Heavy

Intervista Udo Dirkschneider

Di Michele Savoldi - 25 Aprile 2022 - 8:00
Intervista Udo Dirkschneider

Intervista a Udo Dirkschneider da parte di Mickey E.Vil (The Mugshots, Radio Onda D’Urto FM). In fondo alla pagina è possibile ascoltare la stessa in versione audio con sottotitoli. Buona fruizione.

Dunque caro Udo: My Way è un album decisamente personale. In generale cosa dovranno aspettarsi i fan?

Cosa possono aspettarsi i fan? Una raccolta dei miei pezzi preferiti e credo sia stato molto importante per me dare la mia impronta ad essi. Non volevo fare delle cover fedeli al 100% copiando Klaus Meine, Rob Halford o Ronnie James Dio… Credo sia stato importante provare a dar loro la mia personalità e ci sono riuscito!

Ho avuto l’onore di intervistare un paio di artisti che hai tributato su My Way: Arthur Brown ed Andy Scott degli Sweet. Che criteri hai usato per scegliere canzoni così belle per il disco?

Fire… Ho amato il brano di Arthur Brown sin da quando uscì e lui si presentò per la prima volta col fuoco in testa: amavo davvero quel pezzo! Anche per quanto riguarda gli Sweet ero un grandissimo fan ma non tanto dei lati A dei singoli, piuttosto i B-side che erano più pesanti! Per me è stato obbligatorio registrare Hellraiser!

Quali brani hai trovato più semplici da registrare e quali più difficili?

Mmhh… Diciamo che un pezzo piuttosto difficile da cantare è Rock and Roll dei Led Zeppelin, non facile e molto acuto ma ce la posso ancora fare! Poi direi, anche se suona buffo da dire, il pezzo in tedesco: è la prima volta che canto in madre lingua con Kein Zurück. Quella è stata davvero una delle canzoni più difficili, voglio dire, se canti in inglese per quarant’anni registrare in inglese risulta facile e liscio. Ma a chi mi dice: «Ma come, non è facile cantare nella tua lingua madre?» rispondo: «No, non è così facile!»… Anche per la ritmica delle parole e tutto il resto che non ha reso semplice la registrazione ma di sicuro interessante e alla fine ne sono soddisfatto!

Cosa devono aspettarsi i fan dal tuo futuro tour europeo che farai più avanti quest’anno? Canzoni sia da Game Over (ultimo disco degli U.D.O.) che da My Way?

No, solo roba da Game Over e qualche vecchio classico degli Accept – forse due o tre, non di più – durante i bis. Poi forse, non so, vedremo: se sarò di buon umore faremo, non dico tutte le sere, una o due canzoni tratte dal disco di cover ma non è nulla di pianificato!

Poi lavorerete al seguito di Game Over una volta finito il tour?

Diciamo che al momento non abbiamo nulla da fare (risate)! La prima parte del tour la faremo a giugno in America del Sud e credo che questa volta il corona non ci fermerà (risate)! Poi un po’ di festival in estate e il primo settembre iniziamo il tour europeo. Ora c’è questa situazione in Russia, avevamo previsto di suonare là a ottobre ma con quello che sta succedendo non voglio fare un tour in Russia! Perciò ci sarà forse più spazio per altri show in Europa e poi il tour europeo finirà al termine di novembre, inizio dicembre. L’anno prossimo ci sarà il Canada, l’abbiamo già posticipato due volte ma credo che l’anno prossimo ce la faremo e anche il Giappone sta aspettando! Quello che stiamo facendo al momento è raccogliere idee per il prossimo disco degli U.D.O. Vediamo che idee ci sono e lentamente ci mettiamo al lavoro per il nuovo disco piuttosto che starcene seduti a casa a far nulla!

Cosa significa avere 70 anni e fare rock in tutto il mondo?

E’ ancora divertentissimo (risate)! Voglio dire, non sono stanco e sono ancora entusiasta e come dico sempre, finché mi diverto, finché sono in forma, finché c’è la voce e finché potremo suonare quasi in tutto il mondo… Perchè restare a casa a farsi il caffè e mangiare torte? Guardare la tv tutto il giorno non fa per me e suoneremo più a lungo possibile, vedremo, chi lo sa?

Come descriveresti ad un giovane fan i folli giorni degli anni Ottanta con gli Accept?

Giorni folli… Gli anni Ottanta erano decisamente più folli di questi tempi! Tantissime groupies intorno e suonare in America era davvero qualcosa di molto selvaggio! Era come dire, più glamour, con più feste che si tenevano, giravano molti più soldi con le case discografiche… Non so, era un’epoca diversa e oggi le etichette non investono molti soldi, fare tour per le band giovani non è così facile dato che non hanno un vero supporto da parte delle etichette discografiche. Il business è cambiato, non si vendono più così tanti dischi come negli anni Ottanta con il download e via dicendo! Le persone mi chiedono cosa posso consigliare alle giovani band per raggiungere il successo: io rispondo sempre che dovete credere in quello che fate, i tempi sono cambiati rispetto agli anni Ottanta ed è più dura per i giovani. Ma penso che la cosa più importante sia credere in ciò che si fa.

Hai qualche ricordo musicale o extra-musicale legato all’Italia?

Non credo… Voglio dire, mi piaceva molto Gianna Nannini (risate)! Ha una grande voce!

Cosa ne pensi di un film che ha incluso nella colonna sonora anche gli Accept, intendo The Wrestler con Mickey Rourke?

Sì, fui molto sorpreso quando scelsero il brano dunque buon per noi, ha reso Balls To the Wall più popolare! Conosco delle squadre piuttosto famose di football americano ma anche dei wrestler che mandavano Balls To the Wall prima degli incontri, dunque è una bella cosa!

Che messaggio e saluto mandi ai fan italiani che ti aspettano da queste parti?

Sì, quando partirà il tour europeo speriamo di poter includere due o tre date in Italia visto che aggiungeremo show in Europa. Nel frattempo sì, mi piacerebbe tornare in Italia, stay heavy, tenetevi in forma e ci vediamo in Italia!

E un invito finale ad acquistare My Way per avere l’opportunità di conoscere tutte quelle belle canzoni?

L’album esce il 22 aprile in Europa e sì, credo sia importante che possediate questo disco per sapere quali canzoni amo molto degli anni Settanta, Ottanta e Sessanta. È un disco molto interessante, qualche brano forse è un poco difficile ma credo che vi piacerà, dunque farete bene ad acquistarlo!

Descrive in un qualche modo il tuo percorso musicale attraverso le decadi…

Sì, diciamo che non sono stato influenzato dai brani in quanto cantante ma si tratta di canzoni che amo davvero e che ascolto, come fanno le persone che amano gli AC/DC o questa o quest’altra band. Ho cercato di rendere le canzoni interessanti caratterizzandole con la mia personalità ed ecco perché credo sia qualcosa di molto interessante per le persone!

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