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Live Report: Ad Infinitum+Skarlett Riot+Secret Rule @ Legend, Milano – 19/04/2026

Di Vittorio Cafiero - 22 Aprile 2026 - 1:19
Live Report: Ad Infinitum+Skarlett Riot+Secret Rule @ Legend, Milano – 19/04/2026

Domenica 19 aprile il palco del Legend Club ospita una serata tutta al femminile — almeno per quanto riguarda le voci — che riunisce tre realtà della scena modern e symphonic metal europea: gli italiani Secret Rule, gli inglesi Skarlett Riot e gli headliner svizzeri Ad Infinitum. È un piccolo tour che mette insieme tre proposte diverse ma accomunate da un approccio moderno e da una forte presenza scenica femminile.
La giornata milanese è stata insolitamente calda per il periodo, con temperature quasi estive già dal pomeriggio. Nonostante ciò, quando poco dopo le 19 si accendono le luci sul primo set della serata, il Legend presenta già un discreto numero di spettatori. La platea è piuttosto variegata ma mediamente giovane, con una presenza femminile significativa. Un pubblico curioso e partecipe, perfettamente in linea con il tipo di proposta delle tre band, tutte caratterizzate da energia, positività e una certa immediatezza comunicativa.

Secret Rule

Ad aprire la serata sono i romani Secret Rule, che avevamo già avuto modo di vedere dal vivo poco più di un anno fa in apertura ai Rage, sempre qui nel Milanese. Il quartetto propone un heavy metal moderno e robusto, capace di muoversi con disinvoltura tra riff più aggressivi e aperture dal sapore sinfonico.
La cantante Angela Di Vincenzo si presenta sul palco sorridente e spigliata, dimostrando subito una buona capacità di interazione con il pubblico. Il set scorre con efficacia grazie a brani ritmati e diretti che vengono accolti con calore dalla platea. In scaletta trovano spazio pezzi come “Walking Down the Street”, “Collapse”, “The Song of the Universe” e “Digital Revolution”, che mettono in evidenza il lato più dinamico della band.
Pur muovendosi entro coordinate abbastanza riconoscibili del metal moderno europeo, i Secret Rule riescono a costruire un’apertura solida e convincente, sfruttando bene l’energia dei brani e mantenendo alta l’attenzione del pubblico fin dalle prime battute della serata.

Secret Rule setlist:
Walking Down the Street
Collapse
The Song of the Universe
I Am
Desperation
Silent Pain
Digital Revolution
Echoes of the Earth

Skarlett Riot 

Dopo un cambio palco piuttosto rapido è la volta degli inglesi Skarlett Riot. Anche loro si presentano in formazione a quartetto, ma il loro approccio musicale si distingue chiaramente da quello dei Secret Rule. Se i Romani restano ancorati a strutture più legate al metal tradizionale, la band britannica guarda decisamente al modern-metal di matrice più recente, con evidenti influenze metalcore.
Il set ruota attorno al tipico dualismo tra la voce pulita della cantante Chloe Drinkwater e gli interventi più aggressivi del chitarrista. Ne nasce una formula che alterna breakdown e parti più dure a ritornelli melodici e immediati. Brani come “Chemicals”, “Paralyzed” e “Gravity” rendono bene questa dinamica.
Il messaggio della band è apertamente positivo e la presenza scenica è sempre sorridente e comunicativa. Uno dei momenti più partecipati arriva con “Luminate”, quando il pubblico viene invitato ad accompagnare la power ballad illuminando la sala con le luci dei telefoni.
Nel complesso la proposta degli Skarlett Riot sembra guardare più oltreoceano che alla tradizione delle band metal con voce femminile dell’Europa del Nord: meno riferimenti a sonorità sinfoniche e più vicinanza a un immaginario alternative e modern metal che richiama nomi come Evanescence. La band dimostra solidità e buona presenza scenica, anche se il loro stile si inserisce in una scena ormai piuttosto affollata.

Skarlett Riot setlist:
Chemicals
Spiralling
Paralyzed
Limits
Voices
The Wounded
Luminate
Breaking the Habit
Gravity
Warrior

Ad Infinitum

Alle 21:15 circa è il momento degli headliner, gli svizzeri Ad Infinitum guidati dalla cantante Melissa Bonny. Il pubblico nel frattempo non è cresciuto moltissimo e il Legend Club rimarrà sostanzialmente riempito a metà anche nel finale di serata, ma l’atmosfera resta comunque partecipata e calorosa.
La band si presenta anch’essa in formazione a quartetto e mostra fin da subito un’impostazione sonora molto compatta e moderna. Se i primi lavori degli Ad Infinitum avevano una forte matrice symphonic metal, negli ultimi album il gruppo ha progressivamente spinto verso sonorità più groove oriented e contemporanee. Dal vivo questo si traduce in un impatto diretto, con brani che scorrono rapidi e una struttura dei pezzi che privilegia dinamica e immediatezza.
Fin dalle prime battute con “Upside Down” e “Aftermath” emerge chiaramente il ruolo centrale della sezione ritmica: il basso risulta particolarmente presente nel mix e contribuisce in modo decisivo alla solidità del suono complessivo, mentre la batteria mantiene costantemente alto il livello di energia. Anche il lavoro della chitarra si muove su coordinate decisamente moderne, con riff compatti e talvolta quasi djent-oriented che rafforzano il lato più contemporaneo della proposta.
Come prevedibile, però, è Melissa Bonny a catalizzare gran parte dell’attenzione. La cantante dimostra ancora una volta una notevole versatilità vocale, passando con grande naturalezza da linee melodiche pulite — spesso impostate su un registro di soprano dal taglio quasi pop — a growl aggressivi e ben controllati. Il risultato è una dinamica vocale molto efficace, che diventa uno dei principali punti di forza dello show.
Follow Me Down” rappresenta uno degli esempi più chiari di questo approccio: un’introduzione molto moderna apre il brano prima di lasciare spazio a una parte cantata pulita, che poi si trasforma in una sezione più pesante e aggressiva. Anche “Euphoria” colpisce per una linea vocale particolarmente azzeccata e immediata, uno di quei ritornelli che rimangono facilmente impressi.
Non mancano momenti più atmosferici, come “Eternal Rains” e “My Halo”, che permettono alla band di variare il registro emotivo del set. Allo stesso tempo il concerto mantiene sempre un buon ritmo, anche grazie a brevi intermezzi strumentali che separano alcune sezioni della scaletta.
Nel finale trovano spazio alcuni dei brani più rappresentativi del gruppo. Dopo un breve break strumentale prima di “Marching on Versailles”, la band si avvia verso la conclusione con una sequenza molto efficace. La chiusura con “Into the Night” mette definitivamente in evidenza la padronanza vocale della Bonny, capace di alternare senza sforzo apparente parti pulite e growl aggressivi, con un’attitudine scenica che per presenza e carisma può ricordare figure come Alissa White-Gluz.
Nel complesso la performance degli Ad Infinitum conferma una band solida e tecnicamente preparata, capace di proporre un metal moderno ben costruito e di forte impatto dal vivo. Una proposta di indubbia qualità, forse non immediata per tutti, ma che dimostra chiaramente come il gruppo guidato da Melissa Bonny stia trovando una propria identità sempre più definita all’interno della scena metal europea contemporanea.

Ad Infinitum setlist:
Upside Down
Aftermath
Somewhere Better
Eternal Rains
My Halo
Anthem for the Broken
Follow Me Down
Surrender
Dead End
Euphoria
Animals
Architect of Paradise
Outer Space
See You in Hell
The One You’ll Hold On To
Marching on Versailles
Regicide
Unstoppable
Live Before You Die
Into the Night

Nel complesso la serata al Legend Club ha offerto tre set diversi ma accomunati da energia, entusiasmo e una forte presenza scenica. Secret Rule, Skarlett Riot e Ad Infinitum hanno dimostrato ciascuna a modo proprio quanto il metal contemporaneo sappia ancora rinnovarsi e parlare a un pubblico giovane e variegato.
La presenza non era particolarmente numerosa, ma chi ha riempito il locale ha seguito i concerti con partecipazione ed entusiasmo, contribuendo a creare un clima positivo che ha accompagnato l’intera serata fino alle ultime note.

Vittorio Cafiero