che allora suonava la batteria) durante il concerto ruppe la pelle della cassa! Non avrei voluto essere al suo posto!

 

Nella foto: Sharks

 

Nel 1989 Sharks al Festival di Sanremo con il singolo Tentazioni, con testo di Vasco Rossi. Appena dopo apparizioni varie in televisione. Vai avanti tu…

Non vorrai mica che ti citi la ns. bio neh? Ah,ah,ah! A parte gli scherzi, se a qualcuno interessa, su internet si trova… – il link è citato in fondo all’intervisa (ndr) – Di cose ne abbiamo fatte parecchie, collaborazioni, concerti ecc. Non approfondisco perché rischierei di annoiarVi.

In virtù della vostra visibilità all’epoca fate da supporter al tour italiano dei Deep Purple. Che ricordi hai di quelle date e dei Purple stessi?

Suonammo bene, e il pubblico ci apprezzò molto (stiamo parlando di audience dalle 10.000 alle 25.000 persone) , ricevemmo anche numerosi complimenti dagli addetti ai lavori (tecnici, fonici, manager) e dai membri delle band stessa… Durante i concerti, certo ci capitò anche di vedere gente alla quale non andavamo giù. Anche se era sempre un piccolo gruppetto, in quelle occasioni ci dispiacque… lì sul palco davamo tutto, e cercavamo di trasmettere la ns. positività ed energia alla gente, eravamo lì solo per suonare, anche per loro. Ma d’altronde non è possibile piacere a tutti …  Testi o lingua italiana a parte mostravamo comunque tutta la ns. attitudine più rock e in generale funzionò alla grande.

Durante il tour diventammo anche amici con i Deep Purple, nei day off e nel tempo libero giocavamo insieme a calcetto, ping pong… Una sera loro presero  in affitto un campo di calcio (con la squadra ufficiale del Trento se non ricordo male) ed organizzammo insieme una vera partita  ! Per noi era sempre una festa e li imbottivamo sempre di domande tecnico musicali… Erano davvero super disponibili… siamo pieni di bei ricordi e…tante foto! Di recente ho reincontrato Ian Paice… ho fatto un po’ fatica a fargli ricordare le cose (20 anni dopo)… ma poi è scattato l’abbraccio… e 1000 aneddoti.

Intorno al 1990 gli Sharks realizzano l’Lp Slow Song, mai pubblicato. Come mai? Che tipo di sonorità contiene rispetto a Notti di Fuoco?

Terminata la realizzazione del nuovo album “Slow Song” la ns. etichetta CGD fallì e non si riuscì a raggiungere un accordo commerciale tra il ns. manager e altre etichette che nel frattempo si erano fatte avanti ..Non so chi avesse ragione, si parlava di soldi e noi eravamo al di fuori di certi discorsi… Fummo però noi a pagarne le conseguenze più gravi… Il nuovo disco rimase in stand-by per più di un anno, noi eravamo bloccati ed anche un po’ demotivati. In quel periodo poi Fabrizio venne chiamato a suonare con  E. Ruggeri. Eravamo un po’ disorientati e senza una prospettiva e…proseguimmo ancora qualche mese ma poi ci sciogliemmo. Il nuovo album aveva decisamente una produzione migliore, un song writing più maturo, adulto… c’era anche parecchia elettronica ma forse avevamo perso un po’ di spontaneità, meno riff…Stavamo diventando più pop, un incrocio fra Toto e Def Leppard.

In quell’anno suonaste anche come special guest nel tour di Vasco Rossi. Come considerava Vasco la Vostra proposta e l’hard rock in generale?

A Vasco piacevamo…credo, siamo stati anche la sua band per cr. 3 mesi… All’ epoca la Steve Roger Band (il suo gruppo storico) stava intraprendendo la carriera solista. Pochi sanno questo…dovevamo andare con Vasco in Russia. Abbiamo preparato insieme a lui uno show con Cucchia al Sax, un pianista aggiuntivo e Tullio Ferro. Il tour in Russia non fu poi confermato ma rimase la collaborazione infatti Vasco ci scrisse il brano con cui andammo a Sanremo .

Vi sentivate in qualche modo in competizione con altre band della NWOIHM? Mi vengono in mente R.a.f. e Gow, per esempio…

Mmmmhhhh… in realtà no, ritenevamo di fare un genere completamente diverso…

A cavallo tra il 1990 e il 1991, se non erro, il definitivo scioglimento degli Sharks. A distanza di tanti anni, cosa cambieresti della storia degli “Squali”?

Non avremmo potuto cambiare niente, eravamo talmente inesperti. Avremmo potuto continuare come band  e migliorare ma purtroppo è andata così… di sicuro ognuno di noi ha imparato da quella esperienza tante cose, sia da un punto di vista professionale che organizzativo.

Che fine hanno fatto gli altri componenti della band?

Dario il cantante è uno stimato manager nell’ ambito dello spettacolo, ha lavorato con: B. Grillo,  Lele Mora ed ora con Ricci. Francesco si è diplomato bassista alla Barkley di Boston e tranne qualche collaborazione saltuaria con altri artisti/cantanti suona e canta blues nei club . Mauro è stato per parecchi anni chitarra di  F. Baccini , ed abbiamo suonato insieme per diversi artisti Italiani e band. Fabrizio  dopo Ruggeri ha suonato con A. Oxa, Ligabue, Masini e da cr. un anno e mezzo sta suonando ancora insieme a me 🙂

Entri a far parte degli Wisdom… continua tu

Wisdom, Clara & the Black Cars, Oxido, Libra, Daydream, ho avuto decine di bands…dopo.
Ho conosciuto tanti validi musicisti ed amici con i quali  spesso ho ancora rapporti. Insomma sono stato fortunato…non ho mai avuto un momento di pausa.

Quali band ricordi della NWOIHM?

I Danger Zone di Roberto Priori con cui sono ancora amico (ho anche registrato il suo album), i Raf , -collaboro a volte con M.Riso – poi c’erano Vanexa, Steel Crown ed i Vanadium ovviamente!

Un tuo commento su: Europe, Van Halen, Cinderella, White Lion, Pretty Maids, Warrant
Bon Jovi, Whitesnake

Sono tutte band che conosco alla perfezione e che ho amato moltissimo, avrei da dire tante cose su ognuna , ma le caratteristiche sono molte e diverse mi emozionano ancora ma ora ascolto altro. Il mio gusto con il tempo è cambiato … ho migliaia di dischi e cerco sempre cose nuove, fresche. Sopra ogni cosa dico comunque che, una perizia tecnica, un gusto compositivo ed un talento musicale dei musicisti che facevano parte di queste band non l’ ho quasi mai più trovato nei nuovi progetti/gruppi….

Fino al 2000 lavori su progetti svariati che poco hanno a vedere con l’HM in senso stretto finché entri negli Exilia, poi hai contatti con Paul Shortino (Rough Cutt, Quiet Riot), Robert Mc Auley  (MSG, Uriah Heep, S.Lukater) e Glenn Hughes. Considero Mc Auley un grandissimo interprete relativamente al metallo melodico, hai qualcosa di interessante da raccontare a proposito?

Di Mc. Auley ho un bellissimo ricordo sia come interprete che come persona, ricordo quando lo vidi a Donnington Festival nei primi anni 90 (Mc. Auley Shenker group) e poi mi ritrovai con lui insieme a suonare. E’ una grande persona, disponibile , simpatica e soprattutto incredibilmente umile dovetti trascinarlo per non fargli scaricare tutta la batteria dal furgone… da solo! . Oltre al disco suonammo anche  insieme live brani degli UFO e di Michael Shenker … fu una grande soddisfazione!

 

Nella foto: Andrea Ge nella sua collocazione naturale, dietro le pelli.

 

Come Exilia hai l’occasione di toglierti parecchie soddisfazioni, sia in studio che dal vivo: condividete il palco con Theraphy? Rollin’s Band, Guano Apes, In Extremo, ma soprattutto Rammstein. Cosa racconti di quell’esperienza?

Ho suonato attraverso tutta l’ Europa suonando pure in Russia con audience tra i 10.000 e le 40.000 persone… E’ stata una grande sfida professionale che mi ha portato tante soddisfazioni e soprattutto la consapevolezza che se vuoi raggiungere qualcosa, impegnandoti ce la puoi fare. Mi sono confrontato con tante realtà musicali e del business in generale che mi hanno dato maggiore sicurezza, consapevolezza e competenza in quello che faccio.

Nel 2005 la tua uscita dalla band e l’inizio di altre esperienze…

Ho messo le mie energie in diversi progetti tra cui i Folder , band crossover con un paio di album pubblicati in Giappone, ora ho un nuovo progetto musicale originale in Inglese con Clara Moroni (Vasco) sul genere rock alternative i 2HOT4 www.2hot4music.com e stiamo lavorando su nuovi brani per la produzione di un album ed una serie di concerti.

Al momento sto poi suonando parecchio in giro con una tribute band dei Queen : Queenmania (130 date all’ anno e prima tribute band d’Italia a suonare in tour in Inghilterra). Inoltre ho da poco fondato assieme a due soci una nuova agenzia di booking/concerti per band ROCK originali www.machadapromotion.com 

Siamo alla fine dell’intervista Andrea: te la senti di fare un rapido excursus della tua carriera e tirarne le somme? Errori, soddisfazioni, scelte azzeccate e altre sbagliate…

Gli errori non è possibile non farli… ogni errore che fai diventa un tassello per la creazione della tua personalità, non puoi tornare indietro ma, se riconosci il tuo sbaglio ne puoi prendere coscienza per migliorare.  La vita quindi ha un suo corso ma l’impegno e la determinazione possono modificare considerevolmente l’andamento delle cose.  Si tratta quindi di ragionare e valutare ogni scelta e metterci impegno e passione. In questo senso mi reputo più che soddisfatto per ogni passo compiuto ed ogni obbiettivo raggiunto… il mio atteggiamento di base è quello di guardare sempre avanti.

Ok, ho finito, chiudi come vuoi e grazie!

Se siete arrivati fino a qui …Vi ringrazio e spero che questa mia intervista sia risultata interessante. Se volete saperne di più sulla mia attività o più semplicemente volete metterVi in contatto con me… Vi invito a visitare il sito www.andreage.net
A  presto, e un grazie speciale a te… Steven!

Stefano “Steven Rich” Ricetti