Symphonies Of Decay: il lyric video di “The Portal”

Comunicato stampa
“The darkness embraces another sun”: così si apre “The Portal”, il nuovo singolo dei Symphonies of Decay.
Gli appassionati di astronomia intuiranno subito il riferimento: il brano indaga l’enigma dei buchi neri, quegli abissi siderali capaci di inghiottire ogni cosa – materia, luce, suono, tempo.
“The light will not shine again for no one / no sound, no pain, only an infinite run / no sunrise, no sundown, only a silent night / the essence of the things destroyed without a fight.”
Nichilismo, distruzione, silenzio: il death metal ne ha sempre parlato in chiave terrena, ma i Symphonies of Decay portano il tema su scala cosmica. La loro visione si espande oltre l’umano, verso un universo dove la materia implode e il tempo smette di esistere.
Anche la musica riflette questo moto d’espansione.
Il growl e i ritmi serrati incarnano l’energia distruttiva e il caos primordiale, mentre le aperture melodiche, ariose e dilatate di corde e voci pulite evocano gli spazi infiniti tra una galassia e l’altra. Doom e gothic metal diventano così satelliti fondamentali delle parti più furiose, dando vita a un brano di scuola Dark Tranquillity, Paradise Lost e Swallow the Sun.
Eppure, dietro la colata nera di materia e suono, si nasconde una domanda: se, come canta il chorus citando Lavoisier, “nothing is created and nothing is destroyed”, siamo certi che i buchi neri distruggano davvero?
O potrebbero essere varchi verso altri universi, altre possibilità di esistenza? Portali per l’appunto, come suggerisce il titolo.
O potrebbero essere varchi verso altri universi, altre possibilità di esistenza? Portali per l’appunto, come suggerisce il titolo.
La fisica ancora non offre risposte definitive, quindi le immagini maestose del lyric video di “The Portal” invitano a riflettere e interrogarsi.
“Are you sure this is the final end? Is this the portal to another land? Could this be the way to really ascend? Or is it the only mechanism to disappear instead?”: con queste domande si chiude il brano, lasciando spazio al mistero e all’immaginazione. Chissà, magari un giorno lo scopriremo.

Symphonies of Decay online