Avantgarde Death Doom Gothic

Intervista Sotiris (Septicflesh)

Di Michele Savoldi - 23 Maggio 2022 - 8:00
Intervista Sotiris (Septicflesh)

Intervista a Sotiris (Septicflesh) da parte di Mickey E.Vil (The Mugshots, Radio Onda D’Urto FM). In fondo alla pagina è possibile ascoltare la stessa in versione audio con sottotitoli. Buona fruizione.

Dunque, caro Sotiris. Cosa possono aspettarsi i vecchi ed i nuovi fan da Modern Primitive? Come sempre, “varietà” è la parola-chiave per le uscite dei Septicflesh…

Sì, infatti la principale caratteristica del sound dei Septicflesh è la varietà, dato che tutti i membri della band contribuiscono alla musica. Ognuno contribuisce in modo diverso, perciò il risultato è sempre allettante: sentirete sempre un sacco di idee nelle canzoni e inoltre ci sono vari umori dentro l’album. Nonostante ciò siamo riusciti a creare un disco coerente e sin dal primo secondo in cui lo inizierete ad ascoltare fino alla fine, verrete immersi nelle atmosfere! Questo perché c’è un feeling specifico e il disco è molto focalizzato su di esso.

Com’è stato tornare a lavorare con Jens Bogren come produttore?

Beh, Jens è un grande produttore e avevamo bisogno di qualcuno che capisse tutti gli elementi del nostro sound, dato che abbiamo così tante frequenze da tenere presenti. Avevamo bisogno di un esperto, altrimenti sarebbe stato un disastro perché dati i vari strumenti abbiamo più di cento canali da mixare! Jens naturalmente ha una grande esperienza in ambito metal e crea un grande sound heavy ma ha anche orecchio per la musica classica, cosa molto importante per noi. Dunque aveva tutti gli elementi di cui avevamo bisogno ed inoltre eravamo molto soddisfatti della nostra collaborazione precedente – Codex Omega – perciò è stata una scelta ovvia per noi tornare a lavorare con Jens e credo che questa sia la miglior produzione che abbiamo mai avuto!

Siete soddisfatti anche del cambio di etichetta, passando a Nuclear Blast?

È qualcosa che alla fine sarebbe successo, perché così possiamo raggiungere un pubblico più ampio e più paesi nel mondo. Naturalmente siamo soddisfatti della nostra collaborazione con la Season Of Mist che possiede i nostri album precedenti. Però il contratto con la Nuclear Blast è stato per il massimo bene della band, sin dal primo giorno vediamo un sacco di gente nuova avvicinarsi a noi ed è davvero notevole!

So che dev’essere dura rispondere. Come descriveresti in poche parole la nascita di un brano dei Septicflesh?

Poche parole? Davvero difficile… Ci sono molte fasi nella creazione di una canzone dei Septicflesh: la prima fase è quando un membro della band ha un’idea e ci lavora sopra; di solito ad un’idea ci si lavora per qualche mese prima di presentarla agli altri membri, dunque un sacco di lavoro anche solo prima di introdurla! Poi tutti i membri della band discutono su come possa funzionare questa specifica idea sul disco, inoltre ci sono suggerimenti per dirigere tale idea e via dicendo. Col tempo che passa proviamo diversi approcci per tale idea e poi ci sono cambiamenti continui, con tutti i membri che contribuiscono in modo specifico. Esempio: io posso scrivere un brano basato sulla chitarra ma gradualmente alcune linee melodiche vengono affidate ad altri strumenti e questi cambiamenti cambiano il carattere della canzone. Dipende anche da come usiamo le voci, perché abbiamo un’ampia varietà di voci a disposizione e anche ciò influenza il risultato. In poche parole c’è una catena quando creiamo una canzone, inizialmente passiamo attraverso dei cicli e quando sentiamo di avere il migliore risultato, la canzone è finita!

In una parola: evoluzione!

In una parola: guerra! Emozionale, intensa, devastante e tutto il resto!

E dal punto di vista lirico, che argomenti avete affrontato nei testi di Modern Primitive? Una piccola curiosità, come fan della fantascienza: ‘Neuromancer’ e ‘Psychohistory’ sono ispirate dalla letteratura di Gibson e di Asimov?

In effetti ‘Neuromancer’ è ispirato dal titolo stesso del libro di William Gibson. Invece la psicostoria è una vera e propria scienza, la combinazione di due scienze: psicologia e storia, un nuovo approccio che trovo molto interessante. Si tratta di interpretare vari eventi storici dal punto di vista della psicologia, in particolare la psicologia delle persone che hanno guidato un evento in modo che potesse accadere e delle masse che hanno accettato tutto. È qualcosa di interessante perché la storia non è solo ricordare date e nomi specifici, cose del genere! Si parla di eventi significativi guidati da umani, dunque la psicologia è importante, specialmente riguardo i leader che di solito vengono presentati come perfetti laddove nessuno è perfetto e le imperfezioni definiscono certe situazioni. Poi c’è una storia che ho creato in due canzoni – ‘Hierophant’ e ‘Self-Eater’ – una storia di salvezza: abbiamo dato qualche indizio nel video di ‘Hierophant’, il personaggio principale è qualcuno che vuole essere un ponte tra la terra e il paradiso, che vuole essere in un certo modo la bocca di Dio. Entra nel clero ma quello che gli altri gli dicono di fare non sortisce alcun risultato perché lui vuole davvero essere la bocca di Dio e toccare il sole! Il monito della canzone è anche: «Attento a quello che desideri!»… Perché se raggiungi il sole vieni bruciato. Ho creato anche un’altra storia, quella narrata nel primo pezzo del disco, ‘The Collector’: parla dei pezzi di Osiride e il collezionista è un occultista che li cerca perché crede che se li trova tutti potrà diventare un dio. Ci sono anche altre storie nel disco ma la maggioranza dei brani parla di quello che stiamo vivendo in quest’epoca specifica perché sono stato molto influenzato dagli eventi che stiamo esperendo e molte domande sono sorte nella mia mente. A proposito dell’umanità, mi sono chiesto se siamo davvero in grado di guidare o se stiamo solo mimando la parte dei re essendo in realtà solo esseri caotici. La domanda principale ha a che fare con la mentalità del genere umano e cosa c’è dietro le nostre azioni, sarebbe più appropriato – dato che stiamo progredendo – progredire! Ma puoi notare elementi specifici, soprattutto durante gli eventi che stiamo vivendo ora, che ci rendono molto primitivi, pensieri primitivi stanno prendendo il controllo.

Tornando indietro nel tempo, quali sono i tuoi ricordi più cari della scena metal greca di fine anni Ottanta, primi Novanta?

Beh, ho avuto la fortuna di essere parte della nascita degli anni Novanta, della scena death/black metal in Grecia! È stato un vero e proprio culto, ho incontrato tantissime persone interessanti come quelle che hai menzionato prima (fuori onda): Magus, Sakis e via dicendo… I Varathron, un sacco di gente! Eravamo molto giovani e la situazione generale era davvero pessima: non c’era nulla che potesse aiutarci, abbiamo dovuto costruire tutto da zero e inoltre abbiamo dovuto combattere contro i pregiudizi perché la scena greca all’epoca non aveva un nome! Ma anche se è stato amaro ed è stata davvero dura portare a termine le cose, è stato un periodo divertente e ho un sacco di bei ricordi!

Anche lavorare per far uscire Mystic Places Of Dawn ed Esoptron

Sì, naturalmente Mystic Places Of Dawn era il nostro primo album ed eravamo davvero eccitati, inoltre avevamo un contratto con un’etichetta francese il che era un vero successo per l’epoca in Grecia! Naturalmente si trattava della Holy Records: ricordo l’eccitazione nel creare il disco, il problema fondamentale era per noi trovare un batterista perché c’erano pochi batteristi che suonavano metal estremo! E noi volevamo una batteria elaborata per le nostre canzoni, dato che ammiravamo band come Death e Morbid Angel per esempio. Comunque siamo riusciti a dar vita a Mystic Places Of Dawn, il nostro obbiettivo sin dal primo giorno era quello di creare canzoni originali, con personalità: abbiamo lavorato molto per creare un sound personale che in seguito si è evoluto con i dischi successivi. Esoptron è stato un disco molto significativo per la nostra storia, sebbene Chris (Antoniou, l’altro chitarrista) all’epoca se ne andò a studiare in Inghilterra musica classica e per questo disco fummo soprattutto io e Spiros a registrare e tutto il resto. Sai, abbiamo una lunga storia e così tanti ricordi diversi per tutti i dischi!

Che musica ti piace ascoltare quando non sei impegnato a fare la tua musica, solo per ascoltarla?

Tante cose diverse: ambient, naturalmente roba metal, musica classica, colonne sonore, gothic, tante cose diverse! Posso menzionare qualche band preferita: una delle mie favorite sono i Fields Of The Nephilim, David Bowie – grande musicista – i Police, i Cure… Sto parlando di band non metal! Perchè se parliamo di band metal e death metal, ascolto quelle che ascoltano tutti i metallari: Judas Priest, Iron Maiden, Death, Morbid Angel… La roba classica!

Quindi anche cose new wave e post-punk…

Sì, perché all’epoca ero molto giovane e volevo far parte del movimento, sia quello gotico che quello metal: mi piacevano entrambi i movimenti a quel tempo! Compravo prima un disco dei Cure, poi uno degli Iron Maiden e li amavo entrambi! Sai, credo che la musica sia qualcosa da non confinare: si tratta di emozioni e di qualsiasi cosa ti faccia sentire qualcosa di forte. Poi c’è la potenza, se ascolti qualcosa e non provi nulla, c’è qualcosa che non funziona!

Un messaggio ed un saluto finali per i fan italiani dei Septicflesh?

Su le corna per i nostri amici laggiù in Italia! Siamo davvero ansiosi di farvi avere il nostro nuovo disco, siamo molto fiduciosi riguardo il nuovo materiale, speriamo che vi piaccia e naturalmente mille grazie per il supporto in tutti questi anni! L’Italia è uno dei posti che ovviamente i Septicflesh visiteranno per i concerti!

 

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