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Lion’s Share: guarda il nuovo video per il singolo “Baptized In Blood”

Di Valeria Campagnale - 6 Marzo 2026 - 10:00
Lion’s Share: guarda il nuovo video per il singolo “Baptized In Blood”

Comunicato stampa

I veterani dell’heavy metal svedese Lion’s Share continuano il percorso verso il tanto atteso album del ritorno, “Inferno”, con la pubblicazione di “Baptized In Blood” e del relativo lyric video.

Tratto da Inferno, il primo full-length in studio della band dopo 17 anni, previsto per il 27 marzo tramite Metalville, “Baptized In Blood” mette in risalto uno dei pilastri fondamentali dell’identità musicale dei Lion’s Share: l’heavy metal drammatico e potente dei primi anni ’80.

L’influenza del periodo 1980-1987 scorre profonda in tutto “Inferno”, in particolare lo spirito del 1981, l’anno che vide la pubblicazione di “Mob Rules” dei Black Sabbath e “Diary Of A Madman” di Ozzy Osbourne.

Il chitarrista Lars Chriss spiega:

“Io e Nils Patrik eravamo adolescenti quando uscirono quegli album, siamo nati a sole tre settimane di distanza. L’intera era dal 1980 al 1987 fa semplicemente parte del nostro DNA. Dischi come “Mob Rules” e “Diary Of A Madman” hanno plasmato il nostro modo di intendere l’heavy metal. L’oscurità, il dramma, le melodie, la pesantezza dei riff: questa è la base del nostro modo di scrivere. Non è qualcosa che cerchiamo di ricreare consapevolmente; viene naturale perché è la musica che abbiamo amato crescendo.”

Piuttosto che un esercizio retro, “Baptized In Blood” riflette l’influenza organica di quell’epoca: metal potente guidato dai riff, forti ganci melodici e un senso di intensità teatrale che definisce gran parte di “Inferno”.

A livello lirico, la canzone esplora i sogni inquieti di una mente tormentata, ossessionata dal male, dai demoni e dallo scontro finale tra Satana e Dio. La narrazione si svela come una visione febbrile: drammatica, vivida e profondamente radicata nello storytelling del metal classico.

Il cantante Nils Patrik Johansson aggiunge:

“Il testo descrive una mente consumata da visioni oscure, demoni che sussurrano, il male che si avvicina e la battaglia finale tra inferno e paradiso che si consuma interiormente. È molto visivo e drammatico. Quel tipo di immaginario è sempre stato una parte naturale dell’heavy metal con cui siamo cresciuti.”

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