Hard Rock

Recensione libro: The Dirt (Mötley Crüe – Edizione integrale)

Di Stefano Ricetti - 16 Agosto 2012 - 16:16
Recensione libro: The Dirt (Mötley Crüe – Edizione integrale)

The Dirt

 Mötley Crüe

Confessioni della band più oltraggiosa del rock

Edizione integrale

Prezzo    € 20,00  
Pagine 448
ISBN-10: 889613143X
ISBN-13: 978-8896131435
 

Tsunami Edizioni (collana Gli uragani)

 

THE DIRT   TSUNAMI 2019

 

Tagliare un’opera d’arte è esercizio aberrante. Semplicemente vergognoso intervenire su di un qualcosa scaturito dalla sensibilità e dall’anima di un autore e proporlo mutilato al pubblico, al di là delle esigenze e delle imposizioni del business. Il concetto vale anche, logicamente, per i libri, nella fattispecie The Dirt dei Motley Crue. Infatti, la traduzione italiana della storia di una delle band più pericolose del rock’n’roll, uscita nel 2002 per Sperling&Kupfer, al netto rispetto all’originale americana, mancava di circa il 30% dei contenuti. Nonostante questo il lavoro vendette tantissimo e va comunque riconosciuto che l’opera di traduzione operato da Ira Rubini fu effettuato con gusto e maestria tanto che il libro ottenne un successo incredibile ed effettivamente valse i soldi spesi in termini di emozioni profuse. I tagli non compromisero più di tanto la resa finale, riuscendo  a mantenere ritmo e golosità di lettura, che è poi l’ingrediente più importante di qualsiasi scritto, ossia il motivo che fa accantonare il resto delle cose per inanellare più pagine possibile senza interruzione.   

Tsunami Edizioni, in questo 2012, si prende la briga di tradurre ex novo il tomo originale made in Usa di HarperCollins, completamente, e proporre quindi per la prima volta in lingua italiana The Dirt in versione integrale. Alcuni dati a marcare la differenza fra le due edizioni tricolori: 450 pagine contro 390 a parità di carattere grafico utilizzato, due centimetri in più in altezza come formato – e quindi un numero maggiore di righe per pagina – ma stessa profondità, cosicché entrambe possano restare allineate perfettamente l’una accanto all’altra all’interno di uno scaffale. Il libro della Tsunami riporta pari pari la galleria fotografica a colori del precedente mentre si concede qualche aggiunta per quanto attiene gli scatti in bianco e nero.   

Sesso, droga e rock‘n’roll. Forse i Motley Crue non hanno fatto tutte e tre le cose meglio di altri, ma di sicuro le hanno fatte più di tutti gli altri. Queste pagine trasudano alcool e decadenza. Leggete a vostro rischio e pericolo. Ecco quanto scritto sul retrocopertina dell’opera, indubitabile dopo aver letto il libro: 450 pagine di sbrago totale, fra estasi, dabbenaggine assoluta e morte, con quest’ultima addirittura incapace di riportare alla realtà delle cose alcuni dei protagonisti sopravvissuti ad eventi drammaticamente tragici.

Vince Neil, Nikki Sixx, Tommy Lee e Mick Mars hanno scritto, probabilmente molto più di altri colleghi illustri, la vera Costituzione di un certo Rock degli anni Ottanta a Los Angeles prima e nel mondo poi. Nessun rispetto per se stessi in primis e per le regole subito dopo, contro tutto e tutti pur di portarsi a letto la ragazza – o le ragazze – di turno e strafarsi di droga e alcool. Incredibile concepire come un fuori di testa del livello di Nikki Sixx sia riuscito a scrivere pagine imprescindibili dell’epopea dell’hard’n’heavy in quel periodo, ma tant’è. Una sorta di miracolato, il bassista dei Motley, come ben descritto all’interno del libro, quando in uno stato di completo oblio la falce del Grim Reaper figuratamente si limitò a passargli a un millimetro dalla carotide.

Il linguaggio utilizzato dall’ottima traduttrice Stefania Renzetti è al passo con le tematiche della narrazione, che già di per sé calcano sufficientemente la mano senza abbisognare di aiuti esterni soltanto rimanendo fedeli ai fatti oggettivi. In The Dirt il border line è la regola, si tratti di sesso selvaggio, droga, ubriacature, vomitate, risse, accadimenti fra escrementi vari, corse in macchina o schiette dichiarazioni nei confronti dei colleghi musicisti – Mick Mars accusa senza troppi giri di parole i Poison e i Warrant, coloro che secondo lui hanno rovinato gli anni Ottanta -. Tornando alle imprese dalla cintola in giù basti pensare che all’epoca d’oro dei Crue le Loro orge prevedevano il rituale del manico della chitarra infilato laddove non batte il sole nel lato B di qualche tipa, tanto per raccontare uno fra le centinaia di aneddoti boccacceschi contenuti nel libro. Last but not least, gli Stallions Of The Highway Saxon in altra sede narrano di scorpacciate di stra-gnocche scartate dai Motley in quanto questi ultimi dopo anni di uso e abuso delle classiche bionde americane tettone con gambe lunghissime di cui sopra,per ritrovare antichi stimoli si erano “dati” alle over-size…    

Poi sono arrivate le ville hollywoodiane, le collezioni di Ferrari, le vasche a forma di organo genitale femminile, gli stadi sold-out, le mogli usa e getta, i jet privati e anche per i Motley Crue è tramontato definitivamente il concetto di band, ma questa è un’altra storia, molto ma molto più triste di quella ultra-mega-maxi-super-scoppiettante raccontata in The Dirt, il libro definitivo sul Rock’n’Roll no limits. Buy or Die!   

 

 
Stefano “Steven Rich” Ricetti