Vario

Live Report: Soen @ Revolver Club, San Donà di Piave (Ve)

Di Marco Donè - 17 Settembre 2022 - 15:47
Live Report: Soen @ Revolver Club, San Donà di Piave (Ve)

Live Report: Soen, LizZard, Ocean Horse

Revolver Club, San Donà di Piave (Ve)

09 Settembre 2022

 

Venerdì 09 settembre 2022, Revolver Club: il locale in provincia di Venezia ospita una delle serate più attese di quest’intera stagione concertistica, per il sottoscritto, almeno. I Soen – un nome che sta conquistando sempre più consensi, disco dopo disco, e che di diritto può essere considerato come una delle formazioni destinate a rappresentare il metallo del domani – fanno tappa al live club veneto per supportare l’ultimo lavoro, “Imperial”. L’album, pubblicato a gennaio 2021, in piena pandemia, può essere presentato ai fan, dal vivo, solo ora. La voglia di assaporare anche nella dimensione live la magia che caratterizza quel disco è davvero tanta, e noi di Trumetal.it non potevamo di certo mancare all’appuntamento. Ad accompagnare la formazione svedese in questa tournèe europea, inoltre, ci sono due nomi nuovi del panorama internazionale: Ocean Horse e LizZard. Due formazioni che, ad essere sinceri, non conoscevamo e che aumentano la curiosità per quest’evento imperdibile. Ecco a voi il resoconto della serata. Buona lettura!

 

Live Report a cura di Marco Donè

 

OCEAN HORSE

Puntuali come un orologio svizzero, i finlandesi Ocean Horse entrano in scena alle 20:15. Il pubblico presente in sala è già numeroso e, sebbene sia evidente che non conosca i pezzi del quartetto di Helsinki, ne supporta l’esibizione con entusiasmo crescente. I Nostri, forti del disco di debutto, “Dead Reckoning”, uscito lo scorso anno via Noble Demon, propongono un modern metal in cui fanno capolino elementi riconducibili all’heavy e al groove. Suonano bene, con eleganza, sanno tenere il palco e riescono a coinvolgere il Revolver Club, chiedendone e ottenendone la risposta, a più riprese. Dopo un inizio in cui chitarra e basso risultano un po’ penalizzati, i suoni migliorano e gli Ocean Horse riescono a riversare sul Revolver Club tutta la loro botta. La performance del gruppo finlandese poggia sulle parole d’ordine “passione” e “sudore” e nella mezz’ora a propria disposizione riesce nel non semplice compito di scaldare a dovere il pubblico. Davvero un buon inizio di serata.

 

LIZZARD

Sono circa le 21:00 quando i LizZard salgono sul palco del Revolver Club. Ad attendere la formazione francese c’è una sala gremita, chiaro segnale di come la serata fosse attesa e sentita. Anche i LizZard risultano un nome sconosciuto alla stragrande maggioranza dei presenti e la curiosità di scoprire se riusciranno a coinvolgere il pubblico, come fatto dagli Ocrean Horse, è davvero tanta. Il trio parte con ‘The Decline’, tratta dall’ultimo lavoro “Eroded”, uscito lo scorso anno via Pelagic Records. Si nota subito che i Nostri ci sanno fare, ma la canzone sembra avere il freno a mano tirato, fatica a decollare. Visto il pezzo d’apertura, diciamo che la preoccupazione di assistere a uno show un po’ prolisso e fine a sé stesso si fa subito sentire. E invece… è bastata la successiva ‘Vigilent’ per annichilire tutto il Revolver Club. La prestazione dei LizZard è un assoluto crescendo di emozioni e il modern art rock del terzetto conquista totalmente il pubblico. La precisione nell’esecuzione, la cura maniacale per gli arrangiamenti, l’esibizione sentita e vibrante, carica di pathos, risulta letteralmente ipnotica, e conquista solo consensi. Il pubblico è sempre più presente e coinvolto, e quando i LizZard ultimano l’esecuzione della splendida strumentale ‘Shift’, il Revolver Club esplode in autentico boato. I tre musicisti regalano una performance maiuscola, in cui spicca la prova della batterista Katy Elwell. Da segnalare anche l’ottima prestazione del chitarrista-cantante Mathieu Ricou: nei quarantacinque minuti a disposizione dei suoi LizZard non eseguirà nemmeno un assolo, ma il lavoro alla chitarra, la ricercatezza e l’eleganza delle soluzioni proposte, il continuo utilizzo della loop station, non ne fanno certo sentire la mancanza. E vedere come il banchetto merch dei LizZard venga preso d’assalto dal pubblico, a fine concerto, fa capire come il terzetto abbia saputo fare centro. Show strepitoso.

 

SOEN

Sono le 22:00 in punto quando si spengono le luci e iniziano a risuonare delle sirene, chiaro segnale che i Soen stanno per entrare in scena. I Nostri salgono sul palco – accolti dal Revolver Club con un vero e proprio boato – e partono a mille con ‘Monarch’, tratta dall’entusiasmante “Imperial”. I suoni penalizzano un po’ le chitarre, ma è sufficiente attendere la successiva ‘Deceiver’ per trovare ogni strumento bilanciato al meglio. I Soen decidono di puntare in particolare sugli ultimi due lavori, “Imperial” e “Lotus”, che tante soddisfazioni hanno regalato alla formazione svedese. A fine serata, infatti, saranno ben undici le canzoni pescate dai lavori del 2019 e 2021, due dischi di cui sentiremo parlare a lungo. Dopo aver posticipato più volte questa tournée europea, i Soen appaiono in forma strepitosa, carichi di entusiasmo per poter tornare finalmente in azione sul palco. E non a caso la prestazione fornita dai Nostri rasenta la perfezione, sia dal punto di vista tecnico, che per le emozioni trasmesse ai presenti. Grazie al sound e alla presenza scenica dei Nostri, l’atmosfera che si respira all’interno del Revolver Club è davvero speciale: un miscuglio di eleganza e oscurità introspettiva, che sprigiona emozioni fortissime, dalle svariate sfumature. Uno show davvero incredibile, convincente, che può essere definito come una vera e propria esperienza. Il pubblico vive il concerto con totale trasporto, cantando a gran voce ogni canzone e intonando a più riprese il coro “Soen, Soen”, che trasmette ancora più adrenalina e carica alla formazione svedese. I cinque sul palco risultano affiatatissimi e, coscienti di aver l’intero locale in proprio pugno e di essere protagonisti di una performance al fulmicotone e carica di pathos, si lasciano andare ad alcuni simpatici sketch. Momenti che spezzano un po’ l’atmosfera quasi mistica che si è venuta a creare, con il Revolver Club in totale venerazione dei Soen. Da segnalare, ad esempio, il momento in cui Joel Ekelöf, avanzando dalla pedana della batteria verso il pubblico, rischia di essere colpito dalla tastiera della chitarra di Cody Ford, che ha appena concluso uno dei suoi assoli. I due simulano una sorta di rissa da strada, che più di qualche sorriso ha regalato ai presenti. I Soen chiudono il loro set con la splendida ‘Antagonist’ – uno dei pezzi più belli pubblicati nel 2021 – e la delicata ‘Illusion’. Salutano il pubblico e si ritirano nel backstage. Ne escono poco dopo, chiamati a gran voce dall’intero Revolver Club, e ritornano in scena con ‘Lascivious’, pescando poi dal cilindro una sensazionale ‘Jinn’ e chiudendo definitivamente il proprio show con un pezzo da novanta come ‘Lotus’. I Soen ringraziano un pubblico in totale estasi, regalando alle prime file scalette e plettri. Concerto semplicemente perfetto e dal forte spessore emotivo. Da segnalare, poi, la scelta di Lars Enok Åhlund di salutare il Revolver Club sventolando una bandiera ucraina. Una decisione che, stando ai commenti captati al bancone bar, ha sollevato qualche lamentela post concerto ma le emozioni vissute durante lo show dei Soen sono state talmente forti che tutto si è spento dopo il primo sorso di birra.

Setlist:

Monarch
Deceiver
Lunacy
Martyrs
Savia
Lumerian
Covenant
Modesty
Lucidity
Antagonist
Illusion

Encore:

Lascivious
Jinn
Lotus

 

CONCLUSIONI

Serata riuscitissima quella “andata in onda” al Revolver Club, di San Donà di Piave. Un appuntamento che con Soen e LizZard ha sicuramente ospitato due nomi del presente, ma che saranno probabili istituzioni del futuro. E non a caso utilizziamo queste parole, visto che per l’occasione il Revolver Club è stato preso d’assalto da un sacco di volti nuovi, giovani metalhead che hanno sostenuto con passione formazioni figlie del nuovo millennio. Certo, non sono mancati gli appassionati un po’ più âgé, che non hanno voluto perdersi questa emozionante serata. Non rimane che rinnovare i complimenti al Revolver Club, che stoicamente continua a regalare tonnellate di metallo di qualità a tutto il Nord-est, e scusate se è poco.

 

Marco Donè